i dolori del giovane… elettricista

In questi due anni da proprietari di abitazione, abbiamo imparato che comprare una casa vuol dire, tra le altre cose, passare un bel po’ di tempo a sistemare tutte le cose che non vanno, o semplicemente effettuare lavori di miglioramento funzionale o estetico. E vuol dire anche imparare ad indossare vari cappelli, come dicono da queste parti: giardiniere, imbianchino, idraulico ed anche elettricista. Quest’ultimo in particolare, è un mestiere che devi saper fare, se non vuoi rischiare di rimanere fulminato al primo cavo che tocchi. Così è capitato che qualche settimana fa, in maniera apparentemente inspiegabile, metà casa è di colpo rimasta al buio. Sono serviti un paio di giorni di “studio” e l’aiuto telefonico del cognato elettricista per trovare il bandolo della matassa. Ho pensato di condividere questa storia qui con te, anche per raccontarti come funzionano gli impianti elettrici americani.

La prima differenza sostanziale, almeno per le case singole, è che il contatore elettrico e l’interruttore sono due cose separate e distinte. Del primo si occupa la compagnia che fornisce la corrente, del secondo è responsabile il proprietario. In realtà dovrei dire “dei secondi”: una bella idea che in Italia è poco diffusa, è quella di avere interruttori diversi per varie parti della casa.

Ad esempio, uno stacca tutte le prese di corrente della cucina, un altro stacca la lavatrice, un altro ancora la caldaia ed il frigorifero, e via dicendo. Come mostra la figura qui sopra, gli interruttori sono in genere due per ogni “riga” del cosiddetto pannello. Il precedente proprietario aveva lasciato istruzioni più o meno attendibili su cosa comandassero i vari interruttori, ma in alcuni casi la “mappa” non tornava. Così la prima mezza giornata l’ho spesa a rimappare totalmente tutti i punti di corrente della casa: prese, lampadari, apri-cancello, caldaia. Così da capire quali interruttori generali fossero affetti dal guasto. Risultato: i breakers, come si chiamano qui, non funzionavano a righe alterne. Chiamo il cognato elettricista, che lapidario emette il verdetto: una delle due “gambe” (già, si chiamano proprio legs) che arrivano dalla strada ha un guasto.

Già, perché la compagnia elettrica porta in casa due fili, ognuno con più o meno 110 volt di corrente. Così quando c’è da far funzionare macchinari grossi, come ad esempio la pompa dell’impianto di condizionamento, si usano entrambi i fili (220 volt), mentre per tutto il resto se ne usa uno solo. I due cavi arrivano al pannello degli interruttori, ai quali sono collegati (e qui si svela il mistero) a righe alterne: il “bus” 1 è collegato alle righe 1, 3, 5, 7 e via dicendo, mentre il secondo è collegato alle righe 2, 4, 6, 8, ecc. Ci è quindi bastato telefonare alla compagnia per avere un tecnico a casa in un paio d’ore. Il tipo m’ha subito fatto notare che nel punto in cui il cavo entra nel muro, uno dei due fili s’era ossidato e sconnesso. Una nuova giunzione ha risolto tutto in meno di 5 minuti.

Per me è stata comunque una bella esperienza, perché m’ha consentito di imparare una cosa nuova e di sapere, adesso, quale interruttore devo staccare nel pannello se devo cambiare una presa di corrente 🙂

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6 Comment authors
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elfonora
Ospite

impara l’arte e mettila da parte, un giorno questo post mi sarà utile!

camu
Admin

@elfonora: beh via, ti auguro proprio di no 🙂

fiordicactus
Ospite
fiordicactus

Nuove idee dall’America, questa degli “interruttori” per varie zone e non uno solo per tutta la casa è da copiare! 🙂

Grazie! Ciao, R

CyberAngel
Ospite
CyberAngel

Credo che anche in Italia si sia adottato da tempo la possibilità di “staccare” le varie parti in casa. Perlomeno a casa mia è così…

camu
Ospite
camu

@CyberAngel: interessante, allora vogliamo le foto 🙂

Trap
Ospite
Trap

@CyberAngel: confermo, anche a casa mia è così. E pure quella dei miei genitori, ristrutturata nel 1996.

Trap
Ospite
Trap

@camu: manca il calcolo della resistenza 😀

camu
Admin

@Trap: beh, a dirla tutta gli interruttori sono anche di diversi amperaggi, a seconda di quello che c’è collegato. Tipo uno serve l’intero seminterrato (lavatrice ed asciugatrice escluse) ed è da 20 Ampere, non è un po’ poco?

Trap
Ospite
Trap

@camu: W = V * A , giusto? 🙂

lupo
Ospite
lupo

Ho 50 anni e da quando ho iniziato le scuole superiori (14 anni) ci insegnavano a dividere le linee elettriche …luce giorno luce notte , fm giorno fm notte e se piu piani la stessa cosa fm cucina fm bagno oggi faccio lelettricista ed ho sempre realizzato cosi i miei impianti ma anche altri miei colleghi fanno la stessa cosa ..,,, lamerica e arrivata credo dopo…@Trap:

claudio
Ospite

In pratica ti portano sia il 110 monofase che il 220 “quasi” trifase.
Visto che il povero 110 era per la minor pericolosita’ se lo portano cosi’ tanto vale…
Cmq se il neutro e la terra corrispondono non devono aver pochi casini.
Il differenziale e’ montato?
2200VA non sono pochi per il seminterrato.

per trap:
W=V*A*cosfi
VA=V*A
VA=W quando sei in CC o il tuo carico e’ una lampadina ad incandescenza o una stufetta.
Un motore ha un fattore di potenza (il cosfi) di 0.6 una resistenza di 1 e un gruppo alimentatore+fl circa 0.7.

CyberAngel
Ospite
CyberAngel

cosfi immagino sia il cos(phi)., giusto?

claudio
Ospite

cos?, gia’ noi vecchi babbioni (e relativi prof) odiando le morte lingue ma occorrendoci, ahime’, simbolismi lo si scriveva anche in tal maniera
🙂

CyberAngel
Ospite
CyberAngel

@claudio: beh la “traduzione” in alfabeto latino della lettera greca ? è Phi. 😉 (link: http://it.wikipedia.org/wiki/Phi_%28lettera%29)

camu
Admin

Ecco, quello che temevo s’è avverato, ho svegliato l’animo ingegneristico dei miei lettori 🙂 Beh, ora che so che tra voi c’è gente che di queste cose se ne intende (io al corso di Fisica dormivo sempre o comunque ci capivo sempre poco), la prossima volta vi interpello immediatamente…

@claudio, ma terra e neutro non sono la stessa cosa? 🙂

claudio
Ospite

no, non sono la stessa cosa. Prendo un po’ di licenze. La terra e’ “geografica” metti una punta per terra del tester e la misuri. La “messa a terra” viene realizzata tramite spade che vengono conficcate nel terreno affinche’ abbiano lo stesso potenziale del terreno. da qui il nome. In neutro e’ il riferimento del sistema distributivo. in realta’ e’ il centro stella (la CA nasce trifase) del sistema e le societa’ distribuiscono il centro con un’estremita’ (monofase 220V in italia 110 usa, 240 UK) e 380 se misurata fra le estremita’ (in usa immagino 190V). Anche se l’ente elettrico… Leggi il resto »

camu
Admin

@claudio: ma tu sei fantastico 🙂 Per caso fai anche lezioni private? Dico sul serio, un po’ di ripasso non mi farebbe male. E poi ho un’altra curiosità: gli interruttori a tre vie (ovvero le lampadine collegate a due interruttori indipendenti), che sono sempre stati il mio cruccio più grande…

claudio
Ospite

devo arrossire? Cmq se vuoi non ho problema, sto cercando infatti di iniziare ad insegnare. Mi piace farlo e ho appena spiegat ad un superingeGniere che fa impianti grandi come un caseggiato la storia del trifase: pare che nessuno dei suoi tanti progettisti sia stato in grado di spiegare la banalita’ della cosa senza blaterare formule a caso. Cosi’ partiro’ a sett con corsi di foto, video e pc…. =:-) Per i deviatori la cosa e’ banale; devi solo disegnarli nella maniera corretta e poi anche il mio ex-suocero lo ha capito al volo mandando a ranare l’elettricista e montando… Leggi il resto »

camu
Admin

@claudio: infatti dei tuoi interventi mi piace la semplicità con cui sono spiegate le cose, dono molto raro, specialmente in settori specifici e molto “tecnici” come questo 🙂 Se vuoi ti offro un angolino sul mio blog, dove spieghi tutto ciò: la trifase, i deviatori, ecc…

CyberAngel
Ospite
CyberAngel

Sarebbe davvero molto utile visto che non c’ho mai capito una mazza

camu
Admin

@CyberAngel: allora siamo in due…

claudio
Ospite

preparo qualcosa, forse un video.
ci ronfo sopra

fiordicactus
Ospite
fiordicactus

Ah! Ah! Ah! Ho letto tutto e poi l’ho riletto a voce alta all’Uomodellamiavita . . . e lui, elettricista della domenica, annuiva e borbottava: “Sì! . . . Eh, certo!” e cose così . . . io, che ancora adesso, malgrado gli anni mi chiedo come può la Corrente essere Alternata e non farmi accendere le lampadine come quelle dell’albero di Natale (Alternata, per me è “a volte sì a volte no!”). Per quello che riguarda l’elettricità, sono anni che faccio “atto di fede”! 🙂 Se Claudio terrà lezioni di elettricità le paserò all’Udmv e ringrazio tutti voi .… Leggi il resto »

camu
Admin

@fiordicactus: insomma, per claudio un vero plebiscito popolare 🙂