david copperfield, due secoli dopo

Beh, non c’ho messo così tanto tempo a leggere, o meglio ascoltare, questo romanzo. Ma devo ammettere che leggere David Copperfield (no, non il mago) è stata davvero una lunga e piacevole passeggiata tra le vie dell’Inghilterra della rivoluzione industriale. Ricordo di aver studiato le opere di Dickens alle scuole superiori, ma all’epoca come tutti gli adolescenti, l’unico mio pensiero era tendere l’orecchio per intercettare il suono della campanella che annunciava la ricreazione. Il professore ci fece leggere alcuni capitoli, nell’ostico inglese d’altri tempi, il che rendeva il tutto ancora meno digeribile. Adesso, nella traduzione Italiana curata da Franco Prattico (certo meno famosa di quella di Cesare Pavese), ho potuto gustarlo durante i miei ritorni a casa dopo una lunga giornata di lavoro, riposando gli occhi e viaggiando con l’immaginazione.

La storia narra le vicende di David, dalla nascita fino all’età adulta. La vita riserva al giovane Copperfield parecchie brutte esperienze, come il dover aver a che fare con un patrigno duro e cattivo ed un direttore della scuola privo di sentimenti. Ma questi sono bilanciati da altrettanti eventi positivi: l’incontro con i parenti della sua governante Peggotty, e la bella Emily, le avventure con il ribelle James Steerforth ai tempi della scuola, l’amicizia eterna con il compagno d’infanzia Traddles. Non racconterò come va a finire, per non rovinarti la sorpresa, ma posso dirti che non ci sono certo sorprese inattese, durante tutta la narrazione. Tra l’altro, cercando in rete, ho appena scoperto che la scorsa primavera la Rai ne ha fatto un’edizione per la televisione. Peccato che sul sito della televisione pubblica non se ne trovi una versione scaricabile 🙂

Il personaggio che più mi è piaciuto è sicuramente Wilkins Micawber, eternamente indebitato ma sempre allegro e positivo. Mi facevano sempre sorridere le sue lettere “pompose” inviate ora a David ora a qualche altro protagonista della storia. Mentre ho provato una gran tristezza per Dora, ed il suo essere solo una bambolina fatta per giocare. Certo è che non ci vuole molto a sentirsi parte della storia: oserei affermare che per me non si è trattato di una semplice e mera lettura di un libro, letto tanto per passare il tempo. Ho capito sin dalle prime parole che si trattava di un gran capolavoro, di una grande storia. Sentivo crescere una gran rabbia in me quando al piccolo David venivano fatti torti, gioivo quando lui si rallegrava per le cose belle che riusciva a ottenere, compativo chi lui compativa, reprimevo la violenza quando lui tratteneva la sua e mi sentivo sollevata quando lui, a ragione, la liberò sulla guangia di Uria Heep. Se stai pensando a qualche lettura per le prossime settimane, perché non considerare questo classico della letteratura inglese?

2
Lascia una recensione

Please Login to comment
2 Comment authors
camuEmanuele Recent comment authors
  Subscribe  
più nuovi più vecchi più votati
Notificami
Emanuele
Ospite

L’ho già letto una decina di anni fa (quando avevo il tempo per *innamorarmi* di tutto ciò che era “figlio dell’Inghilterra”: dal fish&Chips alla sua letteratura) e spesso mi son ripromesso di prenderlo. Io ho la versione in due tomi e quelle copertine rigide son così belle…: sanno di Libro con la L maiuscola! 🙂
Ciao,
Emanuele