semplicemente non c’è più

Il titolo ti sarà sembrato quanto meno criptico a prima occhiata, immagino. L’altro giorno, approfittando di un momento di noia durante un corso di aggiornamento su uno dei software che usiamo al lavoro (ma mi raccomando, non dirlo al mio capo), mi sono messo a pulire l’elenco dei feed a cui sono sottoscritto, come di solito faccio una volta all’anno intorno a questo periodo. Eliminando i blog deceduti e quelli che non m’interessa più seguire. Se in quest’ultima categoria ce n’erano solo un paio, i diari passati a miglior vita erano invece una ventina su un totale di circa 100 sottoscrizioni. Son due le cose: o io seguo blogger demotivati, oppure il tasso di mortalità, complice le nuove piattaforme come Facebook e FriendFeed, cresce ogni giorno di più. Non citerò l’elenco dei caduti, nel rispetto del loro dolore, ma faccio un’eccezione per un blog a cui tenevo molto: semplicemente.org. Il cui tema principale era l’accessibilità nel panorama italiano, e tutte le sue sfaccettature.

Riporto le toccanti parole che l’autore ha voluto lasciare sulla lapide all’ingresso:

L’accessibilità in Italia è oggi a un punto morto. La mia opinione è che a questo fallimento abbiano concorso la nostra tendenza a trasformare tutto, compresa la responsabilità sociale, in uno strumento per nutrire interessi corporativi o personali, insieme ad alcuni oggettivi errori dal punto di vista legislativo.

Così, gli ultimi cinque anni hanno visto la buffa competizione tra improbabili “guru” dell’accessibilità, insieme alla naturale proliferazione di professionisti improvvisati, in un’arena governata dall’incertezza normativa e, a volte, dal triste spettacolo dell’opportunismo politico.

Non stupiamoci, quindi, se nel nostro paese le aziende considerano ancora l’accessibilità solo come un costo o, peggio, una questione filantropica, e designer e project manager la percepiscono come un fastidio o, più semplicemente, non ne sanno nulla.

10
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5 Comment authors
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Emanuele
Ospite

No ma aspetta. Quel sito che tratta l’accessibilità mette in home un js (primo problema) per trasformare le parole in immagini (secondo problema, il testo nell’html c’è ma non è più selezionabile dall’utente) e non inserisce l’alt nelle immagini e un titolo nei link?
Ok, io non lo conosco e da come ne parli credo facesse un buon lavoro in passato, ma certe uscite di scena stonano eh.
Ciao,
Emanuele

camu
Ospite
camu

@Emanuele: secondo me lo sta facendo perché è passato al lato oscuro della forza 😛

Emanuele
Ospite

O semplicemente – quel tema – era un lavoro non più redditizio per lui? Io certe attenzioni le ho non perché le vedo come un lavoro ma perché rappresentano un valore per me. La differenza è tutta qui.
Ciao,
Emanuele

camu
Admin

@Emanuele: boh, questa è una cosa che bisognerebbe chiedere al Bertoni. Io mi limito soltanto a compiangere la scomparsa del suo blog…

Andrea Pinti
Ospite

@camu: Non voglio fare il copione sfigato ma anche io ho subito notato la stranezza del testo. Dando una rapida occhiata al sorgente ci sono rimasto un po’ così, senza alt ne title ne tantomeno doctype… Boh?
Il codice del buon Camu è invece qualcosa da appendere sui muri di ogni webagency o presunta tale, anche l’indentatura è perfetta!

camu
Admin

@Andrea Pinti: LOL, sei uno dei pochi che ha notato la mia perfezione maniacale per i dettagli anche dietro le quinte, quasi quasi meriti un premio! Riguardo a semplicemente.org, forse allora sono io che negli scorsi anni avevo sopravvalutato l’autore?

Caigo
Ospite

Non entro nello specifico del “misterioso caso di semplicemente.org”.
Mi limito a fare gli scongiuri con la speranza che tanti bei blog non passino a miglior (?) vita, anzi…per ognuno che se ne va spero ne appaia uno nuovo più “sano e forte” che mai. 🙂

camu
Admin

@Caigo: allora preghiamo tutti insieme 🙂

Francesco
Ospite

L’ttributo ‘title’ nei link non è proprio essenziale se il testo del collegamento è significativo, come deve essere.
Che ne pensate?

camu
Admin

@Francesco: infatti anche io adotto quest’approccio, il rumore di fondo non è utile a nessuno. Se un link si spiega da solo, perché aggiungere una noiosa pappardella nel title? I non vedenti non sono mica scemi, in fondo!