la tecnologia non ti salverà

In principio fu Notepad: le pagine di un sito si scrivevano rigorosamente a mano, tag per tag, lettera per lettera. Poi arrivò Frontpage, precursore di una vasta gamma di sistemi “visuali” che sollevavano l’utente dalla necessità di conoscere il linguaggio HTML. Ma anche quello non bastava: l’avvento del commercio elettronico richiedeva di avere pagine “intelligenti” direttamente sul server, in grado di interagire con il visitatore. I primi sistemi rudimentali si sono pian piano evoluti, diventando delle vere e proprie piattaforme per la gestione dei contenuti: i cosiddetti CMS. Devo ammettere che praticamente tutte le realtà in cui ho lavorato avevano pretese straordinarie nei confronti di questi strumenti. Così quelli che non ne hanno ancora adottato uno, lo vogliono perché credono che risolverà tutti i loro problemi; mentre quelli che ce l’hanno si lamentano che non ha riisolto nulla!

Una cosa è sicura: un sistema per la gestione dei contenuti porta diversi benefici:

  • riduce la barriera tecnica nella pubblicazione dei contenuti sul sito
  • offre un ambiente collaborativo in cui più persone contribuiscono al sito
  • facilita gli aggiornamenti, spesso da ovunque ci si trovi
  • consente di avere maggior controllo sull’aspetto grafico
  • invoglia ad uniformare e rendere consistenti le pagine del sito

D’altro canto, molti di questi sistemi sono meno flessibili di quanto i loro utenti vorrebbero. Di fatto non riescono a star dietro ai loro cambiamenti di esigenze. Alcuni finiscono per disamorarsi, convincendosi che questi sistemi complicano la vita dei redattori, più che semplificarla, per la loro complessità d’uso. Certo, bisogna ammettere che spesso questo succede perché ai redattori non è stato fatto un corso per insegnar loro ad interagire con il sistema. Io insisto sempre nell’inserire nei miei progetti la parola training, perché senza quello non si va molto lontano.

Infine, qualcuno non si rende conto che sebbene il CMS faciliti la gestione dei contenuti, l’aggiornamento non avviene “per miracolo”, e che i redattori devono costantemente controllare sia la freschezza che la qualità di quello che scrivono. Perché anche avendo il correttore ortografico, questo non significa che un testo abbia senso compiuto. O che sia in grado di attirare più visitatori. Morale della favola: se stai cercando uno di questi sistemi solo per risolvere i tuoi problemi, rimarrai molto deluso, comunque vada.

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5 Comment authors
Jojacamu(Lady).ChobinFrancesco Gavellohermansji Recent comment authors
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hermansji
Ospite

Infatti si “smanetta” sempre!! 😀
.:.

Francesco Gavello
Ospite

Approvo su tutta la linea. 🙂

I tool, usati senza consapevolezza delle loro potenzialità sono meri strumenti. Che da soli, si guardano bene dal risolvere problemi e semplificare la vita a chi li usa solo per il fatto stesso di esistere.

(Lady).Chobin
Ospite
(Lady).Chobin

Vedi io non mi affido a nessun sistema, spesso sbaglio le cose e lo notate anche voi (vedi scritte misteriose in un mio post). Il correttore ortografico mi aiuta poco e spesso lo ignoro così i miei post sono sempre dislessici.
il senso delle cose che scrivo è chiaro solo a una parte di me stessa, l’altra ancora si arrabatta a tentare di capire.

Joja
Ospite

io per lavoro scrivo, ma evito con cura qualunque coinvolgimento tecnico. quando mi hanno installato wordpress per il mio blog, pensavo ingenuamente che wp era una specie di mago robot che pensava a qualsiasi funzione tecnica di programmazione/gestione/implementazione.
Dopo alcuni attacchi isterici perché wp non voleva come volevo io, sto di nuovo aspettando un VERO software intelligente con il quale mi posso concentrare al 100% sui contenuti, senza dover sapere niente di widget, plugin, css, seo, api (e mi rifaccio al tuo articolo su bigthink) e chi più ne ha più ne metta…