il codice da vinci

il quadro monna lisa di leonardoIl mercoledì, si sa, è tempo di sconti al cinema. Allora cosa c’è di meglio che andare a guardare uno dei film più “chiacchierati” del momento in compagnia degli amici? Ad esempio Il Codice Da Vinci, del quale addirittura l’Opus Dei si è occupata direttamente. Tratto dall’omonimo libro di Dan Brown, ha suscitato polemiche un po’ in tutto il mondo, per la sua trama molto “forte” . Senza toglierti il gusto di sapere “come va a finire” (anche se hai già letto il libro), posso dirti quello che mi è piaciuto di questo racconto lungo circa tre ore.

La storia affronta il tema del Santo Graal, il calice che da sempre si crede essere quello in cui Gesù Cristo ha bevuto durante l’ultima cena. Nel quale è stato trasformato il vino in sangue, il sangue versato dal Sommo Profeta per salvare e redimere l’umanità intera dal peccato in cui era avvolta. Fin qui, si potrebbe dire, nulla di nuovo all’orizzonte. A trovare questa misteriosa coppa ci hanno già pensato Indiana Jones, Monty Python e tanti altri.

Ma a guardare bene nel famoso affresco di Leonardo Da Vinci sull’Ultima Cena, non viene rappresentata nessuna coppa nelle vicinanze del Cristo. Possibile che lo scienziato italiano non sapesse nulla di questo tesoro di inestimabile valore? Oppure al contrario aveva capito tutto: il Graal non era un oggetto, ma una persona; San Graal diventava Sang Raal, ovvero Sangue Reale. Questa persona sarebbe stata colei che portava in se il sangue reale di Gesù.

Volutamente ho usato “colei” al femminile: secondo il film, questa persona era una donna, più precisamente la moglie di Gesù. Il quale ha sì fatto i miracoli e predicato le cose che troviamo oggi scritte nei Vangeli (sia quelli autorizzati che quelli apocrifi), ma è anche stato uomo che ha sposato una donna e avuto dei figli. Da cui deriva una discendenza che ancora oggi sarebbe viva, in mezzo a noi.

La Chiesa Cattolica ha subito messo le mani avanti, smentendo ogni passaggio della storia, che stando alle ricostruzioni effettuate, si baserebbe su di un miscuglio di verità e invenzioni. Personalmente non entro nel merito della verità o meno del dubbio insinuato da Dan Brown, però ho notato in me una accresciuta voglia di riscoprire la storia, dal riconoscimento del cristianesimo da parte di Costantino, al Concilio di Nicea, a fatti più recenti. Quindi ben vengano film e libri come questo, se stimolano uno spirito di cultura e di curiosità.

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Il film è la brutta copia del libro. Se uno non ha letto il libro, molte cose non le capirà, perché il film è fatto per chi ha letto il libro. Inoltre nel film mancano un paio di scene importanti.