Dopo la “pausa” della scorsa settimana, in cui l’intervista da doppia si è trasformata eccezionalmente in singola, riprende il consueto appuntamento per (ri)scoprire gli abitanti del pazzo mondo chiamato blogosfera. Oggi ho invitato Lorenza ed Adamo. Lei racconta “Io mi sono fatta il blog, a suo tempo, con l’idea che, a prescindere dal numero dei lettori eventualmente conquistati, almeno avrei avuto la possibilità di descrivere quello che nessuno (giornalisti, intellettuali, politici, supposti esperti) si prende la briga non solo di raccontare ma, almeno, di vedere: la vita di una persona comune che, incidentalmente, di mestiere fa l’insegnante”. Di lui mi ha colpito questo divertente passaggio “Dopo 35 esami per 7 voti sul libretto, prenderò l’abilitazione per la disoccupazione eterna. Il giorno dopo (vabbè 2 giorni dopo), il governo con la g più minuscola mai inventata dai tipografi lancerà un concorso a cattedre che di fatto renderà la mia ssis vana come un Air Fresh in una torrefazione”.
In un commento ad una delle mie interviste doppie, qualche giorno fa, il buon Rick di Pocacola m’ha fatto una proposta “indecente” (o quasi): essere uno dei prossimi ospiti per la sua rubrica in cui vengono intervistati i blogger (cito testualmente dal titolo) belli belli in modo assurdo. Unica clausola: dover mostrare una foto del sottoscritto. Ora, chi segue questo diario da qualche tempo, sa bene quanto io abbia sempre cercato di difendere la mia vera identità dietro al personaggio di camu, ragazzo dal ciuffo sbarazzino che oramai rappresenta il marchio del mio blog. Lo so, come già alcuni m’hanno fatto notare, si tratta del segreto di Pulcinella: i visitatori più smaliziati ci metterebbero ben poco a scovare non pochi dettagli sul mio conto, con un pizzico di pazienza. D’altro canto questo è il prezzo da pagare quando si è da 15 anni presenti in rete (già, le mie tracce più remote risalgono nientepopodimeno che al 1994, ammazza come passa il tempo). la proposta indecente di pocacola: Leggi il resto »
Accipicchia come vola il tempo, l’ultima volta che ho parlato delle parole inglesi che possono indurci in errore, è stato nel Giugno del 2008. Beh, vorrei tornare sull’argomento per elencarne alcuni nuovi. Ma prima rispondo alla domanda che forse ti starai ponendo: cosa vuol dire che una parola inglese è un false friend? Semplicemente che assomiglia ad una parola italiana, da cui si sarebbe tentati di tradurla in quel modo, ma il suo vero significato è completamente diverso. Un esempio al volo: truck. Che ovviamente non significa trucco, ma camion o, più in generale, auto di grandi dimensioni (fuoristrada, pick-up e simili ricadono tutti in questo gruppo). Ecco una lista degli amici più pericolosi che ho incontrato di recente. ancora sui falsi amici in inglese: Leggi il resto »
Da qualche anno è in giro questo programma gratuito di Microsoft, che consente di interagire con il proprio blog senza neppure entrare nel pannello di controllo di WordPress. Lo sto provando in questo momento, per scrivere questo medesimo articolo
Direi che dalle prime impressioni non mi sembra poi così male. E poi, a caval donato non si guarda in bocca, no? Ci pensavo da tempo ad installarlo, ma ogni volta rimandavo. Oggi alla fine mi sono deciso. La comodità, per me che scrivo spesso dall’autobus, è di non dover più usare il Notepad. Finora scrivevo gli articoli in un file di testo, poi quando avevo la connessione alla rete disponibile, mi autenticavo in WordPress, copiavo ed incollavo l’articolo, lo rifinivo, aggiungevo le categorie e via dicendo. Adesso, con questo strumento, posso fare tutto direttamente mentre scrivo. Poi appena posso, connetto il computer, e premo solo un pulsante. Figo, no?
Sempre approfittando dei DVD a noleggio ad un dollaro al negozio sotto casa (neppure Amazon Video on Demand è così conveniente), l’altra sera abbiamo noleggiato Revolutionary Road, che rivede protagonista una delle coppie più famose del cinema di tutti i tempi: Leonardo Di Caprio e Kate Winslet. I due stavolta non si trovano a bordo di una nave destinata ad affondare, ma sulla salda terraferma: un marito ed una moglie degli anni d’oro americani, presi ad affrontare i loro problemi di coppia. Il film è drammatico, e già per questo io non volevo noleggiarlo (abbiamo già tanti pensieri per la testa di nostro, ci mancano anche i film) ma la moglie ha tanto insistito e così l’abbiamo guardato. Se non vuoi scoprire dettagli ed altri particolari di quest’opera, non proseguire la lettura. la strada rivoluzionaria: Leggi il resto »