A volte si usa la frase che ho scritto nel titolo in maniera astratta, per intendere un insieme di leggi ed azioni in grado di far uscire l’economia dal periodo di crisi. Nel mio caso ti propongo invece una vera ricetta di cucina, che stando al mio capo che me l’ha passata, può aiutare l’economia locale, combattere varie malattie senza irritare il tuo colon (così recita testualmente il titolo della ricetta). Dato l’appropinquarsi delle festività natalizie, che metteranno il tuo ed il mio stomaco a dura prova, questo promettente piatto della salute non poteva mancare nel mio repertorio. Lascio a te ogni considerazione in merito alla sua efficacia.
Nell’America dei sobborghi, quella tipica dipinta da serie televisive come Le Casalinghe Disperate, si comincia a respirare l’aria del Natale. Approfittando del lungo ponte per il Giorno del Ringraziamento, molte famiglie decorano la propria villetta con luci, babbi natale, renne illuminate e pupazzi di neve (rigorosamente finti, visto che quest’anno le previsioni non lasciano sperare bene in tal senso). Finalmente arriva il periodo dell’anno in cui il prato che fronteggia la casa può tornare utile, per ospitare tutta l’illuminazione possibile: si va dalle coreografie più articolate, che richiedono giorni di preparativi e un discreto investimento economico (per fortuna ora tutto funziona a led), a quelle semplici in cui un filo luminoso semplicemente segna il contorno del tetto spiovente della dimora. L’altra sera, dotato di telecamerina (gentile omaggio della compagnia che mi fornisce la fibra ottica), ne ho voluto riprendere alcune per fartele vedere.
Se segui questo sito da qualche tempo, saprai che pur criticando spesso l’andazzo delle cose nel Belpaese, sono sempre ben contento di parlare di nuovi servizi Italiani che s’affacciano in rete. Gente che ci prova, che porta avanti la propria idea con coraggio, investendo tempo, denaro e passione nel proprio progetto. Quello di oggi è particolarmente utile per chi si trasferisce all’estero come me. Ma anche a chi abita nel Paese del Tricolore: televisione, radio e giornali vengono infarciti quotidianamente di parole e nomi stranieri. Noi Italiani non siamo mica come i francesi che traducono nella loro lingua persino parole d’uso comune come "computer" o "mouse": la nostra lingua è ogni giorno sempre più colonizzata da neologismi, termini presi in prestito da altri idiomi e via dicendo. Per non parlare dei nomi delle stelle di televisione e cinema: quante volte m’è capitato di sentire storpiare un nome da colleghi e amici. È qui che viene in aiuto il sito www.comesipronuncia.it: basta digitare il nome di una celebrità straniera e si ascolta la pronuncia corretta. Dal calcio alla filosofia, dalla politica alla musica, dalle località allo spettacolo, le voci contenute nel sito sono migliaia. E se la star cinematografica americana o il poeta rumeno che stiamo cercando non c’è, basta richiederlo. Nel giro di qualche giorno viene inserito.
Una scrive storie lunghissime ma appassionanti, l’altra invece sparpaglia minuscoli brandelli di informazione sui vari mezzi sociali, sotto forma di commenti, foto, citazioni e tumblerate varie. Entrambe molto presenti agli eventi pubblici della blogosfera italiana, oggi ho il piacere di ospitare nel mio salotto virtuale Mitia (anche nota come Fatacarabina) e Luigina Foggetti, per gli amici La Lui (da poco diventata mamma, congratulazioni ancora). Volevo fartele scoprire sotto una luce diversa, con una manciata di domande che parlano di mezzi sociali, errori e vita privata. Se segui questa rubrica da un po’, sai che non mi spingo mai oltre una certa misura (come invece fanno altri intervistatori). Per lasciare eventualmente ai lettori la possibilità di articolare o estendere le domande.
Era un po’ che non scrivevo un articolo sulle curiosità della lingua inglese, vuoi per mancanza di spunti, vuoi perché ci sono sempre così tante altre cose da dire. Oggi voglio parlarti della “terminologia” natalizia, andando a scoprire insieme alcuni nomi di oggetti comuni in questo periodo di feste. A partire dall’albero di Natale, il mitico Christmas Tree pieno di ornaments (palline, stelline, lucine, e via dicendo). Albero che può essere anche fake, come quello di plastica che ho comprato al supermercato. Qui vanno molto di moda gli alberi veri, alcune statistiche parlano di qualcosa come 500 milioni (five hundred million) di alberi fatti crescere ogni anno per l’occasione, solo negli Stati Uniti. Ad essi è spesso associato quell’intreccio di ramoscelli e vischio (la ghirlanda?) che s’appende fuori dalla porta, il wreath.