che noia, senza le serie

Lo sciopero degli sceneggiatori americani, sebbene sia finito da qualche tempo oramai, sta facendo vedere ancora oggi i suoi effetti: la stagione delle serie televisive americane riprenderà con un paio di mesi di ritardo (a parte Lost, ma lì non ci vuole molto a scarabocchiare una trama). Ai protagonisti della protesta va tutta la mia stima: anche se siamo rimasti a “digiuno” dei vari Dottor House e Cronache di Sara O’Connor, sono contento che queste persone abbiano ottenuto ciò per cui si battevano. Nel frattempo, non posso che consolarmi con American Idol, un qualcosa di simile all’italico Amici di Maria De Filippi, ma con molta meno suspance. Se nella versione del marito (ehm, della moglie) di Maurizio Costanzo bisogna aspettare ogni volta 10 minuti per sapere com’è andato il voto, qui te lo dicono in quattro secondi, senza grande trepidazione. Per chi, come me, non è abituato al ritmo serrato, si perde un po’ il gusto dell’attesa.

La lepre e la tartaruga

A dire il vero, questa è una caratteristica tipica che distingue i programmi da questa e dall’altra parte dell’oceano. Penso a trasmissioni come Chi vuol essere milionario, dove Gerry Scotti lascia cuocere i concorrenti a fuoco lento per qualche minuto, prima di dirgli se una risposta è corretta o meno. Oppure ad Affari Tuoi (che qui si chiama Deal or no deal): avendo 100 pacchi da aprire, non si può pretendere un’attesa infinita per ogni scelta fatta dal concorrente. Insomma, pure nei telequiz si riflette lo stile di vita di una nazione: frenetico (vincere tutto, vincere subito) contro rilassato (piano piano, mò ci penso).

Nostalgia dei bei tempi

Piccola nota a parte merita la versione anglofona di Ok, il prezzo è giusto. Ricordo sempre quand’ero bambino, la sera con quella sagoma di Gigi Sabani (che Dio l’abbia in gloria) a far indovinare prezzi di bagnoschiuma e viaggi alle Maldive. Qui lo trasmettono ininterrottamente da 35 anni, e solo recentemente il conduttore è cambiato (praticamente l’avrebbero dovuto imbalsamare, fra poco) tra lo scompiglio generale. Nel fine settimana non posso fare a meno di guardarne qualche puntata, per ritornare bambino. E pensare a quando la televisione era più ingenua e semplice.

1
Lascia una recensione

Please Login to comment
1 Comment authors
Trap Recent comment authors
  Subscribe  
più nuovi più vecchi più votati
Notificami
Trap
Ospite
Trap

Infatti, non vedo l’ora di rivedere Heroes. Purtroppo mi sa che bisognerà aspettare un bel po’…