i segreti del mio blog, sesta puntata
Sin da quando questo blog è nato, sono sempre stato “fissato” con la corretta marcatura semantica dei contenuti. Per carità, nulla di particolarmente complesso: mi piace semplicemente marcare gli acronimi come tali (dandone, quando possibile, la dicitura estesa), le parole in lingua straniera (anche se ho rinunciato oramai a marcare web, link e blog, ad esempio), le abbreviazioni ed avvisare il lettore che una pagina a cui faccio riferimento è in una lingua straniera (con l’attributo HREFLANG). Oltre ovviamente a fornire una descrizione di senso compiuto per ogni articolo ed una manciata di parole chiave, non particolarmente ottimizzate per la SERP (lo ammetto quello non è stato mai il mio mestiere). Sono tutti piccoli accorgimenti che colgono i famosi due piccioni con una fava: rendere le pagine più accessibili, e far contento Google. Già, perché una cosa di cui sarò sempre convinto è che maggiore accessibilità implica miglior search engine optimization, sempre. E chi dice che investire in accessibilità è solo tempo e soldi buttati, si sbaglia di grosso. marcare correttamente i contenuti: Leggi il resto »
Da Settembre 2009 ad oggi, il mio piccolo aiutante di Akismet, un plugin che ho pubblicato in collaborazione con BigThink.it qualche mese fa, ha ridotto del 90% i commenti di spam che infestano questo blog
Non male per un accrocchio di una manciata di righe di codice. Si è trattato di un esperimento condotto con metodi spartani (il plugin non dispone di un pannello di configurazione “carino”, ahimè) ma che sembra aver dato i suoi buoni frutti. Analizzando il grafico di Akismet, ho notato che è molto efficace contro gli attacchi in un breve lasso di tempo, che poi sono le classiche “ondate” di spam a cui assistiamo di tanto in tanto.

Solo chi ha superato la soglia degli –enta, mi rendo conto, ha potuto apprezzare all’epoca direttamente sullo schermo di un cinema, uno dei capolavori americani della fantascienza: Terminator. In cui il mitico governatore della California, all’epoca tutto muscoli e mascella, in una scena diceva al nemico di turno talk to the hand. Un modo di dire che non s’usa più, ma che all’epoca voleva intendere qualcosa tipo “non ho voglia di starti a sentire in questo momento, quindi se proprio vuoi continuare a parlare, dialoga con la mia mano”
Ed oggi proprio dei modi di dire (sayings, appunto) voglio parlare nel mio appuntamento periodico con l’inglese. Rimanendo in tema di chiacchiere, se vuoi lasciar intendere al tuo interlocutore di togliersi dalle scatole, dopo avergli gentilmente detto di interloquire con la tua mano, gli dirai get lost, o se proprio l’irritazione ha raggiunto il limite, go to hell. L’inferno, specificatamente, è un intercalare rafforzativo che troviamo in altre espressioni: shut the hell up, what the hell are you doing (o la versione politically correct, what the heck are you doing). parla con la mia mano: Leggi il resto »
Da tempo non sfrutto la partnership avviata più di un anno fa con Il mio inglese, un sito che fa del proprio argomento principale quello che sulle mie pagine è solo un passatempo: approfondire le “curiosità” della lingua anglosassone attraverso traduzioni di articoli, modi di dire e dialoghi. Ovviamente si tratta di un servizio professionale, portato avanti con passione da un gruppo di insegnanti d’inglese: nulla a che vedere con le mie incursioni amatoriali. Oggi però voglio parlarti di una loro nuova iniziativa: le lezioni d’inglese personalizzate. Sono sempre contento di dar pubblicità ai progetti italiani, se mi segui da un po’ lo sai bene, e certo questo non fa eccezione. un’insegnante d’inglese tutta per te: Leggi il resto »
ripropongo un mio articolo dell'11 febbraio 2006
La festa degli innamorati che si celebra oggi, oramai lo sanno anche i sassi, è più che altro un espediente commerciale per vendere cioccolatini e qualsiasi-oggetto-ti-venga-in-mente a forma di cuore. Come in tutte queste occasioni (festa della donna, festa della mamma, ecc), chi si vuole davvero bene non lo fa certo un solo giorno all’anno. Anzi, sorprendere il proprio partner in un giorno qualunque ha un effetto ancora più speciale. E ti darà qualche chance extra di passare ore piacevoli con la persona che ami. Il titolo suggerisce già in parte lo scopo di questo articolo: “analizzare” i piatti della cena romantica dal punto di vista, oserei dire, strettamente chimico. Perché le portate afrodisiache esistono davvero, basta saperle scegliere e preparare. i ricostituenti di san valentino: Leggi il resto »