quando l’articolo non si trova

Capita a volte di cancellare un articolo o una data pagina del proprio blog, magari perché contiene informazioni non aggiornate o comunque perché non ha  senso che stia più a disposizione dei visitatori. Se però nel frattempo qualcuno aveva inserito nel proprio sito un collegamento a quella pagina, chi seguirà il link si troverà di fronte un laconico errore 404 del server, o nella migliore delle ipotesi il messaggio predefinito di WordPress, che più di tanto non aiuta a ritrovare l’informazione desiderata. Il povero visitatore sperduto, non potrà far altro che abbandonare il sito, sconsolato e deluso, e probabilmente non ci tornerà mai più. Certamente non è questo che vogliamo: la cosiddetta user retention passa anche da una gestione accurata degli errori che possono verificarsi durante la navigazione. Per fortuna WordPress ci viene incontro anche in tal senso.

In una delle precedenti puntate di questa serie (che oggi ci vede praticamente oltre il giro di boa), ho spiegato come un template di WordPress sia costituito da tanti piccoli tasselli, che messi insieme compongono la pagina che il visitatore vede quando accede al sito: l’intestazione, la barra di navigazione laterale, il piè di pagina e via dicendo. In genere è la pagina index.php che li organizza insieme, ma è possibile usarli anche all’interno della pagina 404.php (il nome è fondamentale), che risiederà sempre all’interno della cartella del tuo tema. Per cominciare puoi copiare index.php in un nuovo file che chiamerai appunto 404.php. Solo che invece del Loop che mostra i post (se non sai di cosa sto parlando, vai a dare un’occhiata al manuale in inglese di WordPress), avrai un messaggio statico, in cui informi l’utente che la pagina non esiste più, dandogli comunque delle alternative su come proseguire il viaggio all’interno del sito.

Facciamolo… strano

Esiste in rete una “corrente di pensiero” sul come rendere meno traumatico l’errore 404, e consiste nel fornire generalmente un messaggio divertente, o comunque che non sia noioso. Questo coglie di sorpresa l’utente, e lo invoglia a dare una sbirciata al resto del sito. Tant’è che nel mio caso circa il 30% di coloro che atterrano sulla mia pagina 404, non escono direttamente ma visitano almeno un’altra pagina. Non è una cifra miracolosa, ma sempre meglio di nulla. Non metto un link ad una pagina inesistente per non far scontento Google, quindi trovatela da solo 🙂

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Paolo
Ospite

Un altro fantastico suggerimento. A mio parere Homer stona nel contesto del tuo tema, ma devo ammettere che hai avuto una genialata 😀

camu
Admin

Si accettano suggerimenti su cosa mettere al posto di Homer, che è stato scelto semplicemente perché la città dove abito qui si chiama Springfield 🙂