l’uomo dell’anno

Facendo riferimento alle vicende politiche di casa nostra, consiglierei agli esponenti di entrambi gli schieramenti di guardare il film L’uomo dell’anno con Robin Williams. La trama racconta di un famoso comico nazionale che decide, forte della spinta del pubblico anche tramite i blog (potenza mediatica dei diari d’oltreoceano), di candidarsi come Presidente degli Stati Uniti. Un errore nel programma di conteggio dei voti si rivela provvidenziale, facendolo risultare vincitore con un’ampia maggioranza.

Autoironia, questa sconosciuta 

I politici del Belpaese dovrebbero davvero prendere esempio da certe pellicole, per il modo in cui gli americani sanno prendere in giro la propria politica, il sistema delle lobby, il presidente in persona. Noi europei siamo ancora troppo ingessati, per un senso delle istituzioni che non percepiamo, che sentiamo lontane. Nei dibattiti americani alle spalle degli “sfidanti” campeggia la bandiera americana, in quelli italiani i simboli di partito. Quando vince il candidato di una coalizione francese per la corsa all’Eliseo, suona la marsigliese, da noi al massimo si sentirà l’inno di Forza Italia o altre canzoni popolari.

Un protagonista d’eccezione 

Robin Williams, che seguo da quando interpretava l’alieno stralunato (è proprio il caso di dirlo) insieme alla ragazza Mindy, disegna un personaggio pieno di stile e sfumature, un uomo che sa prendersi in giro in ogni occasione, ma che sotto la maschera del teatrante nasconde uno spessore morale che conquista il pubblico. Te lo immagini, da noi, un film che racconta la strada fatta da Napolitano per arrivare al Quirinale? Non so quanto sarebbe altrettanto coinvolgente.

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