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	<title>due chiacchiere</title>
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		<title>touch, siamo tutti connessi da un sottile filo rosso</title>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 19:29:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
				<category><![CDATA[tv e cinema]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Kiefer Sutherland e&#160;Titus Welliver. Se le serie tv americane a base di tensione, mistero e fantascienza&#160;sono una tua passione, dovrebbero bastare questi due nomi a convincerti che vale la pena guardare l&#8217;ultimo parto della mente di Tim Kring (il pap&#224; di <a class="external" title="tutte le informazioni su wikipedia" lang="en" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Heroes">Heroes</a>). Il primo ci ha tenuti con il fiato sospeso per 24 lunghissime ore, il secondo &#232; stato uno dei miei pochi personaggi preferiti nella serie TV pi&#249; chiacchierata della storia, Lost. Qualche giorno fa &#232; andata in onda la puntata &#8220;pilota&#8221; di <a class="external" title="la pagina della serie su wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Touch_(serie_televisiva)">Touch</a>, in cui Kring ripropone il suo cavallo di battaglia: proprio come in Heroes, anche qui i protagonisti sono tutti connessi tra loro in qualche modo, stavolta non da superpoteri ma da numeri. Personalmente ne sono rimasto pi&#249; che affascinato, e se il buongiorno si vede dal mattino, o meglio dalla prima puntata, allora questa sar&#224; una splendida giornata <img src='http://www.duechiacchiere.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' width='15' height='15' alt=':)' class='wp-smiley' /> <span id="more-3830"></span></p>
<p><div id="attachment_3832" class="wp-caption aligncenter" style="max-width: 595px"><img class="size-full wp-image-3832" title="Mazouz, Sutherland and Mbatha-Gugu, i protagonisti" src="http://www.duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2012/02/touch-protagonisti.jpg" alt="" width="595" height="335" /><p class="wp-caption-text">Mazouz, Sutherland and Mbatha-Gugu, i protagonisti</p></div>
<p>In Italia mi pare che ancora quasi nessuno ne parli, ma vedo che lo daranno su Fox Italia a breve. Per gli orfani dell&#8217;isola dei dispersi, sicuramente una buona notizia, con la speranza che le ottime premesse non si perdano poi per strada. Intanto a mio parere anche gli autori sembrano voler suggerire una continuit&#224;, visto che una delle prime frasi dette da&#160;Titus Welliver, l&#8217;Uomo in Nero di Lost, &#232; proprio &#8220;Ora voglio tornare a casa&#8221; &#8211; lui che ha rotto le scatole un&#8217;intera stagione sull&#8217;isola chiedendo al fratello di essere liberato ed <em>andarsene a casa</em>.</p>
<p>La narrazione &#232; solida, la fotografia &#232; curata al millimetro, i personaggi sono realistici, ma su questo non avevo alcun dubbio, tranne forse per alcuni passaggi poco credibili (<em>spoiler alert</em>, il ragazzo che decide di non farsi esplodere in piazza parlando con una centralinista? dai&#8230;). La critica al momento sembra aver dato un parere positivo in merito, ed in effetti gli ingredienti per replicare il successo di altre serie ci sono tutti. Attraendo anche spettatori tra i cui generi preferiti non &#232; elencata la fantascienza. Staremo a vedere come va a finire.</p>
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		<title>hallaca, un piatto di natale venezuelano</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 13:26:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
				<category><![CDATA[altro]]></category>
		<category><![CDATA[cucina]]></category>

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		<description><![CDATA[Un ramo della famiglia della moglie ha radici venezuelane. Così quando ci hanno invitato a casa loro per la vigilia di capodanno, abbiamo avuto modo di assaggiare alcune specialità tipiche del luogo: la arepa, la hallaca e le immancabili empanadas, di cui ti avevo parlato non molto tempo fa. La arepa è il pane venezuelano, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Un ramo della famiglia della moglie ha radici venezuelane. Così quando ci hanno invitato a casa loro per la vigilia di capodanno, abbiamo avuto modo di assaggiare alcune specialità tipiche del luogo: la arepa, la hallaca e le immancabili empanadas, di cui <a title="le focaccine di carne spagnole" href="http://www.duechiacchiere.it/3726/le-focaccine-di-mais-spagnole">ti avevo parlato</a> non molto tempo fa. La arepa è il pane venezuelano, fatto con una massa di farina di mais. Una specie di focaccia toscana alla cecina (ma con il granturco al posto dei ceci), che può essere cotta al forno, alla griglia o fritta. La hallaca (pronunciato <em>aiacca</em>) è il piatto tradizionale del Natale, quello che da noi sarebbe il cotechino. La particolarità è nella preparazione: il cibo viene infatti avvolto in una foglia di banano, legata con uno spago e cotta per più di un&#8217;ora in acqua non salata.</p>
<p><span id="more-3779"></span></p>
<p><div id="attachment_3780" class="wp-caption aligncenter" style="max-width: 595px"><img class="size-full wp-image-3780" title="hallaca, appena tolta dalla pentola" src="http://www.duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2012/01/hallaca_prima.jpg" alt="" width="595" height="491" /><p class="wp-caption-text">Appena tolta dalla pentola di cottura</p></div>
<p>Nelle due foto ho immortalato quella che hanno servito a me: ogni famiglia ha la propria ricetta, ed in questo caso l&#8217;involucro di banano conteneva farina di mais, carne macinata, uva passa, uova, olive, capperi e sottaceti. Il sapore, come puoi immaginare, è abbastanza lontano da quelli tipici della cucina mediterranea, ma il mio palato non è particolarmente schizzinoso, e l&#8217;ho mangiata con gusto. Tanto più che a me i sottaceti piacciono moltissimo!</p>
<div id="attachment_3781" class="wp-caption aligncenter" style="max-width: 595px"><img class="size-full wp-image-3781" title="hallaca, dopo aver tolto la foglia di banana" src="http://www.duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2012/01/hallaca_dopo.jpg" alt="" width="595" height="522" /><p class="wp-caption-text">Dopo aver tolto la foglia di banana che l'avvolge</p></div>
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		<title>fra qualche ora si torna alle origini</title>
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		<pubDate>Tue, 31 Jan 2012 12:31:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra ieri che abbiamo aperto le bottiglie di spumante per brindare al nuovo anno, e gi&#224; ci siamo liquidati il mese di Gennaio. Di questo passo l&#8217;estate arriver&#224; prima che ce ne rendiamo conto. Vabb&#232;, per consolarti ti ricordo che da domani andranno &#8220;in onda&#8221; i colori del mese di Febbraio. Se sei nuovo da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra ieri che abbiamo aperto le bottiglie di spumante per brindare al nuovo anno, e gi&#224; ci siamo liquidati il mese di Gennaio. Di questo passo l&#8217;estate arriver&#224; prima che ce ne rendiamo conto. Vabb&#232;, per consolarti ti ricordo che da domani andranno &#8220;in onda&#8221; i colori del mese di Febbraio. Se sei nuovo da queste parti, devi sapere che il mio sito cambia colore con il passare del tempo. Per il mese in arrivo, qualche anno fa, alcuni lettori di vecchia data dissero di avere nostalgia dei colori originali, quelli con cui questo spazio &#232; nato pi&#249; di sei anni fa. Decisi cos&#236; di esaudire la loro richiesta: un modo per ricordarmi <a title="una schermata di questo sito a pochi mesi di vita" href="http://www.duechiacchiere.it/uploads/2006/09/safari_screenshot.png">da dove</a> sono venuto <img src='http://www.duechiacchiere.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' width='15' height='15' alt=':)' class='wp-smiley' />  Vediamo che effetto fanno sul nuovo template.</p>
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		<title>viva l&#8217;europa che si sente unita</title>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 13:26:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Quanti anni sono che l&#8217;Europa tenta di riunire sotto la stessa bandiera le tante diverse culture che la compongono? Tanti, forse troppi. Il sogno di diventare come l&#8217;America o l&#8217;India, comunque, mi sembra pi&#249; che altro un&#8217;utopia, se ancora nel 2012 si leggono cose come questa. Se poi aggiungiamo la gente&#160;le piccole frange di estremisti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Quanti anni sono che l&#8217;Europa tenta di riunire sotto la stessa bandiera le tante diverse culture che la compongono? Tanti, forse troppi. Il sogno di diventare come l&#8217;America o l&#8217;India, comunque, mi sembra pi&#249; che altro un&#8217;utopia, se ancora nel 2012 si leggono cose come questa. Se poi aggiungiamo <del>la gente</del>&#160;le piccole frange di estremisti che bruciano le bandiere italiane in Sicilia, ed i leghisti che si fanno il parlamento del nord, la frittata &#232; fatta. (via <a class="external" title="una blogger giornalista senza mezze misure" href="http://www.fulvialeopardi.it/index.php/2012/01/27/il-giornale-auschwitz-schettino/">Fulvia Leopardi</a>).</p>
<div id="attachment_3825" class="wp-caption aligncenter" style="max-width: 600px"><img class="size-full wp-image-3825" title="schettino confrontato ad auschwitz sul sito del giornale" src="http://www.duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2012/01/schettino-auschwitz.png" alt="" width="600" height="343" /><p class="wp-caption-text">A noi Schettino, a voi Auschwitz</p></div>
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		<title>la doccia italiana in america</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Jan 2012 17:07:20 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[La mia ricetta delle tartine alla nutella&#160;ha involontariamente alimentato un acceso dibattito sulla percezione degli italiani all&#8217;estero (mai sentito parlare di Jersey Shore?) e di certi stereotipi. Cos&#236; mi &#232; venuto in mente un modo di dire che imparai appena arrivato sul suolo americano.&#160;Se ti capitasse un giorno di fare un salto oltreoceano, e sei [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La mia ricetta delle <a title="una ricetta italo-americana tutta da gustare" href="http://www.duechiacchiere.it/3821/tartine-alla-nutella-con-banane">tartine alla nutella</a>&#160;ha involontariamente alimentato un acceso dibattito sulla percezione degli italiani all&#8217;estero (mai sentito parlare di Jersey Shore?) e di certi stereotipi. Cos&#236; mi &#232; venuto in mente un modo di dire che imparai appena arrivato sul suolo americano.&#160;Se ti capitasse un giorno di fare un salto oltreoceano, e sei un maschietto, attenzione quando conoscerai una ragazza: se ti dice che ti sei fatto un <em lang="en" xml:lang="en">puertorican/italian shower</em>, non &#232; un buon segno. Potrebbe sembrare un insulto razzista, ma &#232; semplicemente un modo di dire: la <a class="external" title=" dizionario inglese sui modi di dire" href="http://www.urbandictionary.com/define.php?term=Italian%20SHOWER&amp;defid=120474" hreflang="en">doccia italiana</a>&#160;consiste, di fatto, nel non farsi la doccia dopo una giornata di sudore e fatica, ma spruzzarsi giusto un po&#8217; di profumo per coprire gli odori del proprio corpo. Non &#232; dato sapere se i portoricani lo facciano veramente, certo conosco alcuni italiani che applicano questo metodo.</p>
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		<title>tartine alla nutella con banane</title>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 11:27:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come ho gi&#224; fatto in passato, l&#8217;intervento di oggi &#232; un cross-over tra due stanze del mio blog: l&#8217;angolo del corso d&#8217;inglese e la cucina. Ti propongo una ricetta che ho visto l&#8217;altro giorno in tv, su uno di quei canali pubblici dove cuochi italiani insegnano agli indigeni l&#8217;arte del saper cucinare. Un dolce sicuramente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come ho gi&#224; fatto in passato, l&#8217;intervento di oggi &#232; un cross-over tra due stanze del mio blog: l&#8217;angolo del corso d&#8217;inglese e la cucina. Ti propongo una ricetta che ho visto l&#8217;altro giorno in tv, su uno di quei canali pubblici dove cuochi italiani insegnano agli indigeni l&#8217;arte del saper cucinare. Un dolce sicuramente non leggerissimo, ma che diventa una vera bomba di gusto da far esplodere nella propria bocca ed in quella dei propri amici, durante una serata in compagnia passata giocando a carte o guardando una partita in televisione. Ed il corso d&#8217;inglese che c&#8217;entra, diranno i miei piccoli lettori. Il mistero &#232; presto svelato: oltre alla preparazione scritta, ti propongo il video originale della trasmissione a cura di Mary Ann Espos&#236;to.<span id="more-3821"></span></p>
<p class="video"><object width="420" height="315" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="allowFullScreen" value="true" /><param name="allowscriptaccess" value="always" /><param name="src" value="http://www.youtube.com/v/UCCBj6TSVNA?version=3&amp;hl=it_IT" /><param name="allowfullscreen" value="true" /><embed width="420" height="315" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.youtube.com/v/UCCBj6TSVNA?version=3&amp;hl=it_IT" allowFullScreen="true" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" /></object></p>
<blockquote class="recipe">
<h3 class="ingredients">Ingredienti per 6 tartine</h3>
<p>1 foglio di pasta sfoglia pronta, 2 banane, 200 grammi di nutella, 50 grammi di mascarpone, 3 cucchiai di zucchero, un sacchetto di fagioli secchi</p>
<h3 class="cookingtime">Tempi e strumenti</h3>
<p>La preparazione &#232; di una semplicit&#224; disarmante: considerando <strong>circa 15 minuti</strong> per la cottura &#8220;alla cieca&#8221; delle tartine, in 20 minuti potrai servire in tavola questa delizia del palato. Tieni a portata di mano un bicchiere largo , un mattarello, una teglia da forno, un terrina, carta forno e delle formine rotonde di circa 5 centimetri di diametro</p>
</blockquote>
<p>Stendi la pasta sfoglia con il mattarello, aggiungendo un po&#8217; di farina se necessario. Con il bicchiere taglia dei dischi per i cestini e riponili nelle formine rotonde. Ritaglia dei quadrati di carta forno che userai per &#8220;foderare&#8221; ogni cestino, appoggiandovi poi dei fagioli secchi per mantenere la forma durante la cottura. Inforna a 180 gradi per circa 10 minuti, o finch&#233; il bordo non &#232; dorato.</p>
<p>Nel frattempo versa nella terrina la nutella, il mascarpone e lo zucchero, mescolando insieme con un cucchiaio di legno per qualche minuto. Fai raffreddare le tartine, poi fodera il fondo con dei dischetti di banana, ricoprendo con uno strato di crema e poi guarnendo con altri pezzetti di banana. Buon appetito!</p>
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		<title>ursula martinez nasconde il fazzoletto</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 08:27:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sembra ieri, eppure sono gi&#224; trascorsi cinque anni da quando scovai questo video in rete e lo proposi sul mio blog. Ti avverto subito che, seppur non sfociando nel porno o nella volgarit&#224;, contiene delle scene di nudo integrale femminile, quindi se pensi che questo possa turbare la tua sensibilit&#224;, ti prego sin da ora [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sembra ieri, eppure sono gi&#224; trascorsi cinque anni da quando scovai questo video in rete e lo proposi sul mio blog. Ti avverto subito che, seppur non sfociando nel porno o nella volgarit&#224;, contiene delle scene di nudo integrale femminile, quindi se pensi che questo possa turbare la tua sensibilit&#224;, ti prego sin da ora di non proseguire con la visione (sembro proprio una di quelle voci fuori campo che raccomandano di leggere attentamente il foglietto illustrativo, eh eh). Non sono mai riuscito a capire come faccia la protagonista a nascondere il fazzoletto, se qualche anima pia conosce il trucco e volesse spiegarmelo, si faccia pure avanti.<span id="more-3802"></span></p>
<p class="video"><object width="475" height="394" classid="clsid:d27cdb6e-ae6d-11cf-96b8-444553540000" codebase="http://download.macromedia.com/pub/shockwave/cabs/flash/swflash.cab#version=6,0,40,0"><param name="src" value="http://www.dailymotion.com/swf/2MpdrbCegXRl51PWW" /><embed width="475" height="394" type="application/x-shockwave-flash" src="http://www.dailymotion.com/swf/2MpdrbCegXRl51PWW" /></object></p>
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		<title>piano, che soffro di vertigini</title>
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		<pubDate>Mon, 23 Jan 2012 08:15:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Sono rimasto davvero colpito dal positivo riscontro che sta avendo il mio plugin per le statistiche, WP SlimStat. Ho rilasciato da poco la versione 2.6, che introduce varie novit&#224; e corregge alcuni problemi: in un solo fine settimana &#232; stata scaricata pi&#249; di 4000 volte, pi&#249; di 2000 nelle 24 ore iniziali, 130.000 da quando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Sono rimasto davvero colpito dal positivo riscontro che sta avendo il mio plugin per le statistiche, <a class="external" title="la pagina con le statistiche dei download" lang="en" href="http://wordpress.org/extend/plugins/wp-slimstat/stats/" hreflang="en">WP SlimStat</a>. Ho rilasciato da poco la versione 2.6, che introduce varie novit&#224; e corregge alcuni problemi: in un solo fine settimana &#232; stata scaricata pi&#249; di 4000 volte, pi&#249; di 2000 nelle 24 ore iniziali, 130.000 da quando &#232; presente sul repository di WordPress. Numeri <em>alti</em> a cui non ero abituato, e che sono per me la vera ricompensa per i quasi due anni investiti nel perfezionare, migliorare ed ottimizzare questo plugin. Il merito &#232; ovviamente della comunit&#224; che in tutto questo tempo mi ha dato un sacco d&#8217;idee e suggerimenti su funzionalit&#224; da aggiungere. Tra tutti, <a class="external" title="un blogger filosofo e la sua vita in rete" href="http://www.davidetomasello.it/">Davide ha avuto la pazienza</a> di seguirmi mentre implementavo le sue idee, di testare e far crescere WP SlimStat fino ai livelli dei pi&#249; blasonati Statpress o Wassup. Ma anche i ragazzi di WordPress Italia, che l&#8217;hanno incluso nella loro distribuzione extralarge. E poi che questo plugin sia il migliore, <a class="external" title="uno dei tanti siti che considerano wp slimstat... the best" href="http://www.affhelper.com/cool-wordpress-stats-plugin/" hreflang="en">non sono soltanto io</a> a dirlo <img src='http://www.duechiacchiere.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' width='15' height='15' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>open sans, il font più pulito che ci sia</title>
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		<pubDate>Fri, 20 Jan 2012 14:24:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
				<category><![CDATA[ingresso]]></category>

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		<description><![CDATA[Il mio spirito creativo sempre pronto a sperimentare non trova mai riposo, questo s&#8217;era già capito da un pezzo. E così, prendendo spunto da una chiacchierata con il mio amico Trap, ho introdotto un nuovo font per il testo degli articoli. Sfogliando la libreria messa a disposizione da Google Web Fonts, ho fatto diversi esperimenti [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio spirito creativo sempre pronto a sperimentare non trova mai riposo, questo s&#8217;era già capito da un pezzo. E così, prendendo spunto da una chiacchierata con il mio amico Trap, ho introdotto un nuovo font per il testo degli articoli. Sfogliando la libreria messa a disposizione da <a class="external" title="pagina ufficiale del servizio, con l'elenco di tutti i caratteri disponibili" lang="en" href="http://www.google.com/webfonts#ChoosePlace:select" hreflang="en">Google Web Fonts</a>, ho fatto diversi esperimenti prima di decidere quale carattere si sposasse meglio con il resto del tema. Da anni il buon vecchio <a class="external" title="pagina di wikipedia con tutte le informazioni" lang="en" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Trebuchet_MS" hreflang="en">Trebuchet MS</a> aveva svolto egregiamente il suo compito, e mandarlo in pensione non è stato facile. Cercavo un font senza grazie (o <em>sans serif</em>, come dicono quelli che hanno studiato), dato che molti studi associano a questa categoria una leggibilità maggiore, quando si tratta di pubblicazioni per il web. La pulizia anche sui dispositivi mobili era un&#8217;altra caratteristica, e la crenatura (o comunque il suo equivalente digitale) che non volevo troppo compatta. Alla fine ho scelto Open Sans, che mi sembra dare una sensazione di respiro profondo, di ariosità e freschezza, senza ammassare caratteri insieme come in altri casi. Che ne pensi?<span id="more-3808"></span></p>
<p><div id="attachment_3816" class="wp-caption aligncenter" style="max-width: 639px"><img class="size-full wp-image-3816" title="confronto fra vecchio e nuovo font" src="http://www.duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2012/01/vecchio-nuovo-font.png" alt="" width="639" height="600" /><p class="wp-caption-text">Prima e dopo il cambio di carattere</p></div>
<p><em>Aggiornamento delle 21.00</em>. Grazie al commento di Valeria, ho scoperto che Open Sans fa abbastanza rabbrividire, quando la funzione ClearType non è attiva sul proprio computer. Ho aggiunto dunque una piccola funzione Javascript in grado di accorgersi di questo problema e di disattivare il font incriminato, ripristinando il buon vecchio Trebuchet <img src='http://www.duechiacchiere.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' width='15' height='15' alt=';)' class='wp-smiley' />  Così da non scontentare nessuno.</p>
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		<title>tagliamo le tasse ai ricchi, non ai poveri</title>
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		<pubDate>Thu, 19 Jan 2012 08:09:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
				<category><![CDATA[salotto]]></category>

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		<description><![CDATA[In questi giorni, con l&#8217;avvio delle primarie nei vari Stati dell&#8217;Unione, si riscalda la campagna elettorale per le presidenziali americane del prossimo Novembre. Tra i grandi favoriti del momento c&#8217;&#232; Mitt Romney, colui che perse la sfida interna al partito con McCain quattro anni fa. L&#8217;altro giorno ascoltavo uno dei tanti dibattiti tra i vari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In questi giorni, con l&#8217;avvio delle primarie nei vari Stati dell&#8217;Unione, si riscalda la campagna elettorale per le presidenziali americane del prossimo Novembre. Tra i grandi favoriti del momento c&#8217;&#232; Mitt Romney, colui che perse la sfida interna al partito con McCain quattro anni fa. L&#8217;altro giorno ascoltavo uno dei tanti dibattiti tra i vari candidati (quello che in Italia cercarono di emulare tristemente ai tempi di <a class="external" href="http://www.youtube.com/watch?gl=IT&amp;hl=it&amp;v=7AD2eD42qow">Prodi contro Berlusconi</a> al cospetto di Vespa), in cui la parola magica per tutti era il &#8220;taglio delle tasse&#8221; per le imprese. Romney ha raccontato una bella storiella, che quasi quasi ha convinto anche me <img src='http://www.duechiacchiere.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' width='15' height='15' alt=':)' class='wp-smiley' /> <span id="more-3813"></span></p>
<p>Ci sono dieci uomini che vanno ogni giorno al ristorante a mangiare tutti insieme. Il conto, per accordi con il proprietario, &#232; sempre di 100 dollari. I dieci si dividono la spesa allo stesso modo in cui pagano le tasse:</p>
<ul>
<li>i primi quattro non pagano nulla</li>
<li>il quinto paga 1 dollaro</li>
<li>il sesto 3 dollari</li>
<li>il settimo 7 dollari</li>
<li>l&#8217;ottavo 12 dollari</li>
<li>il nono 18 dollari</li>
<li>il decimo 59 dollari</li>
</ul>
<p>Essendo clienti fissi, il proprietario della locanda un giorno decide di far loro uno sconto, abbassando ad 80 dollari il conto, a parit&#224; di cibo. I dieci amici iniziano a discutere su come suddividere i 20 dollari di risparmio in maniera equa, continuando ad usare le tasse come loro punto di riferimento. I primi quattro, in effetti, non pagando gi&#224; nulla, non sono coinvolti. Se gli altri 6 dividessero i 20 dollari in maniera uguale, ad ognuno spetterebbe uno &#8220;sconto&#8221; di 3.33 dollari. Questo vorrebbe dire che il quinto ed il sesto verrebbero di fatto pagati per mangiare.</p>
<p>No, bisogna trovare un&#8217;altra soluzione. Il locandiere allora suggerisce questa suddivisione:</p>
<ul>
<li>il quinto uomo non pagher&#224; nulla (100% di sconto)</li>
<li>il sesto uomo pagher&#224; 2 dollari (33% in meno)</li>
<li>il settimo 5 dollari (28% in meno)</li>
<li>l&#8217;ottavo 9 anzich&#233; 12 (25% in meno)</li>
<li>il nono 14 (22% in meno)</li>
<li>il decimo 49 (16% in meno, lo sconto minore)</li>
</ul>
<p>Tutti ci guadagnano, con i pi&#249; poveri che ricevono addirittura lo sconto pi&#249; consistente, in proporzione. Ma una volta fuori dal ristorante, i dieci cominciano a discutere. &#8220;Io ho solo risparmiato 1 dollaro dei 20 disponibili&#8221;, si lamenta il sesto uomo, &#8220;mentre (puntando il dito contro il decimo) lui ne ha risparmiati ben 10&#8243;. Incalza il settimo &#8220;Vero, lui ha risparmiato 5 volte tanto rispetto a me, 10 dollari contro 2 miseri dollari. I ricchi hanno sempre tutti i benefici!&#8221;. I primi quattro, riscaldati anche loro dal fervore della discussione, aggiungono &#8220;Beh, se per questo noi non abbiamo beccato neppure un dollaro di sconto. Il sistema &#232; sempre contro di noi!&#8221;. E cos&#236; cominciano a litigare, finendo per malmenare il povero decimo uomo.</p>
<p>La sera successiva, il decimo amico non si presenta a cena. Cos&#236; quando arriva il momento di pagare il conto, gli altri nove realizzano di non avere abbastanza soldi neppure per coprire la met&#224; della spesa. Ecco, cos&#236; funziona il fisco in America (e cos&#236; suppongo nel resto del mondo occidentale, <em>nda</em>): forse chi paga le tasse sembra beneficiare maggiormente da un abbassamento delle aliquote, ma se questa gente non si presenta a cena, tocca a tutti gli altri pagare il conto.</p>
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