la prossima specie è già tra noi

Le olimpiadi sono finite da un pezzo ormai, ma nel mio mucchietto di argomenti da affrontare ce n’è ancora uno che riguarda, almeno indirettamente, la competizione sportiva più famosa del mondo. Qualche anno fa ho avuto modo di guardare l’interessante intervento di Juan Enriquez alla conferenza TED. Oggetto della mezz’ora di monologo: quale sarà il prossimo passo nell’evoluzione della nostra specie? Ne avevo già parlato, e quelle riflessioni mi sono tornate in mente guardando Oscar Pistorius, il corridore con le protesi alle gambe, gareggiare fianco a fianco con persone normodotate. Le parole di Darwin, in tale contesto, sembrano particolarmente azzeccate: la specie che avrà il pieno controllo sulla propria evoluzione, sarà la specie che dominerà il mondo. Ruberemo alla natura ciò che per milioni di anni, da quando la vita è comparsa sul nostro piccolo pianeta, è stata una sua prerogativa.

Genetica, robotica, ingegneria biologica… cosa ci riserva il futuro?

Sul suo sito, quasi come a sottolineare l’avvento della nuova specie di cui parlava Enriquez, l’atleta precisa testualmente: “Oscar Pistorius made history at the London 2012 Olympic Games by becoming the first double amputee to compete on the track and make an Olympic final“. Enriquez attinge a vari settori della ricerca scientifica, per avvalorare la sua tesi futurista: ingegneria biologica, meccanica, e genetica, che mescolate insieme consentiranno all’uomo di cambiare il proprio corpo, adattandolo alle esigenze che si presenteranno. Da decenni abbiamo già cuori artificiali, arti meccanici e quant’altro, ora non rimane che modificare il nostro DNA per compiere il salto di specie, e rigenerare arti mancanti, ed occhi che non vedono. A quel punto il mix di supporti artificiali in grado di far meglio dei nostri organi naturali, e di cambiamenti genetici, avrà dato vita all’homo evolutis.

Siamo solo di passaggio

Forse si, guardando il tutto dal nostro punto di vista. Ma come noi abbiamo fatto estinguere quei poveretti degli uomini di Neanderthal, non c’è dubbio che arriverà una specie che farà lo stesso con noi. L’evoluzione  non può essere fermata, e non deve spaventarci tutto questo. Fa parte del grande mistero della vita, dell’impossibilità di dare una risposta alla domanda più estrema: chi siamo e perché esistiamo. Chissà che l’homo evolutis non sarà in grado di dare una risposta al grande interrogativo, raggiungendo quel nirvana che noi, con le nostre limitate capacità “funzionali” non siamo in grado di cogliere. Insomma, il meglio deve ancora venire.

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Emanuele676gigliocamuCaigo Recent comment authors
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Caigo
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Un futuro da “uomini bionici” ormai è dietro la porta, anzi,è già tra noi. Fettine di carne ed ossa artificiali entrano sempre più spesso nelle sale operatorie degli ospedali senza destare tanto stupore.
Dove arriveremo non lo so ma non metto limiti all’immaginazione.
Trovo interessante riflettere sull’aspetto sportivo: stai a vedere che tra un po’ di tempo gli aiutini bio-medici non diventino motivo di discussione come l’attuale questione del doping.

giglio
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giglio

Lo scenario che descrivi m’inquieta, finché si parla di biotecnologie come pezzi di ricambio…ma l’intelligenza e l’anima, quale ingegneria biologica potrà modificarle?
L’uomo bionico sarà l’uomo involutis e finirà la specie umana così come la conosciamo per dare spazio a qualcos’altro, che però non riesco ad immaginare.

Emanuele676
Ospite
Emanuele676

@giglio: Credo che ci arriverà a qualcosa tipo L’uomo bicentenario

Emanuele676
Ospite
Emanuele676

@camu: Si,ma alla fine del film spiegano che gli umani ormai sono pieni di protesi artificiali,e quindi il robot e il “giudice” sono uguali