intervista al creatore di alypo

L’appuntamento settimanale con le interviste doppie vede oggi una versione “speciale” in cui ho deciso di fare due chiacchiere (e te pareva) con il team che sta dietro al servizio Alypo. Un sito dove trovare fonti per calmare la sete del tuo client BitTorrent, e saturare la banda inutilizzata della tua linea ad alta velocità. L’ho scoperto qualche mese fa e trattandosi di una cosa made in Italy, non ho resistito a darne visibilità sul mio blog: in fondo mica solo gli anglofoni sono bravi a sviluppare cose in rete 😉 Lascio dunque la parola al responsabile di Alypo, che ci racconta come è nata la loro idea.

Come nasce l’idea del tuo servizio?

Quando ho deciso di creare Alypo l’ho fatto pensando a quanti intermediari dobbiamo pagare nella nostra vita per avere un servizio. Provate a pensarci bene e scoprirete una miriade di società, consulenti, manager che lucrano su un qualcosa che non è stato prodotto da loro. Ad esempio un cantante che incide un album riceve solo l’8% di tutti i guadagni che derivano dalla sua opera. Il restante 92% se lo pappano le major e tutta la catena distributiva.

E tu come risolveresti il problema?

Ecco, io sogno un mondo senza intermediari dove il produttore ed il suo fan siano in contatto diretto, dove il produttore dell’opera guadagni il 100% degli introiti ricevuti ed il sostenitore abbia un accesso al prodotto diretto e veloce. Così nasce Alypo che in sostanza è un banalissimo sito BitTorrent (proprio come ThePirateBay) ma che punta solo a contenuti legali sotto licenza creative commons utilizzando la piattaforma PayPal per lo scambio di denaro.

Dunque, come funziona?

Il meccanismo è molto semplice: ogni autore pubblica la propria opera scegliendo la licenza creative commons, il formato e decide quale forma di sostentamento utilizzare tra gratuita, donazione e prezzo fisso. Ogni upload costa 1 dollaro. Un volta completato il caricamento del file torrent ogni utente potrà scaricare l’opera e pagare, se necessario, l’artista. Per ogni transazione Alypo non prende nulla ma va tutto al creatore dell’opera.

Non ti sembra troppo caro?

Pagare 1 dollaro per ogni upload può sembrare una follia ma a mio avviso l’era del tutto gratis sul web sta finendo (ne sanno qualcosa gli editori che iniziano a far pagare le news dei loro giornali). Un sito costa e la pubblicità è una variabile troppo instabile. Alypo si rivolge a tutto quel mondo indipendente che non ha santi in paradiso, che ha avuto sempre tutte le porte chiuse o che semplicemente è stufo di ricevere pochi spiccioli per quello che produce. In Alypo niente materiale sotto copyright. Spero di creare una comunità che nasca dal basso, che possa condividere contenuti ed idee in modo equo e nel pieno rispetto reciproco.

Non so se l’idea piacerà a molti o a nessuno ma sono comunque felice di aver dato il mio contributo a sperimentare qualcosa di nuovo e vedere l’effetto che fa. Se vi va, aggiungetemi anche su Facebook, oppure venitemi a trovare su MySpace.

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