the help, essere neri negli anni 60

L’altra sera abbiamo noleggiato The Help, uno dei film più acclamati durante gli Oscar 2012. Personalmente preferisco guardare qualcosa di leggero, per smaltire lo stress dopo una dura giornata di lavoro, ma mi sono lasciato convincere dalla moglie, che ha un senso cinematografico più spiccato del mio. E devo riconoscere che ne è valsa la pena: per capire il Paese dove vivi, devi anche leggerne la sua storia. Che nel caso degli Stati Uniti negli anni Sessanta, è rappresentata dalla difficile integrazione tra bianchi e neri, tra quelli fedeli all’approccio inglese aristocratico e coloro che più umilmente guardano alla persona piuttosto che al colore della pelle. Emma Stone e Viola Davis, dirette da un bravissimo Tate Taylor, hanno saputo creare una piccola opera d’arte, che nulla ha da invidiare ai colossi del genere. Prima di continuare, ti ricordo che nel seguito parlerò della trama, quindi se non vuoi rovinarti la sorpresa, fermati pure qui.

La locandina del film, con le protagoniste

Eugenia è una giovane ragazza anticonformista, appena diplomata all’università del Mississipi che, contrariamente a quello che la sua famiglia e tutte le sue amiche si aspettano da lei, vuole fare la scrittrice. Si rivolge al giornale locale, che le assegna la rubrica dei consigli di economia domestica. Trattandosi per lei di un terreno del tutto inesplorato, si rivolge alla badante di colore della sua migliore amica, per farsi aiutare a rispondere in modo adeguato alle lettere problematiche delle casalinghe. Da questo rapporto superficiale con Aibileen, Eugenia pian piano si rende conto della difficile condizione in cui queste donne sono costrette a vivere, al servizio di supponenti donne bianche che le trattano come appestate, appartenenti a una classe sociale ed esistenziale ben al di sotto della norma. Addirittura c’è chi si batte per far aver loro bagni separati, possibilmente fuori in giardino.

E pensare che sono proprio queste donne a crescere i loro bambini, a prendersi cura di loro e amarli quando i loro genitori sono troppo impegnati a lucidare la propria facciata pubblica. Succede così che Aibileen inizia a raccontare la sua storia ad Eugenia che, incoraggiata da un editore di New York, viene coinvolta nella scrittura di un progetto segreto sulle storie mai raccontate delle cameriere di colore della cittadina. 

Tate Taylor tratta la storia di The Help con estrema accuratezza e delicatezza, senza strapparla via dal suo contesto letterario naturale. Nel suo lavoro si intravede tutto l’affetto che prova nei confronti del progetto e dei suoi protagonisti, che accarezza con la macchina da presa e lascia liberi di padroneggiare la scena. La sua è una regia quasi delicata, studiata in modo da esaltare la recitazione di un cast da premio Oscar, davvero eccezionale in ogni sua interpretazione.

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soloparolesparse
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Un film davvero splendido, pacato e capace di raccontare con delicatezza un periodo terribile della storia americana.