gestire un progetto: trucchi per avere successo - seconda puntata
Come forse ricorderai, qualche settimana fa ho preso parte ad un corso di formazione su come essere un capo progetto o un dirigente di successo. Il professore c’ha illustrato tutta la fase di pianificazione, la creazione dei grafici di Gantt, l’uso delle funzioni di base di Microsoft Project, come individuare il cammino critico dei task, e via dicendo. E mi affascina il fatto che ci sia gente che studia teorie, costruisce modelli e deriva formule matematiche in grado di controllare ogni aspetto dell’intero processo. Peccato che poi, nella realtà (e questo vale sia in America che in Italia) molto spesso tutte queste belle cose non vengano applicate, anzi sono totalmente ignorate da chi si trova alla guida di un team. Motivo per cui, stando a statistiche fornite dal professore a lezione, al momento il tasso di fallimento dei progetti, in maniera trasversale su mercati eterogenei e dimensioni, è di circa il 65% in America: spaventoso. alleati, ninja ed entusiasti: Leggi il resto »
gestire un progetto: trucchi per avere successo - prima puntata
Questa settimana m’hanno mandato ad un corso di formazione intitolato Project Management: Skills for success, che più o meno potrebbe essere tradotto in Gestire un progetto: capacità per avere successo. Una lunga chiacchierata di cinque giorni sulla letteratura e le tecniche più in voga in questo settore. Come sempre gli americani sono maestri nel costruire modelli, teorie e standard su qualsiasi cosa, ed il lavoro del capo progetto non poteva certo essere risparmiato da questa pratica. In questa miniserie di articoli voglio condividere con te quello che sto imparando. Sebbene il mio ruolo non sia quello di dirigere un team di persone al momento, le tecniche illustrate durante il corso mi torneranno utili per discutere e pianificare il prossimo progetto in cui mi coinvolgeranno. il triangolo del capo progetto: Leggi il resto »
I giochi sono fatti: per la seconda volta (guarda caso sempre a ridosso di tragedie mondiali che riguardano qualche centrale nucleare) il popolo italiano ha detto che questi impianti per la produzione di energia, sul suolo nazionale, non li vuole. Peccato che i promotori però:
Se sei un lettore di vecchia data, saprai che di tanto in tanto mi capita di scrivere qualche articolo “su commissione”. Oggi ti parlo di WeFly, un luogo virtuale per condividere le proprie impressioni di viaggio. Già un paio d’anni fa avevo avviato un esperimento simile sul mio blog, dove ti raccontavo tutte le mie esperienze in giro per il mondo, con suggerimenti su cosa vedere, cosa mangiare o quali mezzi di trasporto conviene usare (tipo lo scooter a Santorini o la bici nei paesini sperduti dell’entroterra giapponese). E stando alle mie statistiche d’accesso, sembra che questo genere di servizi sia abbastanza apprezzato da coloro che, presumo, si preparano a visitare le stesse mete e cercano idee in rete. WeFly, che alle spalle ha nientepopodimeno che Lufthansa, parte dallo stesso concetto: superare la confusione dei network sociali, dove si trova di tutto e di più, per concentrare l’attenzione sui viaggi. wefly, una community per i viaggiatori: Leggi il resto »
Una mia concittadina del paesello dove abito qui in America ha pubblicato, un paio di giorni fa, un’interessante lettera sul giornalino gratuito che ogni settimana ci viene distribuito. Una riflessione sulla morte di Bin Laden. Che affronta, senza volerlo, l’altra faccia della medaglia di post come questo. Ho deciso di tradurre quelle parole in Italiano e di ripubblicarle qui, per far capire quale sia il vero sentimento nel cuore di tanti Americani. Che non sono solo grassoni stupidi che s’ingozzano di hamburger McDonalds dalla mattina alla sera, come tanta propaganda vorrebbe farvi credere oltreoceano. giusto per tornare su bin laden: Leggi il resto »