8034 chilometri di differenza

Spero Dario non me ne voglia se copio pari pari il titolo di un suo recente post. In cui mette a confronto due sistemi scolastici, due filosofie di pensiero, due culture: quella di Caivano, piccola comunità a 14 chilometri da Napoli, e quella di Kenosha, ridente paesino ad un centinaio di chilometri da Chicago. Una lunga ed articolata riflessione che m’ha ricordato un commento che Giglio ha lasciato qualche giorno fa su queste pagine, in risposta ad una mia riflessione sulla legislazione italiana che regola il diritto di cittadinanza nel Belpaese. Non metto in dubbio che in Italia “la situazione non sarà rosea, ma neanche così disastrata” come la descrivevo io, e che esistono tante realtà diverse, ognuna con i propri lati positivi e negativi.

Ma quelli che la stampa racconta, sebbene siano da considerare casi estremi, sono comunque tristemente veri, e non degni di un Paese che si vanta di essere una delle potenze più importanti del mondo. D’accordo, anche qui escono storie di sparatorie di studenti, ma poi leggo questi racconti da un’America che la stampa invece non racconta mai, e mi rendo conto di quanto siano lunghi 8034 chilometri.

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TrapArquenJackEmanuele676exuma Recent comment authors
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Trapanator
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Trapanator

Anche noi al lavoro abbiamo quel bagno per disabili! È una grande figata, ormai uso solo quello! 🙂

giglio
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giglio

Grazie per l’iteressante post. Naturalmente, con gli “spazi” americani l’Italia non può competere… è una battaglia persa. Le scuole elementari in generale non sono proprio messe male almeno a Firenze e provincia per quanto la mia esperienza può valere. Disastrate, almeno strutturalmente, sono le scuole superiori anche quelle più blasonate. L’open day di 4 anni fa in cui accompagnavo mio figlio fu traumatico, soprattutto per lui che veniva da una scuola di provincia di recente ristrutturazione . Per quanto riguarda il bagno dei disabili il sollevatore lo abbiamo nella ASL locale, mentre nel bagno della scuola c’era il lettino, ora… Leggi il resto »

Trapanator
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Trapanator

@giglio: concordo con te riguardo agli spazi, negli USA sono immensi e i palazzi sono relegati a percentuali infime rispetto all’intero territorio 🙂 c’è il rovescio della medaglia: spesso avere la macchina è un obbligo, anche per comprare solo un litro di latte…

giglio
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giglio

camu: Sulle nostre colline ci sono gli ulivi e le vigne, che ce le vuoi distruggere per nuove costruzioni?

dario
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Chiedo ospitalità e spiego meglio… Il paragone che ho fatto scrivendo l’intervento su Aria Fritta, è stato “successivo”. Non sono, infatti, andato in quella scuola americana perché “volevo fare un paragone”, soprattutto dopo la storia sulla quale avevo fatto un servizio. Il servizio è nato così, con la normale richiesta di un caporedattore che mi ha detto “Vai a dare una occhiata in quella scuola e vedi se è tutto vero e se riesci a tirare fuori qualcosa. Quando sono andato in quella scuola di Caivano – la dentro – mi veniva da piangere, anche perché io non ero (davvero!)… Leggi il resto »

giglio
Ospite
giglio

Da quello che ci rimanda il cinema, anche negli USA ci sono scuole pubbliche disastrate…o sono solo licenze poetiche?

giglio
Ospite
giglio

Mi auguro che l’eccellenza si riferisca anche ai contenuti della formazione e non solo alla forma estetica della scuola.

dario
Ospite

Giglio, qui ovviamente il discorso fa più complesso. Ma non veniamo però a dire che noi possiamo “consolarci” del fatto che i nostri programmi scolastici sono migliori (o che i loro sono peggiori). A me non interessafare lo “sponsor” degli Stati Uniti: è una nazione che ho imparato ad amare andandoci, la prima volta, pieno di prevenzioni culturali e ideologiche. E so benissimo che è una società piena di difetti. Però… Però quello che mi fa più incazzare (ogni volta che torno, perché purtroppo devo sempre – per ora – tornare in Italia) sono le cose semplici che là funzionano:… Leggi il resto »

giglio
Ospite
giglio

Scusa, se ti ho irritato, ma non era mia intenzione, ho solo fatto una battuta per evidenziare che non si parlava di contenuti ma solo di forma.

dario
Ospite

Non sono assolutamente irritato, credimi!
Forse il mio tono era solo infervorato…

Se avessi i soldi pagherei di tasca mia due mesi di viaggio negli Usa a coloro che ne sono diffidenti.

Io, infatti, mi metto da parte i soldi ogni mese per andarci (e starci più che posso).
Ho sempre poi da parte più di sei mesi di giorni festivi da recuperare o ferie arretrate non godute: che prima o poi, stai certo, prenderò.

d.

giglio
Ospite
giglio

Io non sono diffidente degli USA, anzi, sono cresciuta con il mito americano, ma questo non mi ha impedito di sviluppare il mio senso critico.

dario
Ospite

E non ti immagini, invece, di quanto io fossi diffidente (culturalmente e politicamente) prima di metterci piede e di quante analisi dettate dal mio “senso critico” mi avevano portato ad avere una opinione, che poi si scontrò con quello che ho visto e sentito.

P.S.: Ero critico, salvo cantare Bob Dylan e Springsteen, salvo leggere Steinback, Kerouac e Gregory Corso, salvo amare Martin Luther King e Robert Kennedy, salvo mettermi i blue jeans (e bere Coca Cola, con i compagni che mi tacciavano di tradimento ad ogni sorso…).

d.

exuma
Ospite
exuma

Scusate l’intromissione ma non riesco proprio a capire perchè debba rientrare nella lista delle cose che funzionano bene negli u.s.a. il fatto che la polizia non possa fermare la gente. Stento a crederci. Lì non la fanno prevenzione? Fanno solo repressione?

dario
Ospite

Solo “repressione”? Ma per carità! Forse sono stato superficiale, ma questa cosa va intesa nel fatto che le forze dell’ordine DEVONO fidarsi delle dichiarazioni di una persona. D’altronde come farebbero, ripeto, a chiedere i documenti indiscriminatamente? Secondo quali criteri li dovrebbero chiedere? E’ vietato dalla legge chiedere documenti perché indotti dall’aspetto o dalla razza… Loro si fidano, ma se poi sgarri (o dichiari il falso) son dolori. Pensa cara exuma, che non è nemmeno obbligatorio, negli Usa, possedere un documento di identità, e non esiste nemmeno un’anagrafe “centrale”, “federale”. Nemmeno dopo l’11 settembre il Parlamento americano è riuscito a raggiungere… Leggi il resto »

Emanuele676
Ospite
Emanuele676

@dario: A me sembra controproducente il non-obbligo di portare un documento di identità o il non avere un’anagrafe centrale (ma nei singoli stati è presente,giusto?Quindi basterebbe un’indice che ricerca i nomi in tutti gli anagrafi.)

Trapanator
Ospite
Trapanator

@dario: che pacchia per i portoricani, che possono accorrere numerosi 😀

exuma
Ospite
exuma

L’argomento è ampio e delicato, oltrechè attualissimo, (basta pensare a domani nella mia città, Roma, si prevede maretta) ma non è proprio questa la sede per parlarne. Complimenti comunque per il tuo pezzo, mi è piaciuto molto.

p.s. A proposito, sono un lui.

exuma
Ospite
exuma

Lo è? Mi sembrava solo che si stesse parlando di altro, di sistemi scolastici in paesi diversi, ma effettivamente si può estendere il discorso, confrontando altri sistemi, ma io posso parlare solo dell’italia, non ho esperienze all’estero che non siano vacanze. Tornando alla facoltà delle forze dell’ordine italiane di richiedere un documento d’identità, che articolo della costituzione viola? Volendo parlare di obbligo di averlo con sé, saprai che neanche in italia vige per tutti, ma solo per chi ha pregiudizio penali. La richiesta poi anche qui è strettamente collegata alle circostanzedi tempo e di luogo. Si può stare senza documenti… Leggi il resto »

dario
Ospite

Qui stiamo parlando degli Stati Uniti d’America. E negli Stati Uniti (mi spiace…) è considerato una “violazione della libertà personale” ogni tipo di controllo di questo tipo, che infatti, da noi ha radici lontane, nei Borboni e nei Savoja (per non parlare del fascismo). Basta che vai in un qualunque albergo degli Usa: per molti anni non mi sono nemmeno stati chiesti i documenti, oggi, invece, al massimo ne viene chiesto uno per gruppo, o ti viene chiesto di scrivere (ma non controllano!) la targa dell’auto. Ma lo fanno solo per risalire a qualcuno in casi di danni alla camera.… Leggi il resto »

Emanuele676
Ospite
Emanuele676

@dario: Tutta questione di mentalità…

Jack
Ospite

@dario: bella risposta
non so come sia uscito il discorso polizia e cittadini, ma quando in Arizona si combatteva contro la legge per cui la Polizia poteva fermare e chiedere i documenti a chiunque mi chiedevo “ma come, non e’ sempre stato cosi’?”, e poi uno si accorge che non e’ poi tanto normale quello che ti fanno fare qua.
Qui dai 14 (o 16? una delle due) anni sei obbligato a girare con un documento d’identita’ appena esci di casa, perche’ ti potrebbero fermare e chiedertelo. Senno’ ti identificano in centrale, come non si sa ma a quanto pare e’ cosi’.

Emanuele676
Ospite
Emanuele676

Bhe, in teoria è giusto che uno si porti sempre dietro un documento di identità.
Poi è nella mentalità della polizia sapere quando chiedere un documento.

exuma
Ospite
exuma

La cosa veramente ridicola è che tutti contestano questa cosa di dover esibire un documento alle autorità, non solo in questa sede, è una cosa continua, ma poi in milioni scrivono vita morte e soprattutto miracoli di sé su fb, con dovizia di particolari e aggiornando costantemente le notizie in tempo reale, dovesse sfuggire qualcosa… della serie: “sono disposto a dire tutto a tutti di me, tranne come mi chiamo alla polizia”. Sapete che c’è di nuovo, chi ha nel cassetto un bel biglietto per fantasilandia ha già trovato la soluzione, ma per tutti gli altri c’è bisogno di ben… Leggi il resto »

dario
Ospite

Non mi sono spiegato: non si tratta di “sono disposto a dire tutto a tutti di me, tranne come mi chiamo alla polizia”, ma del fatto che la polizia in America, crede a ciò che dici. E’ chiaro che non devi raccontare balle, altrimenti (come già detto) son dolori.

E qui il ’68 non c’entra niente.
La libertà di non avere dietro un documento, negli Usa, è in vigore anche prima del ’68 (che negli Usa è iniziato nel ’64, ma questo è un altro discorso…).

d.

exuma
Ospite
exuma

La libertà ha sempre un prezzo e sinceramente tra garantire l’impunità a migliaia di pseudo contestatori che si arrogano il diritto di distruggere tutto ogni volta che gli gira e mantenere quel minimo di potere alla polizia, pur col rischio che qualche appartenente occasionalmente ne possa approfittare, bè credo che tra i due il secondo rischio sia ancora il più accettabile. Prima di replicare rivediti le immagini dell’altr’anno a piazza san giovanni, quando un’orda di decelebrati, opportunamente addestrati, ha messo a ferro e fuoco la città. In america succedono episodi simili? E se succedono quali sono le conseguenze per gli… Leggi il resto »

Arquen
Ospite
Arquen

Mi intrometto un secondo per segnalare questo articolo:
http://scienza.panorama.it/banchi-matematica
Bello così, no? 😛

Arquen
Ospite
Arquen

Faccio solo un piccolo appunto. Camu, se tu italiano lavori negli Stati Uniti, vuol dire che o la scuola italiana non è messa tanto male (c’abbiamo l’autocritica nel sangue) o che gli italiani sono dei geni, nonostante la scuola messa male. In entrambi i casi viva gli italiani. 😛