il pendolo inverso è in città

il carrello da passeggio con le ruote in lineaÈ stata davvero un’esperienza divertente passeggiare per la città, e vedermi passare tutto d’un tratto un aggeggio come quello qui nella foto a fianco. Un ragazzo ovviamente cosciente di essere al centro dell’attenzione, faceva pubblicità a non-mi-ricordo-cosa, girando per i marciapiedi con il suo giocattolo nuovo. Chissà, magari un giorno tutti noi invece che camminare, andremo a spasso cavalcando uno di questi bolidi, piccoli concentrati di tecnologia. Che dimostrano come le applicazioni della fisica, a volte, non sono solo sui libri di scuola.

L’idea che è alla base di questo oggetto che sembra quasi “sbucato dal futuro” , è nota da secoli ai fisici che popolano le nostre università ed i licei: il pendolo inverso. Di certo hai presente in mente l’immagine di un orologio a pendolo, che scandisce i secondi, i minuti, le ore. Questo è qualcosa di simile: prova a tenere una penna su un dito e a farla stare in equilibrio il più possibile. Probabilmente non riuscirai a resistere pochi secondi. Questo è dovuto al fatto che il tuo cervello, per quanto potente e capace, non è in grado di valutare con sufficiente velocità, i cambiamenti nelle forze che, da tutte le parti, spingono e tirano la povera penna.

E se al posto del cervello ci si mettesse un computer? Probabilmente riuscirebbe nell’impresa di far rimanere la penna in equilibrio, spostando la base su cui si regge opportunamente, per bilanciare le forze. Personalmente, in passato ho avuto modo di “giocare” con queste cose, e se non fosse per i cambiamenti lavorativi, oggi forse sarei un topo di laboratorio intento a programmare su queste cose. Ma l’entusiasmo più grande mi viene quando vedo che certe idee, per quanto apparentemente inutili e fini e se stesse (a chi serve saper tenere in equilibrio una penna?), alla fine trovano una bella applicazione pratica. Il caso del carrello con ruote parallele è un esempio immediato del pendolo inverso, applicato alla vita di tutti i giorni. E bisogna ammettere che il piccolo computer infilato dentro questo aggeggio è davvero bravo: il ragazzo sul marciapiede sembrava stabile quanto me, sul suo ronzino (è proprio il caso di dirlo, visto il rumore che faceva) elettrico.

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Bellissimo Articolo. Complimenti per il blog. Ritornerò.