tre trucchi per il tuo blog

Siamo quasi giunti alla fine di questa lunga serie di articoli sui trucchi messi in campo dietro le quinte del mio blog. Abbiamo avuto modo di sviscerare  tutti gli aspetti che coinvolgono l’esperienza del lettore che approda su queste pagine: dalla possibilità di personalizzare l’aspetto grafico in base ai propri gusti ai meccanismi per ottimizzare il flusso di dati tra browser e server. Oggi vedremo come strizzare qualche altro byte dalla pagina, in onore di tutti quelli che ancora non hanno il privilegio di accedere ad Internet con la banda larga (ed in Italia sono sempre troppi, ahimè), e concluderemo con un piccolo accorgimento (applicabile solo ai blog con un solo autore) per rinforzare la sicurezza di WordPress.

Comprimere fogli di stile e javascript

Esistono in rete molti strumenti gratuiti che consentono di ridurre la dimensione dei file javascript e dei fogli di stile usati nel nostro sito. Nel caso dei primi, la compressione di fatto riscrive il codice sorgente, riducendo la lunghezza dei nomi delle variabili, ottimizzando i cicli e riusando il codice ove possibile. La rimozione degli a capo e degli spazi inutili, completa l’opera. Si tratta spesso di un’operazione irreversibile, quindi ti consiglio di mantenere da qualche parte una copia “in chiaro” del tuo codice, nel caso ti serva modificarlo o aggiornarlo. Per i fogli di stile, non ci si può spingere così oltre, quindi in genere ci si limita a rimuovere spazi e a capi, accorciare gli esadecimali dei colori, le spaziature ridondanti ed altri dettagli. In questo caso il processo è “tecnicamente” reversibile, ma fastidioso.

Spostiamo tutto in fondo

Sempre stando a quanto suggerito da strumenti di analisi del codice come Google Page Speed e YSlow, ho spostato il codice javascript che uso per far funzionare la baracca, in fondo alla pagina. Dato il modo in cui il browser disegna la generica pagina, pare convenga fargli eseguire il javascript il più tardi possibile, così intanto può concentrarsi sul mostrare l’impaginazione, per poi passare agli effetti speciali. Per questo a volte, sul mio blog, si nota qualche secondo di ritardo tra il caricamento della pagina e l’apparizione della barretta scorrevole. Preferisco così: il contenuto è, a mio parere, più importante di un gingillo che fa su e giù 🙂 Al contrario, i fogli di stile devono stare il più in alto possibile, per essere caricati (ed usati) subito dal browser.

Filtrare l’accesso al pannello di controllo

Una delle interessanti opzioni offerte da WordPress è la possibilità di attivare il protocollo HTTPS per l’accesso al pannello di amministrazione del sistema. Sfortunatamente la maggior parte dei provider (compreso Tophost, ahimè) non offre questa funzionalità sui propri domini: il protocollo sicuro richiede l’installazione di un certificato per ogni sito, e complica le cose nei server con molti domini. Allora, per evitare di trovarmi un giorno tutti gli articoli cancellati per mano di qualche buontempone, ho aggiunto una regola al mio .htaccess che consente l’accesso all’amministrazione solo da determinati indirizzi IP:

# Allow access to admin area only from given IP addresses
RewriteCond %{REQUEST_URI} ^/(wp-login|wp-admin)
RewriteCond %{HTTP_HOST} www.duechiacchiere.it [NC]
RewriteCond %{REMOTE_ADDR} !12\.123\.[0-9]{1,3}\.[0-9]{1,3}
RewriteCond %{REMOTE_ADDR} !32\.200\.[0-9]{1,3}\.[0-9]{1,3}
RewriteRule . /index.php [L]

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Emanuele
Ospite

Puoi anche usare .htpassword in modo da far richiedere una password da Apache ad ogni accesso verso tutto ciò che sta in /wp-admin/.
Ciao,
Emanuele

CyberAngel
Ospite
CyberAngel

@Emanuele: e come si fa? 😕

camu
Ospite
camu

@Emanuele: ottimo suggerimento 🙂