broken flowers? broken balls

Mi scuso sin da subito per il “francesismo” del titolo, ma questo film, per il mio personalissimo punto di vista, non merita i soldi che si spendono per andarlo a vedere. E dire che sul sito dove lo recensiscono, è classificato come “avventura”. Si, l’avventura che aveva avuto chi ha scritto la recensione, con una bottiglia di buon vinello della casa. L’ho trovato molto lento come ritmo, ed alla fine, uscendo dal cinema, mi sono chiesto “ma cosa mi ha insegnato questo film?”

Beh, forse sono un po’ strano, ma io quando vado al cinema (non spesso, lo ammetto), vorrei spendere i soldi per passare un paio d’ore divertenti, o per riflettere su qualche tema che la trama del film propone allo spettatore. Generalmente vado a guardare le commedie (Ti presento i miei, Mambo Italiano, The terminal, tanto per citarne alcuni tra i miei preferiti), ma anche quelli un pizzico più drammatici non li disdegno (Mare dentro, Luther). Ma questo qui dei “fiori rotti” proprio non l’ho capito. Un tizio che “spiccica” due parole in croce durante l’intero film, quasi mugugnando, che viene convinto dall’amico ad andare a trovare una sua ex. La quale gli avrebbe scritto una lettera dicendogli in breve: “carissimo, quando stavamo insieme mi hai messo incinta ma non te l’ho detto; poi ci siamo lasciati e tu non hai mai conosciuto tuo figlio”.

Suvvia, siamo seri, già la stessa base di partenza regge l’anima con i denti. Eppure ero già “mezzo avvisato”: un paio d’anni fa credo, il film Lost in translation, con lo stesso protagonista (il grande Murray degli acchiappa-fantasmi), non era certo stato diverso. Un film, quest’ultimo, che sebbene la pubblicità avesse dipinto come uno dei film “cult” dell’anno, mi ha profondamente deluso: due che si conoscono in albergo, moglie insoddisfatta e uomo con la moglie acida, che fa un pensierino sulla bionda di turno. Ok, forse sono troppo duro come critico, ma non mi piace buttar via i miei soldi.

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Trap
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Trap

propongo una recensione di Interstate 60 🙂

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[…] l’altro, sarà che dopo gli ultimi film in cui Murray dice solo tre parole in croce, l’ho un po’ rivalutato in negativo, sarà che alle Canarie (dove si svolge la trama) ci sono stato da poco, ma a me […]

giorgio
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giorgio

Certo che devi proprio essere una testa di rapa, ti proponi come recensore e poi ammetti che non ti degni nemmeno di frequentare le sale cinematografiche ! Ci credo che non riesci a capire una mazza di ciò che vedi quando la narrazione si fa più raffinata. Ritorna a giocare con la “play”, bamboccione…
E lascia le cose serie agli ADULTI.
Chissà come devi esser peggiorato in questi anni !