gli italiani e la blogosfera

Apprendo stamattina con dispiacere che BlogBabel, uno dei servizi di indicizzazione della blogosfera italiana, è stato temporaneamente chiuso. Il laconico messaggio pubblicato dagli sviluppatori, spiega le motivazioni: un’esagerazione nei toni usati da un gruppo di utenti nel richiedere la cancellazione dal servizio. Come spesso accade in Italia, volano minacce di querele, si promettono denunce in tribunale, ed ognuno si arrocca sulla propria posizione. Gli utenti non capiscono che si tratta di qualcosa di gratuito, che come tale rispetta il proverbio “a caval donato non si guarda in bocca”; gli sviluppatori non concedono volentieri spazio alla possibilità di cancellare il proprio sito dall’indicizzazione. Il mio pronostico? Finirà tutto a tarallucci e vino.

Certo dispiace vedere infiammarsi la blogosfera per queste cose: mentre in Francia si programmano già i vari Barcamp del 2008, compresi uno dedicato alla politica ed un paio per famosi sistemi di gestione dei contenuti, nel Belpaese si litiga su chi ce l’ha più lungo (l’indice di gradimento). Personalmente non riesco a spiegare l’incaponimento nel non offrire la funzione per cancellarsi da Blogbabel: tutti i principali servizi di indicizzazione, da Google a Technorati, la mettono a disposizione. Al contrario non vedo perché se i blog dei ribelli sono inclusi in Google (che fa soldi con quei contenuti), non debbano stare anche in Blogbabel. Insomma, tanto clamore per nulla.

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