i bambini in italia non sono ancora tutti uguali

Più o meno quattro anni fa di questi tempi la moglie ed io ci recavamo al consolato americano di Napoli per completare il lungo iter burocratico che mi consentiva di varcare i confini della nazione a stelle e strisce con un permesso di soggiorno da residente. Poco più di tre anni dopo, mi ritrovavo in una stanza piena di gente di ogni razza e colore a giurare fedeltà alla bandiera americana. In questo lasso di tempo ho avuto modo di “toccare con mano” tutta la trafila necessaria, dalla modulistica alle regole sullo ius soli, che in breve garantisce la cittadinanza a chiunque sia nato sul suolo americano, a prescindere dallo status dei genitori. Non mi era però mai venuta la curiosità di sapere come funzionano le cose in Italia, sotto questo punto di vista. Lo spunto per approfondire le mie conoscenze me l’ha dato la campagna Io come Tu, che Unicef ha recentemente lanciato nel Belpaese in occasione della Giornata Mondiale per i diritti dell’infanzia che si svolge il 20 Novembre.

Ti riassumo quello che ho scoperto:

  • I bimbi nati in Italia da genitori non cittadini, non acquisiscono automaticamente la cittadinanza italiana, ma sono titolari di un permesso di soggiorno, e risultano stranieri all’anagrafe.
  • Al compimento dei 18 anni, queste persone possono richiedere la cittadinanza, ma devono fare in fretta, dato che lo Stato concede un misero anno di tempo per completare la pratica.
  • Soltanto coloro che hanno mantenuto la residenza ininterrottamente in Italia hanno diritto di presentare la domanda. Questo vuol dire che, in attesa del rilascio del permesso di soggiorno, il bimbo non può uscire dai confini nazionali, neppure per una gita con la scuola. Ed ovviamente non può andare a trovare i nonni che vivono nel Paese d’origine.
  • Nel 2012, stando all’ISTAT, i bimbi che si trovano in questa specie di limbo sono più di 500.000, nel 2010 circa l’8% degli studenti iscritti ad una scuola pubblica risultavano non cittadini

Tutto questo si traduce inevitabilmente in un sentimento di razzismo, in cui il povero bimbo immigrato è sempre visto come diverso, specialmente in un Paese che non ha una tradizione interrazziale come l’America o la Francia. A tal proposito l’UNICEF ha commissionato e presentato i risultati di un’indagine online sulla percezione del razzismo.Percezione che per i più giovani deriva non solo dalla mediazione di giornali e televisione, ma anche da esperienze tangibili vissute direttamente, in particolare in ambito scolastico. Appare significativo il fatto che, mentre il 35.9% degli adulti intervistati abbia attribuito la responsabilità del razzismo ai comportamenti erronei degli stranieri che vivono in Italia, il 35.8% degli adolescenti abbia invece attribuito la responsabilità all’ignoranza degli stessi italiani.

 

 

 

Come dicevo, il 20 novembre è la Giornata mondiale per i diritti dell’infanzia, ventunesimo anniversario dell’approvazione della Convenzione ONU sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza (20 novembre 1989), che da allora ha rappresentato un importante strumento giuridico di enunciazione e tutela dei diritti dei minori. In Italia, la convenzione è stata approvata nel 1991 e nel 1997 è stata istituita la commissione parlamentare per l’Infanzia e l’Osservatorio Nazionale per l’Infanzia. Scoprire che, a 15 anni dalla formazione di quella commissione, ancora nel Belpaese vige una normativa che discrimina i bambini fa un po’ male ed è per questo che ho deciso di aderire alla campagna, parlandone su queste pagine.

L’America, in tal senso, mi ha insegnato molto. Qui l’interazione tra razze diverse è all’ordine del giorno: la mia collega è indiana, il nostro sistemista è russo, il capo dell’helpdesk è colombiano e la direttrice della biblioteca è tedesca. Ogni anno, quando s’avvicina la Festa del Ringraziamento, organizziamo un pranzo in cui ognuno porta una pietanza tipica del proprio Paese, ed ogni volta la tavola con tutte le portata è una festa di colori, sapori ed odori. La moglie ed io quest’anno facciamo una bella teglia di lasagne, e se ci si fa anche qualche cantuccino, visto che l’anno scorso è stato uno dei dolci più apprezzati della giornata :)

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camuTrapgiglioVeero Recent comment authors
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Veero
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Veero

Ma quanto sei fortunato ad esserti ambientato come si deve in America! Leggendoti mi hai fatto venire veramente voglia di… provare l’esperienza transoceanica. Tutto questo, al di là del discorso dei bambini (che approvo e sottoscrivo, naturalmente), rimane il discorso che in Italia, discorso storico a parte, è assai complicato di parlare di “diritto di cittadinanza”. Chissà perchè non riusciamo ad unire le nostre differenze. L’America deve custodire un segreto bello grosso perchè è difficile trovare un sentimento patriottico così forte in qualsiasi altra parte del mondo, che tu sia di questa o di quella etnia, italiano o cinese. O… Leggi il resto »

giglio
Ospite
giglio

In Italia non diamo la cittadinanza, ma assistenza sanitaria e scuola gratuita a tutti, anche ai clandestini.

camu
Admin

Si, e guarda in che stato è ridotta, la sanità in Italia. La moglie del mio ex capo, quando lavoravo nel Belpaese, era dottoressa al pronto soccorso. Puoi immaginare le storie che ogni tanto lui mi raccontava, anche di gente che si fingeva malata (intasando il pronto soccorso) pur di avere in letto ed un pasto gratis 😉

E della scuola e degli insegnanti cronicamente sottopagati e con classi sovraffollate ne vogliamo parlare? Comunque anche qui la scuola è aperta a tutti, mica solo ai cittadini 😛

giglio
Ospite
giglio

@camu: La situazione non sarà rosea, ma neanche così disastrata come la descrivi….L’Italia ha più di una sfaccettatura e generalmente sui media va sempre la peggiore.
Tra grandi città e piccoli centri( assai più numerosi in Italia) ci sono grandi differenze.

camu
Admin

@giglio: per carità, lungi da ma il voler far di tutta l’erba un fascio, ma io citavo un’esperienza quasi diretta, non una cosa letta sui giornali 😉 E sfortunatamente ho avuto anche io a che fare con il pronto soccorso in Italia (in Toscana), una volta, e ti auguro di non attraversare le stesse pene che sono capitate a me…

Trap
Ospite
Trap

Tanto quando daranno il diritto di voto anche agli immigrati, alla fine la cittadinanza non servirà più 😀

camu
Admin

In Italia, dici?

Trap
Ospite
Trap

@camu: guarda qui 🙂

camu
Admin

Mi chiedo come faranno a certificare l’identità, dato che in teoria queste persone non hanno una carta d’identità, e se qualcuno non abbia già pensato a sfruttare qualche cavillo a proprio vantaggio 🙂

Insomma, il solito pastrocchio all’italiana, in cui ognuno si arrangia come può e la legge non è uguale per tutti (dato che un immigrato potrà votare a Milano o Torino ma non a Firenze o Catania). Non si faceva prima (e meglio) a passare dallo ius sanguinis allo ius solis?

Trap
Ospite
Trap

@camu: alla Sinistra servono voti, non importa se uno vota due volte per loro 😀

giglio
Ospite
giglio

10 mosse per cambiare l’Italia
al punto 9″ Diritti all’altezza dei tempi. Chi nasce in Italia è italiano, civil partnership per le coppie dello stesso sesso,registro delle coppie di fatto,fecondazione assistita il linea con l’Europa”.
Matteo Renzi Primarie 2012

camu
Admin

Siamo sicuri che il suo stesso partito lo appoggerebbe in Parlamento per dargli l’ampia maggioranza necessaria per questo tipo di riforme? Stiamo parlando di cambiare la Costituzione, mica noccioline 😉 A giudicare dalla posizione della Binetti, non ne sarei tanto sicuro…

giglio
Ospite
giglio

Tutto dipende da come vincerà le elezioni.(certi personaggi si rottameranno da soli, cioè se vince Renzi molti si tireranno fuori).
Intanto deve vincere le primarie e con lo zoccolo duro del PD (tutti con Bersani come da copione) e la burocrazia dell’iscrizione la vedo molto dura…