Nelle scorse settimane sono uscite sui giornali due notizie che hanno rinforzano la mia convinzione di essermene scappato da questo Belpaese in decomposizione. La prima ci informa che, secondo l’Unioncamere, l’Italia è il fanalino di coda (il modo di dire, in questo caso, casca proprio bene) nello sviluppo della rete autostradale. Se negli anni Ottanta eravamo praticamente i primi in Europa, adesso siamo stati abbondantemente superati da Spagna e Francia: i nostri governanti hanno costruito soltanto 64 chilometri di nuove strade, contro gli oltre 2000 della Spagna. Qualcuno ha osato ribadire: vabbè, il nostro territorio è molto più montagnoso e la forma a Stivale certo non agevola le cose. Ma davvero c’è gente in grado di sostenere seriamente questa tesi? La verità è un’altra: non abbiamo più voglia di crescere. destra o sinistra? no, indietro: Leggi il resto »
Non ho ancora capito il motivo per il quale l’Agenzia delle Entrate ha deciso, di sua spontanea volontà, di pubblicare i redditi degli Italiani in rete, qualche settimana fa. Nel loro comunicato stampa si legge:
La forma di pubblicità dei dati reddituali prevista dal legislatore consiste nella consultabilità dei dati da parte di chiunque. La ratio della norma è quella di favorire una forma di controllo diffuso da parte dei cittadini rispetto all’adempimento degli obblighi tributari. La scelta di Internet quale mezzo di comunicazione è stata fatta per adeguare i comportamenti dell’Agenzia a quanto stabilito dal Codice dell’amministrazione digitale varato nel 2005, che impone alla PA di utilizzare come strumento ordinario di fruibilità delle informazioni la modalità digitale.
A parte che ci sono tante altre cose che sarebbe bene adeguare al Codice dell’Amministrazione digitale, prima dei dati sui redditi, ma cosa significa “favorire una forma di controllo diffuso”, se non alimentare il gusto tutto italiano di spiare parenti e vicini di casa. le buste paga in bacheca: Leggi il resto »
Appena entrato nel vagone della metropolitana, non trovando un posto a sedere, mi sono appoggiato su una parete a leggere le pubblicità attaccate alle pareti. Nella mia carrozza c’erano ben tre inviti a farsi operare le deformazioni ai piedi (cipolle, calli vari, pelle sciupata), accanto al faccione sorridente del dottor Zizmor, il medico preferito dagli abitanti di New York per i problemi alla pelle. C’era anche un ammonimento a non sostare nei passaggi di congiunzione tra le carrozze, durante la corsa, ed un ringraziamento ai circa 1900 cittadini che l’anno scorso hanno visto o sentito qualcosa di sospetto e sono andati a dirlo alla polizia. Messaggi che non mi hanno convinto a farmi curare i calli o a starmene buono dentro la carrozza, mentre la metropolitana corre. Ma che mi fanno riflettere su quello che i turisti pensano dell’America, letta attraverso queste reclame. un’impressione metropolitana: Leggi il resto »
Grazie al mio palmare, posso scaricare ogni giorno i principali articoli dei quotidiani italiani, per tenermi informato su quello che succede dall’altra parte dell’oceano. L’altro giorno leggevo un articolo su La Stampa, nel quale mi sono abbastanza rispecchiato. Il titolo non poteva essere più azzeccato: addio Italia, mollo tutto e cambio vita. Ancora di più lo è l’occhiello (che sarebbe quello che io, comune mortale, chiamo sempre sottotitolo), che recita: all’estero per stress e non per povertà; su Internet le nuove vie degli emigranti. Sembra proprio che abbiano voluto riassumere la mia storia recentissima. addio italia, mollo tutto: Leggi il resto »
Le ricerche demografiche continuano a confermarlo: gli abitanti della Grande Mela sono almeno per metà in cura da uno strizzacervelli. Personalmente non riesco a spiegarmi perché. O meglio, mi chiedo come mai uno che abita nella città più famosa del mondo, possa richiedere cure. Si lo so, lo stress qui è particolarmente elevato per i ritmi lavorativi, e la gente si immedesima fin troppo nel proprio lavoro e nei propri doveri, dimenticando un dettaglio trascurabile: vivere la propria vita. E dire che la maggior parte della gente, come traspare anche dalle tante serie televisive ambientate a New York, è intelligente (spesso sopra la media), divertente e benestante. Dunque, che motivo avrebbe di farsi analizzare da uno psicoterapeuta? newyorkesi e psichiatri: Leggi il resto »