l’economia del gratuito

Prendo spunto da alcuni interventi apparsi in questi giorni su un paio di blog che seguo: dBlog (marlenek) e Maestrini per Caso (vanz). La discussione, sicuramente attuale ed interessante, nasce da una domanda ben precisa, che specialmente i neofiti della rete, tendono spesso a porsi: ma perché la gente mantiene un blog? O ancora, perché sviluppa gratuitamente componenti, software, estensioni, manuali. Dove è il guadagno in tutto questo? La risposta, è scortese ma necessario, si nascone in un’altra domanda: chi ha detto che ci deve essere per forza un guadagno?

(da dBlog) Eppure il ritorno c’è, ed eccoci al punto. La possibilità di mettersi in relazione con nuove persone, lo scambio culturale, il tempo, la soddisfazione, il senso di gruppo, il “c’ero anche io”, la curiosità, la gratitudine ed il ricordo (come dice Vanz), i feedback, un po’ di sano egocentrismo, ecc… fanno parte del ritorno di chi ha contribuito attivamente. E si tratta di un ritorno accessibile a tutti. Il nuovo utente del web, questo, lo capisce in fretta: tanto più utilizza Internet quanto più velocemente si abituerà all’idea ed inizierà a farne parte in prima persona. Il fenomeno dei blog è solo un esempio.

La cosa mi trova assolutamente d’accordo: in un intervento di qualche tempo fa, avevo già affrontato il problema. Credo che, come dice giustamente Vanz nel suo articolo, non tutto si debba misurare in termini economici.

(da Maestrini per Caso) Quello che le persone desiderano persino più di una soluzione ai loro problemi, reali o immaginari che siano, è solidarietà umana. “Sì, anch’io m’incazzo quando il sito è inchiodato, sì anche a me piaceva Eddie Guerrero.” Ed è vero. E non puoi fingerlo, se non è vero. Non ci cascano.

Una risposta umana, insomma. Ancora prima del “grazie per avermi risolto il problema”, la reazione che riceviamo è “grazie per avermi risposto da essere umano”. E se qui qualcuno sta pensando “ma quelli sono gente strana che si accontenta di poco” si sbaglia. E di grosso.

Un gesto non per forza assume un significato analizzandolo solo dal punto di vista “del soldo”; il tempo impiegato a curare un blog o a sviluppare un plugin, è un valore che non si misura né col costo orario dei dipendenti né con le page view, ed è un valore che resta. Nel ricordo. Nella gratitudine. Della gente.

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