vieni a lavorare in america

La scorsa volta abbiamo iniziato ad analizzare le varie possibilità offerte dal Governo Americano per coloro che vogliono entrare in questo Paese e restarci. Una precisazione: la green card (ovvero il permesso di soggiorno) non equivale alla cittadinanza, che si ottiene seguendo un altro percorso (per il quale il possesso della carta verde è obbligatorio). In breve un residente diventa cittadino dopo almeno 5 anni di permanenza, superando un esame di educazione civica (qui ci tengono, grazie al cielo) presso uno degli uffici del Ministero degli Interni. Ma questa è tutta un’altra storia.

L’invio delle domande per la regolarizzazione dei lavoratori stranieri si effettua ogni anno ad Aprile. In genere, come accade in Italia per le colf e badanti, nel giro di poche ore si esauriscono già tutti i visti messi a disposizione dal Governo. Se intendi seguire questa strada, dovrai prima di tutto trovare un’azienda che può farti entrare con il visto H-1B: in molti casi è specificato nella descrizione dell’offerta di lavoro, sia in positivo che in negativo (non accettiamo candidati che hanno bisogno di un visto H-1B per lavorare).

Esistono siti appositi ed interessanti forum di discussione dove trovare questo particolare tipo di datori di lavoro, ma la competizione è agguerrita: in genere indiani e cinesi la fanno da padrone, seguiti dai sudamericani. Trovata l’azienda, farai un primo colloquio telefonico (quindi allena il tuo inglese, eheh) e comincerai a compilare tutti i moduli necessari per far contenta la burocrazia. Dovrai recarti quindi all’Ambasciata e farti timbrare il passaporto, come visto “temporaneo” per entrare in America. Dovrai eleggere un domicilio (probabilmente l’albergo dove andrai a stare nei primi giorni, o qualche amico che ti ospita) e ti faranno degli esami clinici. Solo se tutto va bene, potrai fare le valigie.

Intanto eccoti una descrizione in inglese, così ti alleni un pochino nel frattempo ;)

The US Government introduced the H1B visa to offer and enable highly skilled International Professionals and/or International Students, from all over the World, the opportunity to live and work in the USA. The H1B is the most popular and sought after US work visa and US Immigration requires ‘every’ foreign national to obtain a visa in order to legally work in America.

One of the main advantages of the H1B visa is that it is a ‘dual intent’ visa which means that you can apply for a Green Card (Legal Permanent Residency). The Process to obtain an H1B Visa is:

  • Step 1 – you Must 1st find an H1B Sponsorship Job with a US Sponsoring Company (employer)
  • Step 2 – your H1B employer files your H1B Visa Application with the US Immigration Bureau

 

Ci sono 50 commenti

  1. camu

    @Anna, fino a 90 giorni puoi stare qui con il visto turistico, non hai bisogno di particolari formalità. Attenta però che per entrare negli Stati Uniti serve il nuovo passaporto elettronico, il vecchio tipo non va più bene da qualche tempo a questa parte. Informati presso la questura, per sicurezza.

    camu, 13 aprile 2009 alle 20:12 » rispondi

  2. biby

    Ciao, sonno biby la americana che habita a ravenna che ti aveva scrito alcuni giorni fa. Sa che mi hanno enviato la settimana scorsa li moduli per compilare, wao prestisimo, 11 settimane doppo che ho fatto il I-130. ho una domanda, perche el I-864 che visogna da un sponsor, no so come posiamo farlo perche io sonno cui con lui, lui e il suo proprio sponsor, ma come si puoi compilare perche andiamo a vivere la con il nostro soldi ma lui sempre ha visuto qui in italia non ha Incom-taxes, non ha il W-2. Si puo informarme come lui puoi farlo, o altramente chiamo a mia sorella la per servir a lui como suo sponsor.

    biby, 29 settembre 2009 alle 19:26 » rispondi

  3. camu

    @biby: ok, I’ll try to write the answer in my best English, so that we are even :) First of all, congratulations about your request being already processed, that was pretty fast indeed. About the I-864 form, you don’t “need” a joint sponsor if you and your husband already have about $40k in assets (houses, bank accounts, etc) that you own. Since he doesn’t have a W-2, then his current income doesn’t count: in this case you definitely need a joint sponsor. If your sister has enough assets as prescribed by the poverty guidelines, then you’ll be fine. If you have a few thousand euros in your Italian bank account, you can send them to her bank account in order to increase the amount of assets she owns ;) Also, if you already have a job offer in the United States, you can attach that to your paperwork, to show you have the “power” to produce income, once you move to the US!

    camu, 29 settembre 2009 alle 19:43 » rispondi

  4. concetto

    anch’io impazzisco per andare a lavorare in America!!! ma non so come fare…sto uscendo pazzo!! ho un visto R-1 in quanto ho effettuato un corso di inglese per 4 mesi. qualcuno può darmi qualche informazione… il visto R è una buona chance???? please please please

    concetto, 02 gennaio 2010 alle 21:06 » rispondi

  5. camu

    @concetto: a quanto pare il visto in tuo possesso è di “carattere” religioso, e può essere esteso senza troppe difficoltà. Da lì a farlo diventare un visto permanente, il passo è breve :)

    camu, 02 gennaio 2010 alle 21:20 » rispondi

  6. Alice

    Ciao,
    questa serie di posts sui visti e le procedure americane è molto interessate.
    Non sapevo che su Monster fosse possibile cercare direttamenete aziende sponsor per l’H1B! Fantastico! Anche il forum consigliato sembra molto interessante. Hai fatto proprio un buon lavoro, sarà utile a molti aspiranti immigranti americani. :)
    Una cosa che però hai solo accennato è la possibilità di conversione di un visto turistico in visto lavorativo. Credo che possa essere un buon tentativo in attesa di altri risultati forse meno probabili come la diversity lottery o che un’azienda ti chiami dall’Italia per andare a lavorare in America.
    Volevo chiederti, a questo proposito, se una volta trovato lavoro in USA la conversione è automatica e quali sono le politiche USA nel caso in cui una persona voglia rientrare con visto turistico più di una volta se i primi 90 giorni non sono stati sufficienti. Ed, infine, il discorso vale anche se si entra col programma “Senza Visto”?
    Spero di non averti(vi) tediato troppo con la lunghezza del mio intervento e approfitto per augurare un buon 2010 a te ed ai tuoi aficionados.

    Alice, 05 gennaio 2010 alle 18:50 » rispondi

  7. camu

    @Alice: sono contento che la serie sia stata di tuo interesse. In merito al visto turistico “convertibile” ero rimasto un po’ vago, perché all’epoca in cui ho scritto questi articoli, stavano cambiando le modalità di ingresso negli Stati Uniti. Adesso esiste questo Visa Waiver Program (programma “senza visto” come giustamente lo chiami tu) che ESPLICITAMENTE impedisce di convertire il proprio permesso in un qualche altro tipo di visto lavorativo o comunque “immigrante”. Però puoi in genere rientrare negli USA dopo i 90 giorni, con un altro visto temporaneo. Attenzione però che andare in Canada o in Messico o altre Nazioni limitrofe, non conta come “uscire dagli Stati Uniti” ai fini del visto. Dovrai proprio tornare in Italia, e poi tornare nuovamente qui :)

    camu, 05 gennaio 2010 alle 19:11 » rispondi

  8. Alice

    @camu: sono sicura che da qualche parte nel blog ci sarà già, ma tu dove vivi e da quanto ci stai?

    Alice, 05 gennaio 2010 alle 19:27 » rispondi

  9. camu

    @Alice: hai ragione, è un’informazione non facilmente reperibile… rimedierò rendendo cliccabile la bandierina che spunta da dietro, in alto a sinistra :) Comunque sono qui, dalle parti di New York, da un paio d’anni fra poco! Accipicchia come vola il tempo…

    camu, 05 gennaio 2010 alle 19:36 » rispondi

  10. Bea

    Camu, come ti invidio!!!!!!!
    E dimmi, come è New York??
    Non sai quanto sogno di poter essere lì….e non so come fare e se farlo veramente…. :(

    Bea, 12 gennaio 2010 alle 21:45 » rispondi

  11. concetto

    @camu:scumami ma ho visto il tuo messaggio solo ora. innanzitutto grazie mille per avermi scritto, veramente! dici che è così facile come pensi?? l’anno scorco ho fatto un corso e il visto dura 5 anni, penso sia ncessario convalidarlo ogni volta esci dall’america. forse l’unico problema è cercare lavoro una volta lì a NY in quanto non ho una green card! ti ringrazio, se hai altre info scrivimi… ti ringrazio, buonasera

    concetto, 12 gennaio 2010 alle 22:30 » rispondi

  12. camu

    @concetto: per te che hai questo visto “privilegiato” sembra essere molto semplice, stando alle indicazioni sul sito ufficiale che ti ho fornito. Non ti rimane che provare :) La green card la devi ottenere prima di cercare lavoro, questo è vero, ma puoi appunto convertire il tuo attuale visto ed iniziare la trafila burocratica (lunga circa un anno, ti avverto) per ottenere la green card.

    camu, 13 gennaio 2010 alle 21:31 » rispondi

  13. concetto

    @camu: Ciao,

    grazie per le pagine internet, le ho consultate e mi sono state utilissime. Ho anche chiamato mia cugina in America.Lei mi ha promesso di interessarsi e chiedere qualche informazione per me. Secondo te, una volta che ho convertito il mio visto in un visto temporaneo, posso iniziare a cercare lavoro?? ho un budget non troppo elevato, per questo speravo di iniziare a lavorare asap in america.

    Ti ringrazio, ti auguro buona domenica e TAKE CARE

    concetto, 24 gennaio 2010 alle 11:34 » rispondi

  14. camu

    @concetto: si, quando il visto risulta convertito, sei a tutti gli effetti autorizzato a cercare un lavoro. Sarà un po’ problematico comunque, ti avverto, perché molti datori richiedono il social security number (il codice fiscale americano) e a te sarà assegnato solo alla fine della pratica :) Ma non è certo questo che può scoraggiarti, immagino!

    camu, 24 gennaio 2010 alle 11:40 » rispondi

  15. concetto

    @camu: grazie per la risposta, sei un grande!!!! quando sarò li ti offro da bere!

    concetto, 24 gennaio 2010 alle 11:44 » rispondi

  16. Agatha

    Ciao ragazzi,
    anch’io sono interessata a lavorare in America (ma andrebbe bene anche Canada o Australia…):questa storia della green card mi sembra una cosa tipo “aspetta e spera….” e poi fra l’altro ho iniziato la registrazione per la lotteria che dicevano gratuita e qualche clic dopo volevano in num. di carta di credito per pagare le spese (dai 70 euro in su se non ricordo male. Comunque sia, mi interessa andar lì non tanto perchè follemente innamorata del luogo o della gente, ma perchè cerco delle persone serie che vogliono fare business con le mie idee.Per cui andrei lì per lavori specifici e non qualsiasi cosa pur di stare in America8 anche se i primi tempi va bene anche un fast food). Non sono ricercatrice in campo scientifico o medico, sono designer, una cosiddetta “creativa”, e sono stanca di stare in Italia a sprecare la mia vita. Voglio andare in un posto dove poter far crescere le mie idee, dove c’è meritocrazia, dove posso far valere le mie qualità. In America o in Finlandia, basta che non è come l’Italia.

    Agatha, 28 gennaio 2010 alle 19:13 » rispondi

  17. camu

    @Agatha: attenzione ai siti che ti chiedono soldi per la lotteria dei visti, sono siti “furfanti” di cui non bisogna fidarsi. Il sito ufficiale è uno solo! Per il resto, credo che se per te non importa, l’Europa sia molto più facilmente “raggiungibile” dell’America o dell’Australia, lì non hai bisogno di un visto per lavorare, e ci sono molte aziende europee che cercano gli italiani come il pane!

    camu, 28 gennaio 2010 alle 19:26 » rispondi

  18. Agatha

    @camu: grazie per la risposta. Io pensavo di andar via dall’Europa perchè temo che le pastoie italiche si stiano propagando per tutto il continente. Intendo dire che la comunità europea a volte si castra da sola, per cui se devo fare le valigie, meglio farle per una meta che mi garantisca perlomeno una forma mentis di un certo tipo (che quello è già tanto…..) una forma mentis che temo nessuna nazione europea ha, forse il paese più vicino è la Gran Bretagna, che non sarebbe male.Comunque prendo in considerazione più opzioni. Un’altra cosa che pensavo di fare almeno per il momento è lavorare per aziende estere pur rimanendo qui per il momento (un mio professore lo ha fatto per un pò di annetti per una grossa società di animazione…..Beato lui!!!). Con un mestiere come il mio fino ad un certo punto è abbastanza fattibile.La cosa che mi rode è non poter crescere e far crescere il mio paese, ma tant’è…..Per la lotteria fasulla, tranquillo, non ho pagato nulla. Mi hanno anche telefonato (tipo vendita d’assalto…)e bombardato di mail, ma non ci hanno acchiappato nemmeno un euro.Per il momento la lotteria ufficiale è chiusa. Nell’attesa butto giù un po di progetti e miglioro il mio inglese….
    A presto

    Agatha, 29 gennaio 2010 alle 01:11 » rispondi

  19. camu

    @Agatha: guarda, non voglio certo distruggere i tuoi sogni, ma t’avviso che la lotteria non è semplice. Nel 2007 quando ho fatto la domanda io, c’erano circa 250 visti in palio per l’Italia ma ci sono state più di 3000 domande, quindi hai una speranza su 10 di vincere. Riguardo alla forma mentis di un certo tipo, non serve uscire dall’Europa per trovarla. Se il freddo non ti spaventa, Olanda, Belgio e Svezia sono delle mete che consiglio fortemente. Anche la Francia è messa molto bene, perché no… miei amici parigini mi raccontano sempre un sacco di belle cose. Certo, ti tocca sapere il francese ;)

    camu, 30 gennaio 2010 alle 23:45 » rispondi

  20. Agatha

    @camu: il francese lo conosco anche meglio dell’inglese.Comunque sono un po combattuta, anche perchè ho trovato per il momento una buona soluzione di alloggio a Roma (anche dal punto di vista economico visto che non sono di Roma). La lotteria è solo uno dei modi che sto cercando di approntare; comunque credo che prima di un anno o due non mi muovo, ho gli studi da finire. Il freddo non mi fa impazzire (sono siciliana, immaginati….).
    Recentemente ho lavorato per una azienda americana di computer (anche se non direttamente assunta da loro….ma ho incontrato amici che hanno fatto il mio stesso percorso e poi sono stati assunti….).Con uno in particolare parlavamo di farci trasferire (lui subito, io dopo qualche anno dall’assunzione). Sono cose un pò campate in aria, ma la mia esperienza a Roma sembrava dovesse aprire la porta del mio futuro e così non è stato. Avendo sentito che le leggi europee sono alquanto “autolesioniste”, sinceramente temo di fare un investimento di nuovo sbagliato. A me interessa un posto dove ci sia gente concreta senza puzza sotto il naso e senza nipotismi vari, che vedendo un mio progetto mi dica “bello, facciamolo!” oppure “fa schifo, correggi questo e quello”, e lo valuti per quello che è, non per le amicizie-simpatie-leccapiedismi che ho fatto o meno e non mi devo mettere a fare le “pubbliche relazioni”. Ti faccio un esempio: quando frequentavo l’Accademia, durante un final work mi capitava stare al mio tavolo di lavoro anche 12 ore, mentre c’era un ragazzo che faceva varie cose solo per 5 minuti senza finirne nessuna e poi andava al bar col professore. Risultato: lui lavora e io no, non che non fosse bravo, ma lo ero anch’io, solo che lui ha saputo “oliare”ed io no. Per carattere.A volte vorrei non sentire più niente, alzarmi la mattina e andare a vendere gelati, senza avere questo maledetto cervello che sforna dieci idee al minuto.La mia dote è diventata un fardello, vorrei solo trovare un posto che dia valore a quello che sono e sinceramente temo che l’Europa si riveli un’altra Italia. Forse questa storia dell’ America terra delle opportunità è solo un’illusione, ma vorrei capire, capire come funziona in America, il mercato del lavoro, la forma mentis nei settori “creativi”, insomma com’è l’aria. Per il momento ho intenzione di inviare progetti, con internet le cose si facilitano un pò. Forse tu puoi dirmi un po di cose, se ti va. Grazie mille.

    Agatha, 31 gennaio 2010 alle 13:32 » rispondi

  21. camu

    @Agatha: il tuo essere combattuta trasuda da ogni parola che hai scritto :) Ripubblicherò questo tuo commento come un mio articolo (citandoti, ovviamente) perché credo sia giusto dare risalto a queste sensazioni… Per il resto, posso dirti che io sono passato ESATTAMENTE per la stessa strada, e tutti i miei amici che leggono questo blog possono confermartelo: quando lavoravo in Italia, avevo le ali perennemente tarpate, solo perché io non ero bravo ad “oliare” i meccanismi giusto (non lo sono mai stato, per natura) e così finivo per scontrarmi sempre con i pezzi grossi, ed avevo ovviamente la peggio. Vaso di terracotta in mezzo a quelli di ferro. Ed è una situazione molto comune, negli ambienti italiani.

    camu, 01 febbraio 2010 alle 14:53 » rispondi

  22. Agatha

    @camu: grazie mille Camu per la tua attenzione;credo che purtroppo certe sgradevoli sensazioni le hanno avute in tanti qui in Italia. Mi fa piacere se utilizzi il mio post per un tuo articolo (e da come mi hai risposto sono sicura che non lo “ruberai”) :-)
    Spesso mi è capitato di parlare con persone che mi hanno detto “ma che ti costa fare un po di moine e complimenti vari per accattivarti il professore se poi ti frutta un lavoro?” Beh mi costa la dignità, e sinceramente, visto che la mattina mi guardo tranquillamente allo specchio, vorrei continuare a farlo. Non so se spiego bene il concetto.
    Mi fa piacere che la pensiamo allo stesso modo. Se ti va, che ne dici di parlarci di come si vive in America? il lavoro, il modo di pensare che c’è, i lati positivi e (perchè no?) quelli negativi che stai trovando nella quotidianità americana. in quale stato dell’America ti trovi? Dacci quanti più particolari puoi, così possiamo capire qualcosa di come si vive e (perchè no?)sognare un po con questi sprazzi di quotidianità americana, ‘che malgrado ci abbiano tolto tante cose, ancora ci sono rimasti l’aria e i sogni. Perciò riempiamo d’aria i polmoni e il cervello di sogni, almeno per un momento, poi si potrà sempre tornare con i piedi per terra.Ma come sarebbe povero l’uomo senza quei brevi barlumi dei sogni!
    un abbraccio
    Agata

    Agatha, 02 febbraio 2010 alle 18:08 » rispondi

  23. Alex

    Aiutatemiiii!!!!!!Voglio andare in America!!!!!

    Alex, 03 febbraio 2010 alle 15:31 » rispondi

  24. camu

    @Alex: eh, si fa presto a dire “voglio andare in America” :) Quanti anni ha, 12?

    camu, 03 febbraio 2010 alle 15:32 » rispondi

  25. Fabio

    Ciao Alex, ho trovato il tuo bel blog quasi per caso e leggendo e sbirciando (soprattutto gli ultimi commenti), mi sono sorte alcune domande da porti.

    Ho notato che consigli nazioni come la Svezia, il Belgio e l’Australia, che sinceramente non avevo proprio mai valutato. A parte l’Australia, semmai decidessi di tentare di lavorare in Belgio o Svezia, ci sarebbero problemi con la lingua? Ho ottime conoscenze della lingua inglese e più che buone per quanto riguarda il francese.

    Sono un ragazzo di quasi 19 anni con un diploma di Operatore Turistico e sarei disposto a fare qualsiasi cosa pur di andarmene dall’Italia, e spero che tu mi sappia dare consigli (dai tuoi post precedenti sono sicuro che mi illuminerai :D )

    Grazie mille in anticipo Alex, seguirò costantemente il tuo blog :)

    Fabio, 04 febbraio 2010 alle 13:24 » rispondi

  26. camu

    @Fabio: suppongo che tu ti stia rivolgendo a me, e non ad Alex :) Per la lingua, in Belgio parlano abbastanza bene l’inglese ed ovviamente il francese è diffusissimo, quindi non avrai problemi. Ci sono molte agenzie internazionali che possono facilmente collocarti in Belgio o Olanda, a partire da quello ufficiale. Buona fortuna!

    camu, 04 febbraio 2010 alle 15:10 » rispondi

  27. Fabio

    Si, giusto, ho fatto confusione con i nomi (l’ultimo post era il tuo rivolto ad Alex infatti :P ). Chiedo scusa :D . Ti ringrazio nuovamente e, come ho già detto prima, continuerò a seguire il tuo blog, sperando di raccontare la mia esperienza lavorativa in un paese estero :)

    Fabio, 04 febbraio 2010 alle 16:06 » rispondi

  28. sami

    ciao a tutti… ho conosciuto una ragazza di los angeles e ci sto da un po…. ma a quanto sappiate, se ora che torno li ci sposiamo, me la danno la green card? graziea tutti. Sami.

    sami, 05 febbraio 2010 alle 16:40 » rispondi

  29. camu

    @sami: si, ma te ne danno una che scade dopo 2 anni. In altre parole, tu e la tua innamorata dovete almeno rimanere sposati per 2 anni, e dimostrare al governo che non lo fate solo per la green card. Tipo aprendo un conto corrente cointestato, o (ovviamente meglio) facendo un bebè o comprando una casa…

    camu, 05 febbraio 2010 alle 17:21 » rispondi

  30. sami

    il progetto è quello di raggiungerla li, e se mi ambiento bene, dopo poco “she wants to marriege and have a baby”, forse sto realizzando un sogno, incontrare e sposarmi con la mia metà, e trasferirmi a los angeles, in california…. :-)

    sami, 05 febbraio 2010 alle 17:26 » rispondi

  31. camu

    @sami: beh, in “culo alla balena” per il tuo bel progetto. La California credo sia uno dei migliori posti dove potevi finire in America: la temperatura ideale tutto l’anno, un governatore al passo con i tempi, prezzi delle case ragionevoli. Certo, c’è il problema dei terremoti, ma magari dopo un po’ ci si abitua ;) Comunque dico sul serio, a me la California è sempre piaciuta, chissà che un giorno non mi ci trasferisca! In merito al visto, se vi sposate in America, è tutto più facile e te lo danno nel giro di 6 mesi. Nel frattempo avrai un certificato temporaneo, che potrai usare per iniziare a cercare lavoro!

    camu, 05 febbraio 2010 alle 17:32 » rispondi

  32. sami

    invece, qualora dovessi andare li, ovviamente col visto da turista di 90gg, e lasciarmici, ma intanto trovo lavoro in qualche pub o locale, come si fa per tramutarlo in temporaneo lavorativo di 2 anni? e poi, posso gia partireda qui con quello lavorativo di 2 anni anche se li ancora nn ho lavoro? credo di no, cmq chiedo….. grazie tante………..

    sami, 05 febbraio 2010 alle 17:59 » rispondi

  33. sami

    per farla breve, io da qui, se nn ho un lavoro certificato che mi aspetta posso partire e ottenere solo quello di 90gg? magari per fare questo passo(marriage) ci puo volere un po di piu……

    sami, 05 febbraio 2010 alle 18:02 » rispondi

  34. camu

    @sami: il datore di lavoro, una volta in America, dovrà fornirti un visto sostitutivo a quello turistico, perché come c’è scritto esplicitamente nelle istruzioni che ti daranno sull’aereo, con il visto turistico non si ha l’autorizzazione a lavorare. Il visto che ti dovrà dare il gestore del pub è della famiglia H1-B (vedi i miei commenti precedenti, per maggiori informazioni). Se invece decidete di sposarvi, dovete farlo ENTRO i 90 giorni in cui entri sul territorio americano. Quindi è bene che già preparate tutto in anticipo (prete, burocrazia varia, ricevimento). Oppure ti toccherà andare e tornare dagli USA un paio di volte ;)

    camu, 05 febbraio 2010 alle 18:08 » rispondi

  35. Andrea Pinti

    Stavo per commentare dicendo che sarebbe servito uno schema chiarificatore e poi non avevo niente da fare…:) Ah, sia chiaro, non mi assumo nessuna responsabilità :D

    Andrea Pinti, 06 febbraio 2010 alle 03:55 » rispondi

  36. Valentino

    Ciao Camu,

    sono Valentino ti scrivo da Milano ed ho 21 anni;
    sto seguendo un corso professionale di cucina qui a nord di Milano perchè è ciò che mi fa sentire maggiormente libero e sereno e quindi penso sia la cosa giusta da fare nella vita.
    Nella vita di un cuoco, da quello che ho letto nei libri pubblicati dai miei “miti” professionali, viaggiare è una componente fondamentale per scoprire nuovi mondi culinari ed avere sempre nuove ispirazioni (la cosa non mi dispiace :P )
    ad ogni modo, tra le mie mete “preferite” ci sono senz’altro gli States, in particolare mi affascina la costa Ovest, San Francisco più nel dettaglio (non chiedermi perchè!! :) ) e visto che mi sembri gentile e competente vorrei chiederti di togliermi un dubbio già parzialmente tolto dal brillante e simpatico intervento di Andrea Pinti.

    Ciò che mi chiedo è:
    il visto turistico è tramutabile in un visto lavorativo qualora si trova un datore di lavoro disposto ad avviare la pratica?
    ho riletto il blog ma non mi è ancora chiarissimo

    da quello che ho capito non è possibile lavorare con un visto turistico, quindi il problema non si dovrebbe nemmeno porre, ma è un pò come quando cerchi il primo lavoro e chiedono tutti esperienza passata: come faccio ad avere esperienza se voglio iniziare ora a lavorare!! :D

    La mia idea è come immagino quella di molti in un futuro non sò quanto lontano di andare con il visto turistico vedere se mi “trovo bene” e cercare lavoro in qualche ristorante italiano, già con le idee chiare su quali ristoranti siano le prime scelte;

    è fattibile una cosa del genere? nel mio caso cosa mi consigli?

    Grazie in anticipo per la risposta e scusa se mi sono dilungato molto..

    Valentino
    :)

    Valentino, 08 febbraio 2010 alle 20:52 » rispondi

  37. Alice

    Ciao Camu,
    questo è proprio un periodo NO in Italia.
    Ho scritto un post sul precariato della vita, non solo del lavoro, e vorrei condividerlo con te ed i tuoi ospiti.
    Se pensi possa essere utile alla discussione lo trovi sul mio blog.
    Ciao,
    Alice

    Alice, 11 febbraio 2010 alle 12:29 » rispondi

  38. camu

    @Andrea Pinti: complimenti per l’impegno… quasi quasi avrei la tentazione di usarlo sul mio blog, posso rubartelo? (citando ovviamente l’autore eheh)
    @Valentino: l’accoppiata San Francisco + Cuoco è perfetta, è una zona dove ho visto molti italiani proprietari di caffetterie o ristorantini ;) La risposta alla tua domanda è si: ma non è il visto che si “tramuta”, più che altro allo scadere di quello turistico, potrai rimanere negli Stati Uniti grazie all’altro visto. In genere non si è così fortunati, nel senso che bisogna avviare le pratiche per tempo (i visti lavorativi vengono erogati ad Aprile di ogni anno) e poi partire col visto turistico quando si è sicuri che le pratiche per l’altro visto stanno andando bene. Altrimenti ti tocca uscire (e andare in Canada non vale) dagli Stati Uniti e poi ritornare quando l’altro visto è pronto :)
    @Alice: grazie per la segnalazione, vengo a leggerlo subito e t’aggiungo al mio lettore RSS!

    camu, 11 febbraio 2010 alle 17:33 » rispondi

  39. Andrea Pinti

    Ehehe per il grafico facci pure tranquillo quello che vuoi, modificalo, disegnaci i bambini, amplialo, non serve citare la fonte. L’ho fatto al volo con un programma che si chiama “Dia” (è un freeware o roba così) ma non ho più il file originale da modificare.
    Alla fine per chi non ha alcuna idea sul funzionamento dell’immigration americana uno schema a blocchi del genere (magari serio) sarebbe decisivo per avere in poco tempo l’idea della situazione.

    Andrea Pinti, 11 febbraio 2010 alle 18:01 » rispondi

  40. Valentino

    Grazie Camu, sei stato chiarissimo!

    dalla California una soluzione interessante sarebbe andare in Messico :P
    anche se tornare un pò a casa non farebbe male..
    a proposito, sei stato in Messico? Se si, come l’hai trovato? (io lo immagino, e purtroppo lo immagino e basta, un posto abbastanza “sporco” e “malfamato”, ma non è chiaramente un giudizio visto che non ho di che darne :) )
    ad ogni modo, se non ho capito male bisogna aspettare la scadenza del visto turistico, uscire dagli States ed avviare le pratiche per il visto di lavoro (pratica che deve avviare il datore di lavoro); quando le pratiche saranno risolte si potrà tornare là ed “iniziare” ufficialmente il lavoro. Il visto di lavoro dura 3 anni.

    GRANDE!

    Valentino, 11 febbraio 2010 alle 22:49 » rispondi

  41. camu

    @Valentino: si, il Messico può essere un’opzione, ma sinceramente non so quanto ne valga la pena, rischi di non tornare tutto d’un pezzo ;) Per il resto, tutto giusto: fai scadere il visto turistico e poi entri con l’H1-B. Ti ricordo però che quest’ultimo richiede una certa esperienza e comunque una laurea di almeno 4 anni, nella maggior parte dei casi. In breve il Governo dice: ma perché chiamare un pizzaiolo dall’Italia quando qui ce ne sono a bizzeffe? ;) Non hanno tutti i torti… Il mio consiglio, nel tuo caso, è di entrare con un visto da studente tipo F-1, seguire un qualche corso e magari chiedere la conversione di quello, la vedo una strada più praticabile…

    camu, 12 febbraio 2010 alle 02:39 » rispondi

  42. Valentino

    Uhm!
    quindi anche trovando un ristoratore disposto ad “assumerti” ed a iniziare le pratiche per il visto per poter lavorare non è detto (anzi, se non si hanno una dozzina di anni di esperienza di lavoro o una laurea di 4 anni) non viene comunque rilasciato il visto, e quindi non puoi comunque lavorare; non basta quindi il desiderio del titolare dell’attività di assumerti ma ci vuole anche tanta esperienza od una laurea, se è così si fà dura..!
    (ho un diploma e nessuna esperienza..ed anche se l’intezione non è di partire domani ma tra qualche “esperienza” pensavo magari a qualcosa meno di 12 anni!!)

    Illuminami!!

    Valentino
    :)

    Valentino, 12 febbraio 2010 alle 12:31 » rispondi

  43. camu

    @Valentino: sfortunatamente la mia esperienza nell’ambito dei visti sponsorizzati si ferma qui, ti conviene rivolgerti a qualche forum di esperti del settore, per avere opinioni più autorevoli in merito. Comunque si, da quello che ho letto in giro, non è garantito che il visto ti venga concesso. D’altro canto altrimenti sarebbe troppo facile, specialmente per gli ispanici che arrivano dal messico o altri paesi del centro e sud america ;)

    camu, 12 febbraio 2010 alle 12:38 » rispondi

  44. Valentino

    Capisco, grazie per il link é una buona occasione per fare pratica con la lingua

    Good luck and have a nice day!!

    Valentino, 12 febbraio 2010 alle 15:01 » rispondi

  45. Nazarena

    ok,direi che sono in bella compagnia!io mi laureo a gennaio 2011 e l’idea sarebbe quella di andare a new york subito dopo…ho amici a long island quindi non ho problemi di alloggio…quello che mi chiedevo è:quando devo iniziare a muovermi x avere il visto turistico?insomma…qual è il primo passo da fare?grazie!

    Nazarena, 16 febbraio 2010 alle 11:47 » rispondi

  46. camu

    @Nazarena: in effetti c’è una “imprecisione” nei commenti qui sopra, quando si parla di “visto turistico”. L’Italia partecipa al programma americano Viaggio Senza Visto (Visa Waiver Program) per il quale bisogna richiedere un’autorizzazione ESTA. Quando sono partito io non era ancora così, ma amici mi dicono che ci vogliono alcune settimane, quindi direi che ti conviene iniziare a muoverti verso Ottobre 2010.

    camu, 16 febbraio 2010 alle 11:52 » rispondi

  47. nadir

    ciao io vorrei andare in america a lavorare,ho 34 anni 19 dei quali passati in edilizia vorrei sapere se ce qualche possibilita’per uno come me, e se si cosa devo fare che sito devo cercare per cominciare a muovermi …..
    vi ringrazio anticipatamente per le eventuali risposte ciao

    nadir, 18 febbraio 2010 alle 15:11 » rispondi

  48. camu

    @nadir: l’edilizia è uno dei settori in america che ha visto meno crisi rispetto agli altri, in questa economia altalenante. Sembra strano, ma è così. Quindi qui la ricerca di manodopera in questo settore è davvero tanta. Se te la cavi con l’inglese, ti consiglio di partire da questa pagina di Yahoo!.

    camu, 22 febbraio 2010 alle 18:02 » rispondi

  49. nadir

    @camu: ti ringrazio moltissimo, alleno un po’ il mio inglese e parto ..ciao

    nadir, 22 febbraio 2010 alle 20:48 » rispondi

  50. pietro

    ciao a tutti ,mi piacerebbe sapere se provare ad avventurarmi nel mondo del lavoro negli u.s.a. può essere conveniente o no per ripartire da zero.e se non chiedo troppo quali potrebbero essere i guadagni .

    pietro, 07 marzo 2010 alle 18:41 » rispondi

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