i will be there by your side

Non puoi capire in che direzione è andato il treno semplicemente osservando le rotaie. Era una frase che Enrico aveva letto una volta da qualche parte, e che risuonava sempre nella sua testa quando avvertiva quella sensazione che ci fosse qualcosa che non tornava. Per un motivo totalmente impalpabile, era come se nella faccenda di Miriam, la stagista annunciata da Papucci, mancasse un tassello, come se si trattasse di una storia incompleta. La ragazza s’era presentata solo pochi minuti prima, ma era probabilmente l’opposto di come Enrico ed Alessandro se l’aspettavano: capelli scuri, occhi castani accentuati da una matita scura sulla palpebra inferiore, piercing al labbro inferiore, giubotto in pelle ed anfibi neri. Eppure quell’abbigliamento così “dark”, apparentemente messo insieme a casaccio, lasciava intravedere la cura ossessiva nell’abbinare il tutto insieme in uno stile persino piacevole. Anche se Enrico non aveva mai capito e condiviso questa cosa degli “emo” o come accidenti si chiamassero i seguaci della filosofia del nero.

La giornata passò abbastanza in fretta, e Miriam si rivelò meno dura di quello che sembrasse a giudicare dal suo aspetto e dai lineamenti del suo volto. Una bella ragazza, che s’era messa addosso un guscio duro per proteggere un cuore ed un carattere fragili e sensibili. Chissà, forse era stata una qualche delusione d’amore ad averla spinta verso il gusto del dark. Ma si capiva presto che quella non era la sua vera natura. I tre parlarono un po’ del lavoro, un po’ delle rispettiva vite, un po’ di Papucci. Gli altri colleghi si presentavano di tanto in tanto alla porta, spinti più dalla curiosità di vedere la nuova stagista (di cui, ovviamente, s’era subito sparsa la voce nei corridoi del palazzo), che per qualche esigenza di lavoro. Alle quattro e cinquantacinque in punto, Alessandro raccolse le sue cose e salutò. Miriam era già andata via da un’oretta, e tutto era tornato alla classica routine quotidiana. Enrico aveva un paio di cose da finire e decise che sarebbe rimasto una mezz’oretta in più. Verso le cinque e un quarto, come tutti i giorni, arrivò la signora delle pulizie a svuotare i cestini. Ma quel giorno si presentò una ragazza diversa. Una fortissima impressione di averla già conosciuta pervase Enrico, ma non riusciva a capire dove.

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