una rejna nel cafè moroe

E così anche la primavera del 2010 è arrivata. A giudicare dalle temperature più tiepide che finalmente c’accompagnano già la mattina quando usciamo fuori di casa, possiamo sperare di esserci buttati alle spalle le grandi nevicate che dall’una e dall’altra parte dell’oceano atlantico hanno tormentato i rispettivi continenti. La primavera è il risveglio della natura in letargo, è l’insieme degli odori che prima neve e pioggia c’impedivano di percepire, sono i fiorellini che timidamente spuntano sul praticello di casa. Ed ovviamente anche la mia rubrica diventa più primaverile: con due ospiti simpatici che fanno venir voglia di uscire a mangiare un… gelato! Eccoti dunque cosa mi hanno risposto Io Rejna e Pablo Moroe.

Come nasce il nome del tuo blog?

RSi tratta di una storpiatura del mio vero cognome, di cui molti, spesso, sbagliano la pronuncia dell’accento. Sempre il mio cognome, in spagnolo, significa “regina”, e da lì il gioco è facile.  Che poi mi senta un po’ “reina” sul serio, questo non te lo saprei dire, sono sicuramente una persona che tende a mantenere apparentemente molto distacco dal “resto del mondo” ma si tratta solo di una forma di difesa a causa della sensibilità molto accentuata che mi ritrovo. Mi piace vivere “dentro le cose” ma ho anche bisogno di ampissimi spazi di solitudine.

CMPrima di come, comincio dal dire quando nasce: in terzo superiore, nell’ormai lontano 1999. Ho un passato da writer e Moroe era la mia tag (ma imbrattavo solo i bagni, le sedie e i banchi della scuola). Allo stesso tempo, nelle ore di Informatica, ci mettevano davanti per la prima volta l’HTML. Così pensai di mettere su un sito personale, nel quale presentarmi, con una rubrica dedicata alle opinioni: quella rubrica si chiamava Café Moroe e mi accompagna da allora, con tutte le evoluzioni – personali e tecnogiche – del caso.

Il tuo prossimo viaggio: quando, dove e perché

RUh, che bella domanda 🙂 Come forse avrai visto anche un po’ dal blog, sono una persona a cui non piace stare molto ferma, nè per lavoro, nè per diletto. Quando viaggio per diletto, almeno al momento, in questa fase della mia vita, cerco e voglio vedere netta e marcatissima “la differenza” rispetto alla vita che vivo qui. Ora una delle mete non ancora toccate, ma da un po’ in cantiere sarebbe la Mongolia.

Magari arrivandoci a tappe, partendo Mosca, facendo un pezzo di transiberiana, fermandosi a Ulan Bataar, e magari attraversando il Gobi (che come avevano già fatto notare i CSI con Davide Ferrario, ai tempi) è attraversato dal 45esimo parallelo, esattamente come la nostra pianura padana. Quando non lo so ancora, anche se in genere viaggio, tutte le volte che mi è possibile, fuori dai periodi canonici di vacanza.  Mi piace stare in città quando non c’è nessuno.

CMEscludendo lo studio (che mi porterà in Olanda), vorrei tanto andare a New York. Quando è presto detto: quando avrò i soldi per farlo! Al momento le risorse economiche sono limitate, ma ci stiamo lavorando. New York mi affascina da sempre, la adoro per la sua grandezza, ma soprattutto per la sua molteplicità di culture, di etnie, di colori e di modi di pensare. E’ la realizzazione del moto perpetuo e del cosmopolitismo.

Se fossi un gelato, che gusto avresti e perché?

RUn variegato amarena o qualcosa di simile. Perché? Perché è uno dei miei gusti preferiti (dopo robe grassissime tipo, creme, nocciole e panne cotte) è dolce, con un retrogusto aspro ed è colorato. Direi che io se mi guardo da fuori dovrei essere così.

CMCredo che avrei il gusto del mio gusto preferito: ossia il cioccolato. E il perché è semplice. Cerco di sempre di essere il giusto ingrediente poliedrico, abbinabile a qualsiasi situazione, generatore di buon umore. Ho anch’io delle controindicazioni, ma in sostanza tendo ad essere il comun denominatore per un buon dessert.

Tra fidanzati, lui può guardare una bella ragazza che gli incrocia la strada?

RSi, può. L’importante è che io non me ne accorga e che l’attenzione che merito non venga messa in secondo piano. Poi possiamo anche discutere insieme sulla bellezza della fanciulla in questione. Credo sia una bella illusione pensare di essere unici su questa terra. Visto quanto sono egeocentrica (nonchè figlia unica) ci sbatto il naso un giorno si e l’altro pure. L’importante, se si tiene alle relazioni (di qualsiasi tipo), è non scadere nel trabocchetto del ferirsi gratuitamente. Per tutto il resto, voglio dire, siamo umani. Prendiamone atto.

CMCerto che può, cosi come lei può guardare un bel ragazzo che le incrocia la strada. L’amore, checché se ne dica, è un qualcosa che va oltre la bellezza. Ho la fortuna di avere una splendida donna al mio fianco, che non è bellissima solo fuori, ma anche dentro e da numerosi altri punti di vista. E per questo, se incrociassi qualche bella donna per strada, non temerei né di guardarla né di far apprezzamenti. Sono certo che l’unica cosa che bisognerebbe evitare sia di cadere nel volgare.

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