Ma è solo una mia impressione, o l’interfaccia di gestione del proprio account su BuzzParadise lascia molto a desiderare? Sono iscritto a questo servizio che promette di remunerare i blog con le sue campagne pubblicitarie da un sacco di tempo. Ma finora avevo gentilmente declinato i loro inviti a partecipare. Poi c’è stata la campagna degli zaini EastPack e, come direbbero qui in America, I gave it a shot. Oggi, controllando i lauti guadagni (forse non s’arriva manco a 4 euro), vedo che non è più possibile sapere quanto avevo guadagnato, o quante visualizzazioni ho totalizzato, o altri dettagli. Nella schermata che riassume tutte le remunerazioni, un laconico "zero euro" non spiega meglio come siano andate le cose. Ho gironzolato un po’ per l’interfaccia, ma ho solo trovato disorganizzazione e confusione. Ora, non voglio offendere nessuno, per carità… e neppure voglio confrontare questo servizio con il gigante AdSense di Google, però un po’ d’impegno in più ce l’avrebbero potuto mettere. Corro a rimuovere la campagna che avevo messo nella barra laterale.
Con il permesso dell’autore, rubo questo bellissimo aneddoto su come superare la crisi che stiamo attraversando. Non a caso, molti economisti l’hanno definita la crisi del credito a consumo. Eppure, stando al racconto di Federico Neri, tutto si potrebbe risolvere molto facilmente
Sono tempi duri e tutti hanno debiti e vivono a credito. Improvvisamente arriva in città un ricco turista. Entra nell’unico albergo, lascia una banconota da 100 euro sul bancone della reception e va a vedere le stanze di sopra per sceglierne una. Il proprietario dell’albergo prende i 100 euro e corre a pagare il suo debito col macellaio. Il macellaio prende i 100 euro e corre a pagare il suo debito con l’allevatore di maiali. L’allevatore di maiali prende i 100 euro e corre a pagare il suo debito col suo fornitore di mangime e carburante. fai girare l’economia: Leggi il resto
Era una notte buia e tempestosa quella del 4 gennaio 1967, quando all’improvviso uno squarcio di sereno si aprì nel cielo di Genova, la luna fece capolino e posò un suo pallido raggio sulla finestra di una casa dove vivevano due genitori in attesa della loro prima creatura. Quello era il segnale tanto atteso: i due giovani emozionati e, a dire il vero, un po’ spaventati da quello che li aspettava, salirono in macchina e si diressero verso il posto dove i bambini vengono alla luce. Da lì a poche ore la loro vita sarebbe completamente cambiata.
Così comincia l’autobiografia di Stefania, in arte Pibua, ospite oggi nel mio salotto virtuale per la consueta intervista doppia, insieme ad Andrea di Axellweb. Il quale risponde in tono più professionale raccontandoci quanto segue:
Andrea Toso nasce a Torino (da genitori veneti) nel mese di giugno di un bel po’ di anni fa, laureato in Scienze della Comunicazione e masterizzato allo IED in Web Marketing. Attualmente è project manager in WEDOO (agenzia di comunicazione torinese). In precedenza ha coordinato attività e progetti per CSP innovazione nelle ICT (in ambito di nuovi media e media sociali).
Beh, vediamo cosa hanno risposto alle mie domande di oggi. axellweb incontra pibua: Leggi il resto
Leggo sul blog di Mantellini del suo esperimento nel confrontare il sito Italia.it con il suo blog, sotto il punto di vista degli accessi. Come lui per primo ammette, certo Alexa non è che sia poi esattamente attendibile, ma un’idea può darla, e vedere che un normale blog fa il doppio di accessi del portale nazionale per eccellenza, è un po’ sconfortante. Ma ancora più triste è vedere come si comportano i nostri vicini di Stato, in particolare la Spagna che negli ultimi anni ha investito un patrimonio paragonabile ai milioni d’euro che è costato Italia.it
Il risultato? Il grafico qui sotto parla da solo (suggerimento: la riga più in alto è quella della Spagna).

Non c’è che dire, proprio quando la recessione continua a far paura, e la gente ha giusto i soldi per arrivare a fine mese, si può tastare l’umore del popolo e la sua capacità di reagire positivamente anche in tempi terribili. Il “vero” americano, lo sappiamo tutti, è un inguaribile ottimista e amante delle cose positive e spettacolari. E così capita, pranzando tranquillamente al ristorante di una delle Trump Towers, di assistere ad una scena surreale e bizzarra, ma che al contempo non può che metterti di buon umore. Improv Everywhere è un gruppo di persone specializzate nell’organizzare cose “strane” in pubblico; qualche tempo fa fece il giro del mondo il video di circa 100 persone che ad un certo punto si immobilizzano all’interno della stazione Grand Central di New York, per 3 minuti. A volte mi spiace di non lavorare giù in città, solo solo perché non posso assistere a queste cose
Forse te ne sarai accorto, forse no, ma in questo blog l’accessibilità è sempre stata un cavallo di battaglia, un filo conduttore portato avanti non solo a parole ma sperimentando svariate soluzioni direttamente sul campo. Io ed il mio capo al lavoro abbiamo avuto qualche giorno fa un’interessante discussione su come a volte si superano i limiti spesso imposti dall’accessibilità. Voglio lasciar traccia di quella chiacchierato qui sul blog, per far riflettere i “puristi” dell’accessibilità sull’opportunità delle guerre che portano avanti. Spero che le mie parole non vengano male interpretate, o che mi consideri un insensibile. Cercherò di pesare quello che dico, ma non posso promettere nulla