due presidenti a confronto

Se segui questo blog da tempo, sai bene che non è mia consuetudine parlare spesso dell’effimera quotidianità, specialmente quando questa assume una connotazione politica. Ma il “rumore” generato sui blog italiani dal recente caso di Eluana non mi ha certo lasciato indifferente. Parto subito con la conclusione del mio ragionamento: ecco un ennesimo motivo per cui me ne sono andato da quel Paese. Apro internet e leggo le dichiarazioni del Presidente del Consiglio in merito: “questa donna potrebbe persino procreare” e non so quale sentimento provare, tra sconcerto, amarezza, sdegno, incredulità. Poi accendo la televisione e guardo il discorso di Obama a reti unificate, in cui espone le linee guida della sua strategia anticrisi. Il confronto non regge neppure alla lontana.

Serio e rassicurante, il volto di Obama esprime preoccupazione per la situazione ereditata da Bush, ma allo stesso tempo la piena fiducia nella propria ricetta. Lui stesso ammette che certo non si tratta della bacchetta magica, e che serviranno mesi se non anni, per rimettere “on track” l’intera nazione. Un Presidente che ha giurato fedeltà al suo popolo appoggiando la mano sulla Bibbia, ma non per questo schiavo della religione. Al contrario nell’Italia laica, Berlusconi non aveva nessun testo sacro su cui giurare, quando si è presentato al cospetto del Presidente della Repubblica, eppure ragiona come se le sue parole fossero dettate dal Papa in persona.

Ancora, quando l’italiano ha vinto le elezioni, non mi pare di ricordare nessuno scherzo da parte di Obama sui suoi capelli dichiaratamente finti e sugli altri interventi estetici. Al contrario il mondo intero si è stupito (ed io come Italiano mi sono vergognato) quando Berlusconi ha detto che Obama era “un po’ abbronzato” o qualcosa del genere. Non è questo il Presidente che voglio che mi rappresenti, ecco perché me ne sono andato da quel Paese. Perché la gerontocrazia italica non produrrà mai un “vero” Obama de’ noantri, un giovane con le idee chiare ed i capelli veri in testa.

Concludo dando un colpo anche alla botte: molti di quelli che si lamentano dello status quo, sono solo ipocriti che non hanno il coraggio di andarsene da un Paese che non condividono più. O per lo meno di attivarsi in prima persona per cambiarlo. Si lasciano trascinare dalla corrente, in attesa che qualcosa cambi per potere dello Spirito Santo o di uno dei tanti santi che popolano lo Stivale da Bolzano a Lampedusa. Anche in questo l’America è differente.

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FulviaLeopardi
Ospite
FulviaLeopardi

il punto è che in america è tutto differente; qua, a parte lamentarci, non è che possiamo fare molto…nel mio piccolo lo sperimento in prima persona, quando la gente viene da me pensando che io – che scrivo per un giornale locale – possa fare qualcosa…e la risposta è “va tutto bene”

camu
Ospite
camu

@Fulvia, non ti seguo… perché qui è tutto differente? L’Italia non è più una democrazia in cui è il popolo a decidere? Forse mi sono perso qualcosa πŸ˜‰

Trap
Ospite
Trap

Riguardo all’ “abbronzatura” di Obama, ho letto che negli USA c’era un comico che lo prendeva in giro bonariamente, ti risulta? πŸ™‚

camu
Ospite
camu

Beh, qui esiste una trasmissione che si chiama Saturday Night Live, una via di mezzo tra Zelig e le trasmissioni della Dandini. Non lo guardo spesso, perché lo fanno in seconda serata ed io a quell’ora sono già tra le braccia di Morfeo da un pezzo, ma c’era un comico che lo impersonava, un po’ come Tina Fey, che proprio dal SNL ha ricavato la sua recente popolarità come alter ego di Sarah Palin.

emanuele
Ospite

IL SNL, che guardo ogni tanto usando il tuo consiglio http://www.hulu.com e’ un programma di satira politica e non solo. Hai assolutamente ragione accostandolo alla Dandini o Zelig. Prendere in giro Obama o la Palin e’ un modo bonario. Quello che e’ stato detto dal Primo ministro Italiano, e non ce la faccio a dire nostro presidente del consiglio non sentendolo mio, e’ assolutamente tremendo. Tu puoi pensare quello che vuoi, ma sei non solo una figura pubblica e un istituzione ma soprattutto in quel momento rappresenti una nazione. Invece lui ritiene che tutto debba essere messo sul ridere, sullo… Leggi il resto »

Andrea Pinti
Ospite

Lo scoglio non è andarsene dall’Italia, è approdare negli USA.
A meno di non trovare qualche multinazionale disposta al “cambio di sede” o robe del genere, non è una cosa fattibilissima del tipo “hey, vado a vivere in USA” dove ti trasferisci e aspetti di trovare un lavoro :(.

Nota: bon è una critica alle leggi sull’immigrazione americane πŸ˜‰

Andrea Pinti
Ospite

No aspetta, la mia nota doveva iniziare con “non” e non con “bon” πŸ™‚ E poi, spagna?? Fai il serio πŸ˜€

Andrea Pinti
Ospite

Non so, a pelle gli spagnoli non mi stanno simpaticissimi. Io sono stato dieci giorni a barcellona e non ho avuto un bell’effetto generale (tralasciando l’urbanistica e la “civiltà” delle persone che è a tutti gli effetti non paragonabile alla pessima Roma).

Si va anche a sensazioni no πŸ˜‰ ?

Trap
Ospite
Trap

Beh, tieni conto che un mio amico spagnolo di Madrid mi ha sempre detto che non tornerebbe mai a lavorare in Spagna, e che la ripresa economica è appanaggio solo dei ricchi πŸ™‚

Andrea Pinti
Ospite

E dai lasciamelo coltivare ‘sto sogno americano πŸ˜€

davide
Ospite

Esatto.. il trentino! Quale miglior posto? Un angolo di austria in Italia, dove c’è ancora il vono buono: è perfetto..

Trap
Ospite
Trap

il bello è che molti del Trentino si lamentano della Provincia πŸ™‚ è come i Norvegesi si lamentano sempre del loro Stato, ma se sapessero quello che combina quello italiano…