Come forse ricorderai, un mesetto fa ho condiviso un video girato con la action camera montata sul paracolpi a fianco della mia Piccola Ribelle. Un modo simpatico, suppongo, per farti vedere il breve tragitto tra casa e la palestra dove vado a fare due salti (non in padella) la mattina prima di mettermi al lavoro. L’altro giorno, c’era in offerta su Amazon un aggeggio che si attacca alla parte frontale del casco, all’altezza del mento, che funge da supporto per la telecamerina. Una cosa che i passanti che mi vedono arrivare, penseranno che io sia uscito da un film tipo Blade Runner… molto cyborg 😅. Così l’ho messo subito alla prova, e non potevo certo non condividere il video qui sul blog non appena rientrato dal negozio dov’ero andato. A parte il parabrezza bagnato, quale visuale è migliore, secondo te? Leggi il resto di Quello che vedo quando giro in moto
Articoli recenti
Giaccotto di visone, giaccotto di visone
Ma solo a me viene da dire la frase del titolo, quando tiro fuori dall’armadio il mio giacchetto in pelle scamosciata invernale, che uso quando vado in moto? 😅 Sarà, ma certe scene dei film che mi hanno accompagnato durante l’adolescenza negli anni Ottanta, sono rimaste impresse in maniera indelebile nella mia memoria. Tralasciando per un attimo le pellicole cult come Il ragazzo di campagna (ma che Severino e Severino, io sono Margherita!) o le botte da orbi di Bud Spencer e Terence Hill, ancora adesso quando apro un barattolo di olive, non posso evitare di dire “eh, sò greche!”. Insomma, si vede che lavorare da casa, lentamente, mi sta portando ad una demenza precoce in cui ogni gesto viene adornato da una frase presa da qualche film dell’epoca. E tu, hai una tua scena preferita in assoluto?
I post più popolari di maggio 2026
Ogni tanto vado a dare una sbirciatina alle statistiche d’accesso di questo blog, giusto per vedere se qualcuno ancora legge le scemenze che scrivo. Così mi è venuto in mente di condividere l’elenco dei post più visitati del mese che si è appena concluso. Perché quegli articoli siano stati gettonati non è chiaro, ma fatto sta che rispetto a quando ho riaperto i battenti, quattro anni e mezzo fa ormai, il traffico è raddoppiato, dalle circa 1200 visite in media al giorno, alle attuali 2200. Segno che la cura e la dedizione nel mantenere attive questa casetta sperduta nel web, stanno generando qualche piccolo frutto. Alla fine, diciamocelo chiaramente, non è che io scriva per la gloria o per diventare un influencer. Non ho mai avuto quella stoffa, e sebbene un po’ invidio quelli che riescono a fare palate di soldi pubblicando contenuti sulle proprie piattaforme, me ne son fatto una ragione. Ed allora eccoti i post più letti del mese scorso. Leggi il resto di I post più popolari di maggio 2026
In Cina le auto si ricaricano in cinque minuti
Mentre l’America arranca a sviluppare una rete capillare e moderna per favorire la diffusione dei veicoli elettici (motivo per cui, con mio grandissimo disappunto, ho dovuto abbandonare la mia Piccola Blu, qualche mese fa), in Cina esistono parcheggi in cui la tua auto si ricarica in 5 minuti, rendendo la differenza con i veicoli a benzina praticamente nulla. Perché la realtà è che non tutti abbiamo un garage ed una villetta in campagna dove poter installare una colonnina di ricarica a cui attaccare l’auto la notte. Quindi, avere una rete efficiente e soprattutto capillare, in grado di rendere questa tecnologia competitiva, è fondamentale. Ancora una volta, la Cina ha molto da insegnare su questo fronte. Leggi il resto di In Cina le auto si ricaricano in cinque minuti
Quando mi chiedono come sto
In America, ovunque vai, la persona che ti troverai di fronte, al supermercato, al bar, sull’autobus, inevitabilmente comincerà la conversazione con il classico Hi, how are you doing?, ciao, come stai? Una domanda retoricissima a cui si risponde, con noncuranza, well, and you? bene, e tu? Un retaggio storico di britannica memoria, che però è stato completamente svuotato di ogni significato sincero. Quando la cassiera al centro commerciale mi chiede come sto, non vuole certo sapere la storia della mia vita, o che ogni giorno mi sveglio col patema d’animo e la preoccupazione per il mio stato di salute e per il costo della vita che continua a salire ed il mio stipendio che invece rimane sempre uguale. Vuole semplicemente sentirsi rispondere “bene, grazie”, mentre passa i vari prodotti al lettore di codici a barre. Leggi il resto di Quando mi chiedono come sto
Progetto Hail Mary, il film
Accidenti, è già passato un anno e mezzo da quando finii di ascoltare uno dei tanti audiolibri nella mia lista Audible (no, questo non è un post sponsorizzato, magari!): Progetto Hail Mary, che in italiano vuol dire Ave Maria, ovvero l’estrema speranza di realizzare qualcosa di molto difficile. Si vede che io sono stato uno dei pochi a cui il libro ha lasciato un sapore misto in bocca, se hanno deciso di produrre l’adattamento cinematografico per il grande schermo. E senza anticiparti nulla, devo confessare di avere avuto la stessa sensazione dopo aver finito di guardare il film. Ma in fondo si sa, il film dopo il libro è molto spesso una cattiva idea. Si vede che io sono maestro di cattive idee 😒. Al solito, non proseguire la lettura se non vuoi rovinarti la sorpresa. Leggi il resto di Progetto Hail Mary, il film
Uno spaccato di America quotidiana
Campanellino ed i suoi figli hanno un rituale che si ripete più o meno costantemente ogni venerdì sera da ben prima che la conoscessi: andare a mangiare qualcosa al piccolo pub dietro casa. Un localino tranquillo, dove puoi ascoltare un po’ di musica country dal vivo, addentare un hamburger generalmente decente, e scambiare due chiacchiere in compagnia. Allora osservavo quelle persone che vivevano un momento di serenità e distacco dal logorio della vita moderna, e dalla pazzia di quello che succede là fuori. Perché l’America non possa essere semplicemente questo, mi chiedevo, un posto in cui la gente abbia la possibilità di vivere la vita serenamente, senza preoccuparsi della prossima malattia e delle fatture salate che ti manderà l’ospedale? La risposta è semplice: il capitalismo sfrenato che pensa solo al portafogli. Leggi il resto di Uno spaccato di America quotidiana
Uno sperduto Elon Musk alla corte dei cinesi
Il ritardo nel pubblicare il post del lunedì è dovuto al fine settimana di fuoco che ho appena attraversato. No, nulla di piccante sotto le lenzuola 🤭 semplicemente sembra che la mia sarcoidosi abbia deciso di iniziare a mostrare un simpatico sintomo in cui la temperatura mi schizza nel giro di 30 minuti dal normale 36.7 a 39.5, con conseguenti brividi, sudore freddo, e quant’altro. Il mio medico curante mi ha dato stamattina una cura a base di cortisone, vedremo se funzionerà.
Ma bando alle ciance, il video che ti propongo oggi mostra uno spaesato Elon Musk alla cena che si è tenuta dopo l’incontro tra Trump e Xi Jinping, in cui le due superpotenze hanno avuto modo di osservarsi a vicenda da vicino. Xi, tra la citazione di Tucidide ed il fatto che ha mandato un suo portaborse ad accogliere l’Arancione all’aeroporto, ha giocato le sue carte in maniera magistrale, secondo me. Mentre Trump è apparso sottotono e spaesato, ed Elon Musk sembrava un ragazzino impacciato alla cena di classe. Che tristezza. Leggi il resto di Uno sperduto Elon Musk alla corte dei cinesi