last resort, la nuova serie del mistero

Con l’arrivo dell’autunno, riprende la stagione televisiva americana: come quando si torna a scuola, è bello vedere vecchi amici e nuove facce, e scoprire cos’ha da offrire ognuno di loro. Questo è il sentimento con cui sbircio i vari palinsesti, sperando che i miei programmi preferiti siano stati rinnovati per un altro anno, e cercando qualcosa di nuovo per rilassarmi la sera davanti alla tv. Tra questi, una serie promettente sembra essere Last Resort, rivolta principalmente ai telespettatori che hanno amato film come Bourne Identity o Mission: Impossible. La cosa che mi ha lasciato piacevolmente sorpreso, comunque, è che quasi in contemporanea all’America, questo programma verrà trasmesso in Italia da Fox (presente anche su Facebook), ogni Lunedì alle 21 (il doppiaggio ha fatto passi da gigante dai tempi di Ferruccio Amendola) e poi alle 21.50 in lingua originale.

La trama è incentrata sulle avventure dell’equipaggio di un sottomarino militare. La prima puntata si apre con un ordine al capitano Marco Chaplin di lanciare missili nucleari sul Pakistan. Fiutando qualcosa di sospetto, sia lui che il suo vice cercano conferme attraverso canali secondari, prima di scagliare l’attacco. Stranamente, invece di essere aiutati, vengono attaccati all’improvviso da fuoco amico. Il mistero s’infittisce man mano che l’episodio va avanti, ed il famoso “fil di lana” che rischia di spezzarsi ad ogni scena, tiene gli spettatori con il fiato sospeso. La speranza, a questo punto, è che gli autori siano in grado di sviluppare la storia in maniera altrettanto coinvolgente, senza lasciarsi tentare dalle chimere dell’ispirazione che hanno macchiato grandi produzioni come Heroes o Lost. Da quest’ultimo in particolare Last Resort sicuramente prende in prestito un certo stile narrativo, per la gioia degli orfani di Jack e John Locke.

 

Personalmente, ho gradito il ritorno di Andre Braugher, attore di colore già visto al fianco del dottor House, stavolta in un ruolo da protagonista degno del suo spessore. Ed ho già programmato il mio media center per registrare le prossime puntate, in modo da poterle guardare con calma sull’autobus mentre mi reco al lavoro la mattina.

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