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		<title>google maps&#8230; piccante</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 14:35:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>L&#8217;angolo dell&#8217;umorismo di oggi lo prendo in prestito dal blog di <a class="external" href="http://www.pausaxn.it/2008/11/puttane-a-roma-sulla-salaria-con-street-view/">Pausa Perenne</a>, che qualche mese fa ha segnalato l&#8217;ennesima curiosità su Google Maps. Che le telecamere impiccione di Google abbiano ripreso ladri che fuggivano, gente nei giardini che faceva cose strane, e via dicendo, non è più una novità. D&#8217;altro canto, Paese che vai, usanze che trovi&#8230; e così non mancano neanche i clienti che contrattano con le donne di strada, nel bel mezzo di una giornata romana qualsiasi. Complimenti, per il turismo italiano che langue, un&#8217;ottima pubblicità!</p>
<p class="centrato"><iframe width="425" height="350" frameborder="0" scrolling="no" marginheight="0" marginwidth="0" src="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=roma&amp;om=1&amp;ie=UTF8&amp;layer=c&amp;cbll=41.982479,12.507893&amp;panoid=gqItbXyfALPHAKXSHfhJZw&amp;cbp=13,203.8,,1,8.94&amp;hq=&amp;hnear=Roma,+Lazio,+Italia&amp;ll=41.998986,12.507162&amp;spn=0.054728,0.104628&amp;z=14&amp;source=embed&amp;output=svembed"></iframe><br /><small><a href="http://maps.google.com/maps?f=q&amp;hl=it&amp;q=roma&amp;om=1&amp;ie=UTF8&amp;layer=c&amp;cbll=41.982479,12.507893&amp;panoid=gqItbXyfALPHAKXSHfhJZw&amp;cbp=13,203.8,,1,8.94&amp;hq=&amp;hnear=Roma,+Lazio,+Italia&amp;ll=41.998986,12.507162&amp;spn=0.054728,0.104628&amp;z=14&amp;source=embed" style="color:#0000FF;text-align:left">Visualizzazione ingrandita della mappa</a></small></p>
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		<title>le brutte macchine americane</title>
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		<pubDate>Thu, 11 Mar 2010 07:14:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu via windows live writer</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Una cosa nella quale ancora oggi l&#8217;Europa ha un indiscusso primato sull&#8217;America, almeno  ai miei occhi, è di certo lo stile del proprio parco automobilistico. Questione di gusti, è vero, ma come si fa a comprare uno di questi SUV squadrati e spigolosi, delle vere scatolette per sardine senza grazia e senza carattere. Per me [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Una cosa nella quale ancora oggi l&#8217;Europa ha un indiscusso primato sull&#8217;America, almeno  ai miei occhi, è di certo lo stile del proprio parco automobilistico. Questione di gusti, è vero, ma come si fa a comprare uno di questi <acronym title="sport utility vehicle" lang="en">SUV</acronym> squadrati e spigolosi, delle vere scatolette per sardine senza grazia e senza carattere. Per me è sempre stato così con le automobili: anche il mio occhio vuole la sua parte. Non mi basta che l&#8217;auto consumi poco o abbia il lettore di MP3, deve essere per lo meno guardabile. Come si dice in inglese, sono attualmente &#8220;sul mercato&#8221; per acquistare un <acronym title="sport utility vehicle" lang="en">SUV</acronym>. In Italia avrei avuto l&#8217;imbarazzo della scelta, a prezzi contenuti ed accessibili alla gente comune. Qui se voglio un macchina bella, dovrei per forza prendere un BMW, una Lexus o una Mercedes: tutte straniere e tutte sopra il mio tetto di spesa. Poi si chiedono come mai le case nazionali (General Motors, Chrysler, Ford) non abbiano successo. Beh, basta dare un&#8217;occhiata ai modelli a disposizione. Persino gli americani, che a queste cose non ci tengono, se ne stanno accorgendo.<span id="more-2735"></span></p>
<p class="centrato"><img title="Ford kuga" src="http://www.duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2010/03/ford_kuga.jpg" alt="" width="450" height="313" /></p>
<p>E insomma, finirà che mi tocca aspettare che qualcuno dei modelli attualmente disponibili in Europa, venga importato anche in America. Sto parlando ad esempio del Ford Kuga, o della Toyota Urban Cruiser o ancora della Rav4 2010. Di cui mi sono innamorato a prima vista: &#8220;muscolose&#8221; ma con stile. Anche il Nissan Murano non sarebbe male, ma personalmente non ho mai avuto una buona esperienza con questa casa automobilistica, quindi non so. Dirai: compralo in Europa e poi te lo fai spedire. Facile a dirsi, ma praticamente impossibile a farsi. A partire dalla spedizione via nave: noleggiare mezzo container (mi sono informato) costa 3000 euro. Più vanno pagate le spese doganali, e la macchina deve essere omologata per gli standard statunitensi (dal colore delle luci, arancione anziché rosso, alle emissioni), ed infine re-immatricolata. Senza contare l&#8217;incognita sui pezzi di ricambio in caso di problemi. No, è una strada impercorribile. In compenso pare che dal 2012 il Kuga inizieranno a venderlo anche qui <img src='http://www.duechiacchiere.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>julie e julia, dal libro al blog</title>
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		<pubDate>Wed, 10 Mar 2010 09:09:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu via windows live writer</dc:creator>
				<category><![CDATA[tv e cinema]]></category>

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		<description><![CDATA[Julia Child è stata per molti americani un&#8217;icona della cucina &#8220;televisiva&#8221; degli anni Cinquanta. Una donna che con la sua trasmissione ha segnato l&#8217;inizio di una nuova era per le massaie abituate ai prodotti in scatola, ai dolci a base di marshmallow e melassa. Lei che aveva vissuto a Parigi per tanti anni, a seguito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Julia Child è stata per molti americani un&#8217;icona della cucina &#8220;televisiva&#8221; degli anni Cinquanta. Una donna che con la sua trasmissione ha segnato l&#8217;inizio di una nuova era per le massaie abituate ai prodotti in scatola, ai dolci a base di marshmallow e melassa. Lei che aveva vissuto a Parigi per tanti anni, a seguito del marito impiegato dell&#8217;Ambasciata Americana, voleva condividere con i suoi connazionali il piacere di disossare un&#8217;anatra. Connazionali che al più sapevano bollire un uovo, e  non avevano mai visto la pasta (quest&#8217;ultima cosa me l&#8217;ha confermata la mia vicina di casa ottantenne che è cresciuta nel &#8220;profondo sud&#8221; dell&#8217;America). Intorno alla figura di Julia Child è costruita la trama del film che abbiamo noleggiato la scorsa settimana: <a class="external" title="la pagina inglese del film su wikipedia" lang="en" hreflang="en" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Julie_&amp;_Julia">Julie and Julia</a>. In cui una ragazza del Queens dei giorni nostri, Julie Powell, per sfuggire al logorio della vita moderna, decide di aprire un blog di cucina. Sfidando se stessa a scrivere più di 500 ricette in 365 giorni. Ricette che traggono ispirazione dal libro scritto cinquanta anni prima dalla sua quasi omonima.<span id="more-2734"></span></p>
<h3>Una storia accaduta veramente</h3>
<p>La trama è basata su una storia vera, riadattamento del libro che Julie Powell ha scritto qualche anno fa per raccontare la sua sfida: le gioie ed i dolori di un&#8217;impiegata qualsiasi, circondata da amiche &#8220;superfighe&#8221; dai lavori altolocati a Manhattan, che decide di condividere con il mondo la sua passione per le ricette di cucina, ed in particolare per la sua beniamina. Non ti racconterò come va a finire, per non rovinarti la sorpresa, ma posso dirti che il film, adatto un po&#8217; a tutte le età, scorre in maniera piacevole. Le vite di Julie e Julia vengono fatte scorrere in parallelo, in una sorta di intreccio tra passato e presente, dove le similitudini rappresentano i nodi che legano questi due percorsi in maniera quasi indissolubile. Se poi ti piace sperimentare ai fornelli, dal film potrai tratte ispirazione per tante nuove ricette da provare in compagnia di amici e parenti.</p>
<h3>Due ottime attrici</h3>
<p>Meryl Streep, come sempre, ci consegna un ennesimo piccolo capolavoro: cercando su Youtube i video della vera Julia Child, ti accorgerai che il lavoro dell&#8217;attrice di calarsi nei panni della protagonista è stato davvero minuzioso e completo. Dalla voce squillante al modo di muoversi, tutto richiama in maniera fedele la massaia che spiegava, più di quaranta anni fa, come cucinare una omelette a gente in grado di aprire giusto una scatoletta di tonno. Mentre l&#8217;altra protagonista, già vista al fianco di Leonardo Di Caprio in Prova a prendermi (lì era una giovane infermiera con l&#8217;apparecchio per i denti) ha tutto il sapore di una newyorkese genuina che scandisce la propria esistenza secondo il ritmo frenetico che la &#8220;vita moderna&#8221; impone di mantenere. Insomma, se il solito Grande Fratello t&#8217;ha stufato e non sai cosa vedere in tv, questo film potrebbe fare al caso tuo.</p>
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		<title>i meccanici non servono più&#8230;</title>
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		<pubDate>Tue, 09 Mar 2010 08:37:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
				<category><![CDATA[biblioteca]]></category>
		<category><![CDATA[corso d'inglese]]></category>

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		<description><![CDATA[Ogni giovedì, nella zona dove abitiamo, distribuiscono un giornale gratuito che parla dei fatti locali. Anche in Italia, ricordo, era diffuso nella città dove abitavo. Qui lo consegnano ancora come si vede in certi film, con il ragazzo che passa la mattina e lo tira sul vialetto di casa. Non più in bici, ma ovviamente [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni giovedì, nella zona dove abitiamo, distribuiscono un giornale gratuito che parla dei fatti locali. Anche in Italia, ricordo, era diffuso nella città dove abitavo. Qui lo consegnano ancora come si vede in certi film, con il ragazzo che passa la mattina e lo tira sul vialetto di casa. Non più in bici, ma ovviamente motorizzato in macchina, generalmente con un amico che guida. Io che esco di casa alle 7, trovo già il giornale per terra, e lo porto con me sull&#8217;autobus mentre mi reco al lavoro. Mi piace leggere l&#8217;articolo che ogni settimana l&#8217;opinionista quasi novantenne propone ai suoi lettori. Il simpatico Flynn a volte parla della sua famiglia, altre dei tempi in cui lui era giovane, altre ancora dell&#8217;attualità. Oggi ti propongo quello della settimana scorsa, non tradotto, per far allenare un po&#8217; il tuo inglese. Sembra lungo, ma t&#8217;assicuro che dice cose che ti faranno riflettere! Se hai dubbi su specifiche espressioni o modi di dire, fai pure le tue domande nei commenti <img src='http://www.duechiacchiere.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> <span id="more-2733"></span></p>
<p lang="en">One of the most worrisome things about Toyota&#8217;s problem is that nobody seems to be sure just what the real problem was. OK. I realize that they were aware that, among other things, the accelerators stuck and brakes malfunctioned on some models, but that was the end result, not the basic underlying cause. Eventually, after blaming everything from the floor mat to a sticky pedal, the engineers began to suspect &#8220;software malfunctions&#8221; in electronic systems that even they didn&#8217;t understand. In other words, we may have reached the point where the computer has become so sophisticated that, like in a science fiction novel, it is doing its own thinking.</p>
<p lang="en">I don&#8217;t own a Toyota, but Toyota&#8217;s troubles have me feeling a bit nervous about my own car because, I suspect, most of today&#8217;s electronic components come from the same source, and the only real difference between the end products is styling and the nameplate. The fact is that when you take your car in for service these days, no matter what make, the servicemen have no idea how it really works.Gone are the days when a &#8220;mechanic&#8221; – they don&#8217;t call them that anymore – could raise the hood, listen to the engine, and figure out why your engine was making a funny noise. Today, they plug the car into a computer, which tells the technician what another computer is doing. That&#8217;s also pretty much the case when your refrigerator or washing machine, DVD player or television set acts up.</p>
<p lang="en">The days when a repairman could fix things with a screwdriver and some black tape are pretty much a thing of the past. Watching embarrassed Toyota executives trying to explain what happened, and to re-establish the public&#8217;s trust in a vehicle that had once been known for its quality and dependability, I was reminded of a somewhat similar incident that I covered as a reporter back in the 1950s. That one, however, was more humorous than serious. I was working at McGraw-Hill on the staff of Business Week, and I had been assigned to cover the introduction of a new model by White Motor Co., one of the nation&#8217;s leading manufacturers of over-the-road trucks. At that time, one of the big sales factors in the trucking industry was easy accessibility to engine parts, which minimized both the cost and time involved in regular maintenance and repair work. White&#8217;s innovation that year was heralded with the advertising slogan &#8220;It Tips Its Cab to Service.&#8221;</p>
<p lang="en">The idea was that by simply pushing a button on the dashboard, the cab would tilt upward to expose the entire engine. It&#8217;s hardly a breathtaking concept by today&#8217;s standards, but one that seemed novel back then. To publicize the new model, the company arranged a press event in New York City where business and trade reporters were wined and dined, and presented with the usual press kit crammed with photos and press release material. They were then ushered into an auditorium where a sparkling new model of the latest White tractor stood, surrounded by White executives eager to demonstrate the &#8216;Tips Its Cab to Service&#8221; feature. After some brief remarks, one of the executives pushed the button on the dashboard. Nothing happened. So he pushed it again. Still nothing. &#8220;No problem,&#8221; one of the red-faced engineers in attendance explained. Apparently the battery was dead. But there was a problem. The battery – you guessed it – was under the cab that was supposed to tip its cab to service. It took the White engineers almost a half-hour to figure out how they could manually raise the cab. When they did, they found that one of the battery cables had apparently jogged loose on the trip to New York.</p>
<p lang="en">The assembled press corps naturally had a good laugh – and another drink – while they waited. But I don&#8217;t recall that anyone considered the incident serious enough to even mention in their story, after all, it was an understandable human error and easy for White Motors to correct the design flaw. All they had to do was relocate the battery to an accessible spot under the driver&#8217;s seat. It won&#8217;t be that easy for Toyota. The company has now launched a multi-million dollar advertising campaign in an attempt to re-establish its reputation for quality. But I suspect it will be a tough sell. And I also suspect that their competitors, who are benefiting from Toyota&#8217;s plight, have their own fingers crossed hoping that their own computer software doesn&#8217;t start acting up one of these days.</p>
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		<title>una spora nel salotto di miss v</title>
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		<pubDate>Mon, 08 Mar 2010 07:48:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
				<category><![CDATA[salotto]]></category>
		<category><![CDATA[interviste]]></category>

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		<description><![CDATA[Per il consueto appuntamento delle interviste doppie del lunedì, oggi ho il piacere di veder sedute nel mio salotto virtuale due donne che fanno della classe uno stile di vita. Quale migliore scelta per l&#8217;otto marzo? Rileggendo le loro risposte mentre confezionavo l&#8217;articolo, m&#8217;è sembrato d&#8217;essere sul set del film Sex and the City, non [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per il consueto appuntamento delle interviste doppie del lunedì, oggi ho il piacere di veder sedute nel mio salotto virtuale due donne che fanno della classe uno stile di vita. Quale migliore scelta per l&#8217;otto marzo? Rileggendo le loro risposte mentre confezionavo l&#8217;articolo, m&#8217;è sembrato d&#8217;essere sul set del film Sex and the City, non so perché. Per di più, le due donne di oggi hanno preso l&#8217;iniziativa e deciso di condurre il gioco, deviando dal classico schema a botta e risposta, e producendomi un bellissimo dialogo che merita d&#8217;essere letto dalla prima all&#8217;ultima lettera. E chissà che per le future interviste non si possa replicare questo nuovo &#8220;approccio&#8221;, più vicino forse all&#8217;idea originale delle Iene di Italia1 <img src='http://www.duechiacchiere.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' />  Ecco dunque cosa si son dette <a href="http://www.sporablog.com/">Spora</a> e <a class="external" href="http://valipensieri.splinder.com/">Miss V</a> davanti ai miei &#8220;microfoni&#8221;.</p>
<p><span id="more-2731"></span></p>
<h3 class="riferimenti">Se potessi avere diecimila euro al mese&#8230;</h3>
<p class="interview"><strong>V</strong>: Non ci sono dubbi: scarpe. Ma anche borse. E viaggi, tanti viaggi.</p>
<p class="interview"><strong>S</strong>: Ma dici 10mila in totale, o solo per lo shopping? No, perché cioé, non è mica la stessa cosa, eh.</p>
<p class="interview"><strong>V</strong>: Ah già infatti. Ma siamo realistiche: non può essere in totale, diecimila per lo shopping sono NE-CES-SA-RI.</p>
<p class="interview"><strong>S</strong>: Infatti. Cioé parliamoci chiaro, hai visto quanto vengono i sandalini Gucci che ti dicevo l&#8217;altro giorno? Eppoi scusa, i parlamentari hanno un sacco di vantaggi, li vogliamo anche noi. Facciamo il sindacato pro-bionde?</p>
<p class="interview"><strong>V</strong>: Ovvio. Sono sicura che anche Reese Witherspoon sarà dalla nostra, dopo la chiamo.</p>
<h3 class="riferimenti">Se ti dico “estate”, che scena ti viene in mente?</h3>
<p class="interview"><strong>V</strong>: Quella volta in barca con la Spora, rigorosamente all&#8217;ombra con dei grandi cappelli di paglia, tenendo in una mano Elle e/o Vanity Fair e nell&#8217;altra dei grandi, grandissimi Mojitos. Ci siamo divertite parecchio. Noi e tutti i modelli brasiliani che ci sventolavano con le foglie di palma.</p>
<p class="interview"><strong>S</strong>: Già, che bei ricordi Miss! Mati dirò, l&#8217;estate te la puoi prendere anche a dicembre, basta salire su un aereo. Ed è ancora più figo perché quando torni sei splendida splendente mentre le colleghe acidone sono bianco-verde oppure lampadate (cioé no), in più tu hai fatto il pieno di vitamina D, hai trombato come una riccia, ti sei rassodata il culo nuotando e le mèches brillano grazie al bacio del sole tropicale. Te la tiri a manetta, insomma.</p>
<p class="interview"><strong>V</strong>: Non che gli altri giorni non succeda. Di tirarsela intendo, ovvio. E&#8217; il destino di noi ragazze glam, non ci possiamo fare nulla.</p>
<h3 class="riferimenti">Raccontaci il tuo risveglio al mattino</h3>
<p class="interview"><strong>S</strong>: Ma anche no, che son domande da farsi? Mi alzo solo perché mi preparano la colazione. Ed è durissima anche così.</p>
<p class="interview"><strong>V</strong>: Concordo. Per non parlare di quando ti svegli con la piega tutta distrutta dal cuscino. Son cose dure da affrontare.</p>
<p class="interview"><strong>S</strong>: Chiaro! Non farmici pensare, stamani avevo pure il mascara colato. Si lo so cosa mi stai per dire, che rischio le borse sotto gli occhi prima dei trenta se non mi strucco per bene la sera. Ma insomma ho avuto un imperativo orizzontale, occhéi? Cioé, mica puoi dire al tuo lui: &#8220;Hey, ferma un attimo i bollori che devo andare a struccarmi e mettermi il tonico astringente, la cremina per la notte, l&#8217;antiocchiaie e già che ci sono mi metto una maschera sui capelli da lasciar posare tutta la notte&#8221;. O no?</p>
<h3 class="riferimenti">Scambieresti due tuoi post con uno di un altro blogger? Chi e perché?</h3>
<p class="interview"><strong>V</strong>: Quello <a class="external" href="http://leuovadelnonno.splinder.com/post/16099487/Le+Freak%2C+C%27est+Chic">di Jonlooker</a> sulla pubblicità di Chanel. E&#8217; l&#8217;unico che ha il permesso di maltrattarmi Coco.</p>
<p class="interview"><strong>S</strong>: Quello <a class="external" href="http://www.valipensieri.splinder.com/post/21317375/Au+revoir+French">sulla french</a> della MissV. Cioé la french è IL MALE.</p>
<h3 class="riferimenti">Completa la frase: le donne temono principalmente la mia&#8230;</h3>
<p class="interview"><strong>S</strong>: Guarda un po&#8217; al mio avatar, sa fare il vuoto intorno a sé quando vuole <img src='http://www.duechiacchiere.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
<p class="interview"><strong>V</strong>: Io invece ho un talento particolare a sbattere le ciglia. Paura vera.</p>
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		<title>la normativa italiana non è&#8230; liquida</title>
		<link>http://www.duechiacchiere.it/2727/la-normativa-italiana-non-e-liquida</link>
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		<pubDate>Sat, 06 Mar 2010 08:25:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu via windows live writer</dc:creator>
				<category><![CDATA[ripostiglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Qualche settimana fa ho letto su uno dei blog a cui sono abbonato, dell&#8217;iniziativa di Liquida di avviare un circuito di affiliazione, tramite il quale i siti aderenti possono guadagnare qualche spicciolo extra per ripagarsi le spese e togliersi qualche soddisfazione. Il sito che si vuole candidare all&#8217;adesione, deve rispettare certi requisiti di base (traffico [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Qualche settimana fa ho letto su uno dei blog a cui sono abbonato, dell&#8217;iniziativa di Liquida di avviare un <a class="external" title="pagina con le istruzioni su come partecipare" href="http://network.liquida.it/">circuito di affiliazione</a>, tramite il quale i siti aderenti possono guadagnare qualche spicciolo extra per ripagarsi le spese e togliersi qualche soddisfazione. Il sito che si vuole candidare all&#8217;adesione, deve rispettare certi requisiti di base (traffico minimo di 30.000 pagine al mese, in linea da almeno 6 mesi e via dicendo). Poiché il mio blog supera questo sbarramento iniziale, ho deciso di inviare la mia candidatura. Mi piaceva l&#8217;idea di partecipare ad una delle prime iniziative italiane &#8220;serie&#8221; in merito (che io sappia). La mia adesione, però, è rimasta &#8220;nel limbo&#8221; per motivi legali e fiscali: non avendo io un conto corrente in Italia, ed essendo quello l&#8217;unico mezzo tramite il quale Liquida paga gli affiliati, la mia iscrizione necessitava di &#8220;approfondimenti&#8221; con la persona responsabile per questo genere di problemi. Ora, tengo a precisare che lo staff di Liquida si è dimostrato sin da subito disponibile nel trovare una soluzione, e quindi a loro va tutto il mio sostegno morale.<span id="more-2727"></span></p>
<p>Il confronto con <cite lang="en">Google</cite> è ovviamente impietoso, ma inevitabile: perché la normativa fiscale americana consente al gigante di <cite lang="en">Mountain View</cite> di spedire assegni in tutto il mondo senza che la gente dichiari un solo euro di guadagni sul proprio 730, mentre in Italia le aziende devono rimanere impigliate in una giungla di cavilli burocratici? Come si pretende di essere una nazione al passo con i tempi, quando ancora la regolamentazione di queste attività è assolutamente antidiluviana? Questa è la prima volta che mi capita una cosa del genere: ho usato vari network di affiliazione, e di certo la mia residenza era per loro l&#8217;ultimo dei problemi.</p>
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		<title>una funzione di ricerca che non succhia</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Mar 2010 08:04:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu via windows live writer</dc:creator>
				<category><![CDATA[angolo pc]]></category>
		<category><![CDATA[strumenti]]></category>

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		<description><![CDATA[In inglese, credo sia britannico che americano, quando una cosa non funziona bene o è di scarsa qualità, si dice che it sucks. Tale aggettivo si poteva associare, fino a qualche settimana fa, anche alla funzione di ricerca del mio blog. Che negli anni ha subito varie evoluzioni: da quella stardard offerta da Wordpress, a [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In inglese, credo sia britannico che americano, quando una cosa non funziona bene o è di scarsa qualità, si dice che <strong lang="en">it sucks</strong>. Tale aggettivo si poteva associare, fino a qualche settimana fa, anche alla funzione di ricerca del mio blog. Che negli anni ha subito varie evoluzioni: da quella stardard offerta da Wordpress, a quella &#8220;potenziata agli enzimi&#8221; attualmente in uso nella versione corrente di questo sito. Sebbene Wordpress sia un robusto sistema per la gestione dei contenuti, è risaputo che una delle sue pecche più importanti è la ricerca in archivio. Non ci sono scusanti: <strong lang="en">it sucks</strong>. Restituisce semplicemente i risultati in ordine inverso di pubblicazione, senza tener conto della rilevanza, e senza possibilità di usare caratteri jolly o simili. E mentre gli sviluppatori passano il tempo ad aggiungere funzionalità  per l&#8217;editing in linea delle immagini, a mio avviso dovrebbero più concentrarsi su cose fondamentali ed utili a tutti, tipo appunto la ricerca. Ma tant&#8217;è… a caval donato non si guarda in bocca. E poi per fortuna ci sono i plugin.<span id="more-2702"></span></p>
<h3>Search Unleashed, la prima evoluzione</h3>
<p>Per rimediare a questa mancanza, installai un paio d&#8217;anni fa il plugin <a class="external" lang="en" hreflang="en" href="http://urbangiraffe.com/plugins/search-unleashed/">Search Unleashed</a>, che offre tutto ciò che si potrebbe desiderare: ricerca &#8220;pesata&#8221; in base alla rilevanza della parola nel  contesto, possibilità di sfruttare diversi motori interni (Lucene, MySQL, Wordpress), creazione di un indice parallelo (abbastanza ingombrante, per la verità) di tutti gli articoli e delle informazioni importanti, possibilità di ricerca nei commenti, e via dicendo. Tutto perfetto, se non per una pecca che lo rendeva, di fatto, inusabile: un bug non ancora risolto, fa apparire nei risultati anche gli articoli programmati per il futuro (compreso quello d&#8217;addio per il plugin <a class="internal" title="la mia pagina con le descrizioni" href="http://www.duechiacchiere.it/2632/il-plugin-scongiuro">Scongiuro</a> eheh). Mi avevano segnalato questa cosa in passato, ed avevo sempre deciso di soprassedere. Poi, l&#8217;ennesima segnalazione m&#8217;ha dato lo stimolo per cercare una soluzione alternativa.</p>
<h3>Relevanssi, e sai cosa bevi</h3>
<p>E così scopro che qualcuno ha ripreso lo sviluppo di un &#8220;antico&#8221; plugin per Wordpress, dandogli nuova vita e rilasciandolo al pubblico come <a class="external" lang="en" hreflang="en" href="http://wordpress.org/extend/plugins/relevanssi/">Relevanssi</a>. All&#8217;inizio ero scettico sulle sue reali potenzialità (sono un abitudinario per natura), ma mi sono ricreduto in pochi minuti, quando l&#8217;ho visto in azione: finalmente l&#8217;evidenziazione delle parole chiave nei risultati funzionava (con l&#8217;altro non m&#8217;era mai riuscito), la rilevanza dei risultati mi sembrava subito molto buona, c&#8217;era la possibilità di gestire le cosiddette <strong lang="en">stop words</strong>, parole comuni che non ha senso indicizzare, e tant&#8217;altro. Tra le altre cose, con Relevanssi è possibile restringere la ricerca ad una data categoria (o stanza del blog). Cosa che ho subito implementato nella <a class="internal" href="http://www.duechiacchiere.it/mappa">mappa del sito</a>, l&#8217;ultima nata in casa due chiacchiere <img src='http://www.duechiacchiere.it/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>non c&#8217;&#232; trippa per gatti</title>
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		<pubDate>Thu, 04 Mar 2010 11:36:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu via windows live writer</dc:creator>
				<category><![CDATA[cucina]]></category>
		<category><![CDATA[secondi]]></category>

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		<description><![CDATA[Penso di essere uno dei pochi della mia generazione a cui piace la  trippa. Ricordo i film trash italiani degli anni Settanta, quando Lino  Banfi se la faceva cucinare alla barese, o insieme alle orecchiette con  le cime di rapa. E forse l&#8217;essere cresciuto guardando quei film, m&#8217;ha  lasciato il segno, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignnone size-thumbnail wp-image-2726" title="Un bel piatto di trippa col sugo" src="http://www.duechiacchiere.it/wp-content/uploads/2010/03/trippa-150x150.jpg" alt="trippa nel piatto" width="150" height="150" />Penso di essere uno dei pochi della mia generazione a cui piace la  trippa. Ricordo i film trash italiani degli anni Settanta, quando Lino  Banfi se la faceva cucinare alla barese, o insieme alle orecchiette con  le cime di rapa. E forse l&#8217;essere cresciuto guardando quei film, m&#8217;ha  lasciato il segno, anche dal punto di vista del palato. Erano mesi, se  non forse anni, che non compravo un po&#8217; di trippa al supermercato. Lo  so, quella ideale te la fornisce il macellaio di fiducia sotto casa, che  sa da dove viene e che può garantirne la qualità, ma in alternativa,  quella che trovi nel banco macelleria non è poi così male. Certo, è  lavata con gli sbiancanti chimici, che ne portano via anche il sapore  forte ed agreste, ma a quello in qualche modo si può sempre porre  rimedio in fase di cottura.<span id="more-2722"></span></p>
<blockquote class="recipe">
<h3 class="ingredients">Ingredienti per 4 persone</h3>
<p>500 grammi di trippa di mucca o maiale, 100 grammi di olive verdi   sott&#8217;olio, una cipolla, 250 grammi di polpa di pomodoro, timo, olio   extravergine d&#8217;oliva, sale e pepe</p>
<h3 class="cookingtime">Tempi e strumenti</h3>
<p>La preparazione degli ingredienti, se la trippa è già lavata e   sbiancata, richiede al massimo una decina di minuti. Se invece hai a   disposizione la trippa fresca, tienila a mollo in acqua e (tanto) limone   per almeno un paio di giorni, cambiando l&#8217;acqua ogni circa 12 ore e   lavandola con il sale. La cottura dura più o meno un&#8217;ora. Ti servirà una   padella capiente con coperchio, un cucchiaio di legno, un coltello   affilato ed una terrina dove lavare la trippa.</p></blockquote>
<p>Fai soffriggere a fuoco lento la cipolla tagliata a cubetti, le olive   snocciolate, il sale ed il timo. Nel frattempo sciacqua sotto   abbondante acqua tiepida la trippa, eventualmente strofinandola con un   pugno di sale. Se è un pezzo intero, tagliala a striscioline larghe   circa un dito e lunghe non più di 10 centimetri. Aggiungila al soffritto   e falla saltare per qualche minuto, quindi versa la polpa di pomodoro.   Amalgama il tutto col cucchiaio di legno e copri col coperchio,   abbassando la fiamma a meno di metà. Lascia cuocere per circa un&#8217;ora,   mescolando di tanto in tanto. Se il sughetto si dovesse asciugare   troppo, aggiungi un po&#8217; d&#8217;acqua.</p>
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		<title>cambiamento al volo</title>
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		<pubDate>Wed, 03 Mar 2010 07:24:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
				<category><![CDATA[ingresso]]></category>

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		<description><![CDATA[Se non te ne fossi ancora accorto, sul blog ho messo, o meglio aggiornato, il vestito di Marzo. Quello che è &#8220;andato in onda&#8221; ieri e l&#8217;altro ieri era un esperimento che a quanto pare non ha riscosso grande successo di pubblico (capita sempre con marzo, eh?). Io stesso da tempo volevo metterci mano, anche [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Se non te ne fossi ancora accorto, sul blog ho messo, o meglio aggiornato, il vestito di Marzo. Quello che è &#8220;andato in onda&#8221; ieri e l&#8217;altro ieri era un esperimento che a quanto pare non ha riscosso grande successo di pubblico (capita sempre <a class="internal" title="l'annuncio del tema dell'anno scorso" href="http://www.duechiacchiere.it/1687/la-rivoluzione-e-in-agguato">con marzo</a>, eh?). Io stesso da tempo volevo metterci mano, anche perché era uno dei pochi temi non approvati dalla moglie (ce ne sono altri due, ma su quelli cercherò di resistere, promesso). E poi stonava con la stagione: era un tema cupo, dai colori più adatti ad Halloween che al mese in cui inizia la primavera. Così mi sono messo a cercare uno sfondo più colorato e allegro, ed ecco il risultato. In attesa di avere il bollo approvatorio dalla moglie, dimmi cosa ne pensi tu <img src='http://www.duechiacchiere.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
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		<title>la rivoluzione di ottobre</title>
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		<pubDate>Tue, 02 Mar 2010 08:41:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>camu</dc:creator>
				<category><![CDATA[ripostiglio]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi se lo fosse perso quando è andato in onda per la prima volta, ripropongo un video che avevo preparato per celebrare il &#8220;nuovo ragazzo&#8221; che dopo quasi due anni, rimpiazzava l&#8217;originale disegnato da me, molto spartano e infantile&#8230; Suggerisco di guardarlo a tutto schermo e con le casse accese  

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			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi se lo fosse perso quando è andato in onda per la prima volta, ripropongo un video che avevo preparato per celebrare il &#8220;nuovo ragazzo&#8221; che dopo quasi due anni, rimpiazzava l&#8217;originale disegnato da me, molto spartano e infantile&#8230; Suggerisco di guardarlo a tutto schermo e con le casse accese <img src='http://www.duechiacchiere.it/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p class="centrato"><object width="425" height="344"><param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/xT7WmOwCqv8&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;color1=0x402061&#038;color2=0x9461ca"></param><param name="allowFullScreen" value="true"></param><param name="allowscriptaccess" value="always"></param><embed src="http://www.youtube.com/v/xT7WmOwCqv8&#038;hl=en_US&#038;fs=1&#038;color1=0x402061&#038;color2=0x9461ca" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="425" height="344"></embed></object></p>
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