Alcuni mesi fa uno dei miei lettori più affezionati, Piero, aveva condiviso con me una ricetta (con tanto di foto), nello specifico un dolce. La sua mail faceva più o meno così: “Ecco la ricetta di cui ti parlavo. Si tratta di un dolce, la cui basa va bene sia per la crostata che per fare i canestrelli, dolce tipico della Liguria (molto noti quelli di Torriglia) e del basso Piemonte (solitamente questi ultimi sono più piccoli)” La tenevo lì nella mia casella di posta, in attesa di trovare il tempo necessario a “confezionarla” secondo lo stile tipico del mio blog, e di certo non m’ero dimenticato di pubblicarla. E forse tutto sommato, visto che la Pasqua s’avvicina, va bene come dolce da presentare durante il pranzo di pasquetta in compagnia di parenti ed amici. Bene, lascio la parola ed i fornelli a Piero
il dolce ambivalente di piero: Leggi il resto
L’angolo dell’umorismo di oggi lo prendo in prestito dal blog di Pausa Perenne, che qualche mese fa ha segnalato l’ennesima curiosità su Google Maps. Che le telecamere impiccione di Google abbiano ripreso ladri che fuggivano, gente nei giardini che faceva cose strane, e via dicendo, non è più una novità. D’altro canto, Paese che vai, usanze che trovi… e così non mancano neanche i clienti che contrattano con le donne di strada, nel bel mezzo di una giornata romana qualsiasi. Complimenti, per il turismo italiano che langue, un’ottima pubblicità!
Una cosa nella quale ancora oggi l’Europa ha un indiscusso primato sull’America, almeno ai miei occhi, è di certo lo stile del proprio parco automobilistico. Questione di gusti, è vero, ma come si fa a comprare uno di questi SUV squadrati e spigolosi, delle vere scatolette per sardine senza grazia e senza carattere. Per me è sempre stato così con le automobili: anche il mio occhio vuole la sua parte. Non mi basta che l’auto consumi poco o abbia il lettore di MP3, deve essere per lo meno guardabile. Come si dice in inglese, sono attualmente “sul mercato” per acquistare un SUV. In Italia avrei avuto l’imbarazzo della scelta, a prezzi contenuti ed accessibili alla gente comune. Qui se voglio un macchina bella, dovrei per forza prendere un BMW, una Lexus o una Mercedes: tutte straniere e tutte sopra il mio tetto di spesa. Poi si chiedono come mai le case nazionali (General Motors, Chrysler, Ford) non abbiano successo. Beh, basta dare un’occhiata ai modelli a disposizione. Persino gli americani, che a queste cose non ci tengono, se ne stanno accorgendo. le brutte macchine americane: Leggi il resto
Julia Child è stata per molti americani un’icona della cucina “televisiva” degli anni Cinquanta. Una donna che con la sua trasmissione ha segnato l’inizio di una nuova era per le massaie abituate ai prodotti in scatola, ai dolci a base di marshmallow e melassa. Lei che aveva vissuto a Parigi per tanti anni, a seguito del marito impiegato dell’Ambasciata Americana, voleva condividere con i suoi connazionali il piacere di disossare un’anatra. Connazionali che al più sapevano bollire un uovo, e non avevano mai visto la pasta (quest’ultima cosa me l’ha confermata la mia vicina di casa ottantenne che è cresciuta nel “profondo sud” dell’America). Intorno alla figura di Julia Child è costruita la trama del film che abbiamo noleggiato la scorsa settimana: Julie and Julia. In cui una ragazza del Queens dei giorni nostri, Julie Powell, per sfuggire al logorio della vita moderna, decide di aprire un blog di cucina. Sfidando se stessa a scrivere più di 500 ricette in 365 giorni. Ricette che traggono ispirazione dal libro scritto cinquanta anni prima dalla sua quasi omonima. julie e julia, dal libro al blog: Leggi il resto
Ogni giovedì, nella zona dove abitiamo, distribuiscono un giornale gratuito che parla dei fatti locali. Anche in Italia, ricordo, era diffuso nella città dove abitavo. Qui lo consegnano ancora come si vede in certi film, con il ragazzo che passa la mattina e lo tira sul vialetto di casa. Non più in bici, ma ovviamente motorizzato in macchina, generalmente con un amico che guida. Io che esco di casa alle 7, trovo già il giornale per terra, e lo porto con me sull’autobus mentre mi reco al lavoro. Mi piace leggere l’articolo che ogni settimana l’opinionista quasi novantenne propone ai suoi lettori. Il simpatico Flynn a volte parla della sua famiglia, altre dei tempi in cui lui era giovane, altre ancora dell’attualità. Oggi ti propongo quello della settimana scorsa, non tradotto, per far allenare un po’ il tuo inglese. Sembra lungo, ma t’assicuro che dice cose che ti faranno riflettere! Se hai dubbi su specifiche espressioni o modi di dire, fai pure le tue domande nei commenti
i meccanici non servono più…: Leggi il resto
Per il consueto appuntamento delle interviste doppie del lunedì, oggi ho il piacere di veder sedute nel mio salotto virtuale due donne che fanno della classe uno stile di vita. Quale migliore scelta per l’otto marzo? Rileggendo le loro risposte mentre confezionavo l’articolo, m’è sembrato d’essere sul set del film Sex and the City, non so perché. Per di più, le due donne di oggi hanno preso l’iniziativa e deciso di condurre il gioco, deviando dal classico schema a botta e risposta, e producendomi un bellissimo dialogo che merita d’essere letto dalla prima all’ultima lettera. E chissà che per le future interviste non si possa replicare questo nuovo “approccio”, più vicino forse all’idea originale delle Iene di Italia1
Ecco dunque cosa si son dette Spora e Miss V davanti ai miei “microfoni”.