Questa ricetta la cucinò per la prima volta il nostro amico Massimo qualche anno fa. Ricordo sempre quella serata d’estate, al fresco in veranda, a ridere e scherzare con gli amici. Il sapore non lo dimenticherò mai: morbido ma non asciutto, gustoso ma non pesante. I pomodori ripieni al forno sono un piatto ideale per questa stagione: facile da preparare (chi ha voglia di stare ai fornelli con la canicola d’agosto?) e piacevole da accompagnare ad una bella insalata di riso o qualche altra pietanza in tema con la stagione. Da poco me l’ha rifatta la moglie, di cui ti propongo la variante leggermente americanizzata. pomodori ripieni al forno: Leggi il resto »
Nella zona notte di oggi voglio segnalarti il blog di una ragazza che scrive poesie. Mi è sempre piaciuto, nelle sere d’estate, prendere una sedia a sdraio, metterla fuori e perdermi ad ammirare le stelle. Lo facevo sin da quando ero piccolo, ed almeno una volta all’anno ho sempre rinnovato questa tradizione. Fra qualche giorno ci saranno tutte le stelle cadenti pronte a raccogliere tutti i desideri che esprimeremo, ed allora nulla di meglio che citare una poesia sulla notte. notte, sei troppo lieve: Leggi il resto »
L’appuntamento con il supermercato ci aspetta ogni fine settimana: ansiosi attendiamo che il postino ci recapiti il foglio con le promozioni in corso, poi stiliamo la lista della spesa e ci dirigiamo verso il nostro ShopRite di fiducia. Si tratta di una catena di supermercati, un po’ come in Italia può essere il Carrefour o l’Esselunga. Notato qualcosa di strano nel nome? L’errore nello scrivere la parola right (giusto, bene, corretto) è voluto: ho già detto che gli americani sono pigri quando parlano e scrivono, e questa ne è l’ennesima conferma. Visto che la pronuncia è la stessa, perché scrivere right quando si può usare il più breve rite? Se quindi vieni in vacanza in America, non preoccuparti di leggere parole come nite, lite, brite (rispettivamente notte, luce e brillante): il tuo maestro d’inglese non era un asino, sono gli americani a storpiare le parole. sesso sicuro col prosciutto: Leggi il resto »
Se aguzzo bene la vista, già lo intravedo: il traguardo dei mille articoli pubblicati su questo blog. Certo, ancora la strada è lunga, ne servono almeno altri 70 per arrivare. Ma dopo aver superato quell’obiettivo, mi sono già riproposto di cambiare strategia e “linea editoriale”, se così possiamo chiamarla. Ho deciso di diminuire la frequenza dei nuovi articoli (attualmente circa giornaliera), e di aumentarne la qualità: ci saranno nuove miniserie di interventi sull’accessibilità e sullo sviluppo web in generale, poi le ricette di cucina e tutto il resto. Ma tutto sarà confezionato con più cura: ad esempio la traduzione in inglese degli interventi, che finora ho trascurato in maniera evidente; oppure una maggior attenzione alle cartoline ed agli spunti di riflessione. scrivere meno, ma meglio: Leggi il resto »
Lo confesso, ascoltando di tanto in tanto il telegiornale italiano che trasmettono sulla Rai International, mi viene proprio da sorridere: ma ancora i ministri di questo Paese stanno a discutere quale sia la valenza dell’inno nazionale, se la schiavitù citata sia quella messa al bando dalle convenzioni internazionali o cos’altro. Se proprio volessi aggiungere un ennesimo motivo alla lunga lista che mi ha portato ad andarmene dall’Italia, questo è uno di quelli buoni: la scarsa passione per i simboli della patria. Se qui in America un ministro si permettesse di parlare male della bandiera o dell’inno, prima lo manderebbero via a calci nel sedere, e poi lo farebbero espatriare. Qui sono talmente attaccati a questo che non puoi fare un passo senza scorgere una bandiera americana da qualche parte. ancora sui simboli nazionali?: Leggi il resto »