l’ecosistema android fa paura ad apple

Illuminante articolo, quello che leggevo l’altro giorno su Wired. Che spiega un po’ la storia di Android, il sistema operativo mobile marchiato Google, che recentemente ha superato come diffusione quello prodotto dallo zio Steve Jobs. E fa un parallelo con la battaglia che una ventina d’anni fa si è combattuta tra Apple e Microsoft per il dominio dei sistemi desktop. Solo che stavolta è la mela morsicata ad essere dalla parte dei “cattivi”, mettendo in pratica proprio quelle manovre protezionistiche che per anni hanno fatto di Bill Gates l’incarnazione di tutto il male del mondo.

Con la differenza che nessuno osa adesso farsi beffa del sistema chiuso e sigillato di Cupertino: gente che fino a 10 anni fa si strappava i capelli perché Windows non aveva mai rilasciato i codici sorgenti del proprio sistema, ora tace e fa finta di nulla. Anzi, come la famosa volpe che non arriva all’uva, inizio a leggere in giro pareri di “esperti” secondo cui Wired non vale la carta su cui è stampato 🙂

Un passaggio (che mi sono permesso di tradurre in Italiano), riassume quello che io vado pensando da anni:

La competizione non farà altro che riscaldarsi sempre più. Android non si limita ad usare un operatore telefonico alternativo ad AT&T, un’ampia varietà di piattaforme ed un software diverso dall’iPhone; rappresenta una visione radicalmente diversa dell’industria mobile. Apple è ossessionata dal controllare ogni dettaglio dell’iPhone. Ne costruisce l’hardware. Ne progetta il sistema operativo. Ne gestisce la campagna di marketing. E ne cura l’unico veicolo per distribuire le applicazioni, respingendo programmi che ritiene potenzialmente offensivi o semplicemente una minaccia al proprio business. Che dire, ad esempio, di queste app rispedite al mittente: Google Voice, iBoobs ed un fumetto di satira politica del premio Pulitzer Mark Fiore?

Android, al contrario, si vanta della totale mancanza di controllo. Regala il sistema operativo a chiunque ne voglia far uso (sebbene i produttori di cellulari debbano inviare un prototipo del telefono per una serie di test, se vogliono che abbia accesso al mercato delle applicazioni). Android non passa al setaccio le app prima che vengano aggiunte al marketplace, ritirandole solo in caso di lamentele diffuse da parte degli utenti. I produttori, inoltre, controllano l’aspetto del sistema operativo, per adattarlo ai propri telefoni.

No, questa sfida non riguarda semplicemente una manciata di telefoni. Questi dispositivi mobili stanno diventando, non si può negarlo, i nostri computer “primari”. Nel quarto trimestre del 2010, le vendite di smartphone hanno superato quelle di PC e portatili. Ed i tablet, come iPad e Motorola Xoom, sono visti come un potenziale sostituto del personal computer. Gli utenti iniziano già a dividersi in due armate, proprio come successe negli anni 80 e 90, solo che ora Apple compete contro Google, non più Microsoft. Ed il risultato di questa sfida si rifletterà, senza ombra di dubbio, sul nostro modo di usare i computer in futuro.

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MatteoTrapTrapArquencamu Recent comment authors
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evilripper
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articolo molto interessante, sembra veramente di essere tornati indietro nel tempo… speriamo che non si formino delle bolle troppo grosse anche nel settore mobile! 😀
ps
son passato da poco da Symbian ad Android… veramente un ottimo sistema operativo che su un Nexus S va veramente bene! 😀
tu che telefono hai?

Arquen
Ospite
Arquen

Io sotto questo aspetto sono talmente tecnologico che uso ancora un comunissimo telefonino, e il massimo è quando invia gli sms. 😀

Trap
Ospite
Trap

voglio approfittare dell’offerta della Vodafone che il mese prossimo farà uscire un telefono Android al modico prezzo di 90 euro, un Huawei U8160 (l’erede dell’Ideos, uscito a dicembre a 99 euro).

Matteo
Ospite
Matteo

un saluto affettuoso da un felice utlizzatore di Nexus S. L’avresti mai detto? 😉