Mare, estate, sole ed ombrelloni. Mi pare di essere in una canzone di Simone Cristicchi, che tra l’altro suggeriva un uso non proprio ortodosso dell’ombrellone, tra le sue rime. Eppure, note musicali a parte, l’estate è arrivata sul serio: le scuole sono chiuse (tranne per i poveri maturandi disperati), le località balneari s’iniziano a riempire, e la gente non vede l’ora di rosolarsi un po’ al sole sulle spiagge del Belpaese. Anche in cucina, avvengono delle piccole rivoluzioni: le zuppe calde lasciano il posto alle insalate di riso, le pietanze pesanti cedono il passo a cibi più leggeri, ma non per questo meno saporiti. Ed eccoti dunque la ricetta di oggi: pasta alle seppioline di mare. pasta alle seppioline: Leggi il resto »
Eh già, ieri è stata varcata la soglia degli ottomila commenti sul blog. Ottomila manifestazioni d’interesse per quello che scrivo, ottomila occasioni per alimentare una discussione che, su queste pagine, va avanti da quattro anni e mezzo. Grazie!

come internet ci sta cambiando, seconda puntata
Abbiamo iniziato a vedere, la volta scorsa, come i processi mentali chiamati in causa durante la navigazione in rete, stiano di fatto contribuendo a riconfigurare il modo in cui il nostro cervello lavora. Applicazioni come Facebook o Twitter, che estremizzano il concetto di ipertesto, non fanno che accentuare il problema. Perché ogni frase contiene commenti, che a loro volta sono collegati ai rispettivi autori, o rimandano a considerazioni di terzi. Sbriciolando i concetti in tanti piccoli frammenti che il nostro cervello fa sempre più fatica a ricostruire. E non si tratta di semplici osservazioni empiriche: la ricerca continua a dimostrare che le persone che leggono un testo lineare (un libro ma anche un articolo su un blog) comprendono di più, ricordano di più, e imparano di più di quelli che hanno letto un analogo testo costellato di link. l’ipertesto ci rende stupidi: Leggi il resto »
Oggi la mia incursione nella lingua inglese prende una piega un po’ osé: è una barzelletta (che lascerò rigorosamente nella sua versione originale) tratta da Maxim di qualche mese fa. A parte il contenuto, vorrei mettere in evidenza alcune particolarità grammaticali: in inglese la H non è “muta” come in italiano, ma si pronuncia espirando la vocale che segue. Inoltre viene quasi sempre trattata come una consonante, quindi l’articolo indeterminativo che precede è a, non an: a husband, a house, a hospital. Altra cosa: TV è un’abbreviazione per television, e quindi va scritto con entrambe le lettere in maiuscolo. Già, gli americani adorano le lettere maiuscole: lo si vede spesso nei titoli dei giornali, dove la prima lettera di ogni parola è rigorosamente in maiuscolo. Infine un cenno per la parola bunch: letteralmente significa mazzetto (a bunch of parsley, a bunch of roses), ma è spesso usata in senso figurato, per intendere una manciata, un mucchio. A bunch of crap dunque non è altro che un mucchio di fesserie. la barzelletta zozza del sabato: Leggi il resto »
Ma pensa, domani pur essendo Sabato mi toccherà svegliarmi come tutti gli altri santi giorni della settimana, alle 6 del mattino. O meglio non è che me lo impone qualcuno, ma non voglio perdermi questa “quasi” totale eclissi di luna che capiterà intorno alle 6 del mattino da queste parti. Dovrò provare ad arrampicarmi sul tetto di casa mia, per avere la visuale non coperta dalla vegetazione del circondario, dato che la luna si troverà abbastanza bassa all’orizzonte, a quell’ora, stando ai siti che di queste cose se ne intendono
I più fortunati, in quest’occasione, sembrano essere gli abitanti delle Hawaii, che vedranno l’eclissi totale e possibilmente ad orari più ragionevoli. Beh, io intanto preparo popcorn e binocolo, come facevo ai vecchi tempi, da bambino, quando mi sdraiavo di notte sulle panchine in campagna ad osservare la meraviglia della volta celeste.