due chiacchiere

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Il salario minimo in California non ha funzionato

Visto che fra un paio di giorni in Italia si festeggiano i lavoratori (e le conquiste raggiunte nei decenni), vorrei commentare oggi un articolo pubblicato da uno dei campus dell’università per cui lavoro (beh, un minimo di sano orgoglio per il lavoro che fanno i ricercatori dell’Università della California ci sta pure, no?), in cui si fa il punto sugli effetti economici delle norme sul salario minimo introdotte in California circa due anni fa. Precisiamo che si tratta di un salario minimo di 20 dollari l’ora per i lavoratori della ristorazione veloce, non per tutti. Ma rappresenta un valido campione della popolazione in età lavorativa, quindi gli effetti potrebbero benissimo essere applicati ad altri settori. La misura è stata presentata come una svolta storica a favore dei lavoratori a basso reddito. Due anni dopo, si nota come gli effetti esistono, ma non sono tutti lineari o uniformemente positivi. Leggi il resto di Il salario minimo in California non ha funzionato

Quindicimila tonnellate di riso per Cuba

Continuo oggi la mia missione di condividere notizie che la propaganda americana (ed occidentale più in genere) non vuole pubblicare. Perché guai a far vedere che mentre gli americani soffocano Cuba (il link ti porta ad un interessantissimo video pubblicato di recente sul canale Nova Lectio), la Cina manda aiuti a quelle popolazioni martoriate, e cerca di mostrare un po’ di sana carità umana. Virtù che sembra essere sparita dal vocabolario di tante nazioni impaurite dalla reazione dell’Uomo Arancione, non sia mai dovessero farlo indispettire uscendo fuori copione (anche quando attacca la Meloni e persino il Papa). Senza accorgercene, siamo finiti dalla parte sbagliata della storia, ostinandoci a non voler mandare a quel paese questo pazzo senza freni, anche quando pubblica le foto di lui vestito da Gesù. Siamo alla frutta. Leggi il resto di Quindicimila tonnellate di riso per Cuba

Primi giri di stagione con la mia piccola ribelle

Finalmente le temperature qui in Pennsylvania iniziano ad essere più miti, ed è quindi arrivato il momento di tirar fuori la mia Honda Rebel 500 (altrimenti nota come Piccola Ribelle) per fare qualche giro ed esplorare quelle stradine di campagna che finora avevo solo percorso in auto. Ho fatto fare il cambio dell’olio, insieme ad una revisione generale per controllare i vari liquidi, ed ho fatto cambiare la ruota anteriore che il proprietario precedente era riuscito ad usurare con soli 5.000 chilometri di percorrenza. Ho già in mente di apportare alcune modifiche, come ad esempio aggiungere un piccolo spinotto USB per tenere il cellulare carico durante le scorribande del fine settimana. Ho anche comprato una di quelle telecamerine da attaccare alla moto per registrare dove vado. Per condividere alcune avventure anche qui sul blog. Leggi il resto di Primi giri di stagione con la mia piccola ribelle

Spaghetti alla puttanesca

Il sottotitolo di questo post, se il blog mi consentisse di specificarne uno, sarebbe probabilmente “per quando hai voglia di qualcosa di buono e semplice”. Già, perché il piatto di pasta che ho assaggiato l’altro giorno a casa della madrina di mia figlia, è nato dal nulla nel giro di 20 minuti mischiando i pochi semplici ingredienti, tra una chiacchierata e l’altra. Per quanto riguarda l’origine etimologica del nome, Wikipedia dice che “il termine puttanesca è stato oggetto degli sforzi di immaginazione di molti studiosi, che hanno tentato in ogni modo di trovare la soluzione all’enigma. Alcuni dicono che il nome di questa ricetta derivò, all’inizio del secolo, dal proprietario di una casa di appuntamenti nei Quartieri Spagnoli, che era solito rifocillare i propri ospiti con questo piatto, sfruttandone la rapidità e facilità di preparazione”. Etimologia a parte, questa è pasta condita come Dio comanda, altro che Olive Garden! Leggi il resto di Spaghetti alla puttanesca

Io non sono un numero

Conoscendo il mio punto di vista sui massacri israeliani a Gaza, un mio amico mi ha mandato il link ad un sito che raccoglie i nomi dei  60.199 palestinesi uccisi tra il 7 ottobre 2023 ed il 31 luglio 2025 in quello che non vogliamo riconoscere come un genocidio senza fine. Il sito si chiama Io non sono un numero, e rappresenta solo una parte della realtà di quelle terre, visto che include esclusivamente le persone i cui nomi e le cui età sono stati identificati dal Ministero della Salute di Gaza fino a quella data. Nel frattempo, il bilancio ha continuato a crescere. A febbraio 2026, il numero delle vittime ha superato le 73.188 unità, e non ci sono segnali di rallentamento. Grazie ai pazzi che tirano le fila dei governi più influenti al mondo, oramai persino i film distopici più contorti non possono competere con la realtà in cui viviamo tutti i santi giorni.

Un notizia dalla Cina, di tanto in tanto

Inauguro oggi una nuova sottocategoria del blog, in cui vorrei conservare notizie e curiosità che non vediamo sui giornali occidentali, ma che fanno capire come il Paese del Dragone rosso zitto zitto continui a proseguire per la propria strada, mentre l’America ed i Paesi occidentali che la seguono siano oramai infognati verso la via del declino permanente. Non so se riuscirò a mantenere una cadenza periodica: gli spunti di certo non mancano su alcuni canali Reddit, quindi di materiale da condividere ce ne sarebbe a bizzeffe. Vedremo. Intanto avrai notato che ho diminuito la cadenza delle curiosità della lingua inglese, proprio perché sono stanco di fare da amplificatore al Paese della propaganda che non finisce mai. Non voglio più incoraggiare i miei lettori ad avvicinarsi a questa cultura a stelle e strisce che poco ha da insegnare al resto del mondo. Leggi il resto di Un notizia dalla Cina, di tanto in tanto

Ho rinnovato con SupportHost fino al 2033

Uno dei motivi per cui all’epoca decisi di abbandonare il provider storico che aveva ospitato questa baracca scalcagnata per quasi 17 anni, era l’impossibilità di acquistare i loro servizi per più di un anno. Cosa che da un lato preclude di risparmiare nel caso i prezzi aumentino negli anni successivi, e dall’altro di non potersi sentire tranquilli sapendo che il blog rimarrà online per un po’ anche se dovesse succedermi qualcosa. Richiesi quell’opzione persino ai “piani alti”, visto che all’epoca ero diventato di casa, grazie a tutti i miei post che li difendevano in giro per la rete. Ma non se ne fece mai nulla. Tutt’altra musica con SupportHost (no, questo non è un post sponsorizzato), che proprio qualche giorno fa mi ha consentito di rinnovare in anticipo fino al 2033. Leggi il resto di Ho rinnovato con SupportHost fino al 2033

Le uova colorate con la barbabietola

I genitori di Campanellino ci hanno invitati a pranzo per Pasqua, e la mamma ne ha approfittato per sfoderare le sue doti culinarie tedesche, o più precisamente degli immigrati germanici in questa regione, soprannominati Pennsylvania Dutch. All’inizio ero molto confuso, perché Dutch significa olandese, ma poi mi è stato spiegato che si tratta di una storpiatura della parola Deutsch, ovvero tedesco. Questa comunità di immigrati, un po’ come certe comunità italiane nel Bronx e nel New Jersey, ha preservato le sue tradizioni culinarie, adattandole ai costumi ed alle festività americane, tipo il Giorno del Ringraziamento. Leggi il resto di Le uova colorate con la barbabietola

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