Il periodo delle feste s’avvicina. Non c’è dubbio: le aziende già da un mese hanno cominciato a far sfilare babbi natale e robe commerciali dentro le reclàme, evidente segnale che la crisi si sente anche quest’anno. Per cercare di ovviare a questo clima grigio e noioso, oggi ho deciso di invitare nel mio salotto virtuale due fumettisti (si dice così, giusto?) che allietano i visitatori dei rispettivi blog con le loro creazioni artistiche. Uno dei due (ti lascio indovinare chi), per la cronaca, è colui che ha disegnato anche il ragazzo appoggiato sulla testata del mio blog, diventato oramai il marchio con cui mi si riconosce nella blogosfera. Allora diamo un caloroso benvenuto a SpaceChili ed RxStrip.
Siamo ancora in aria di Thanksgiving (il Giorno del Ringraziamento), festività americana che per fortuna ancora gli Italiani hanno deciso di non importare nel loro calendario, com’hanno invece fatto con Halloween. Ed allora, mi son detto, che intervista fare in occasione di questa ricorrenza? Dopo aver pensato un po’, ecco accendersi la lampadina: due blogger italianissimi ma emigrati all’estero (il motivo ce lo racconteranno loro stessi fra poco). Andando a cercare in questo gruppo di scrittori, ho scoperto che la comunità di italiani (felicemente?) espatriati che tengono un blog, è più grande di quanto m’aspettassi. Così la scelta s’è dimostrata più dura del previsto. Alla fine, anche per le domande che avevo in mente di proporre, ho invitato Non si sa mai e Valeria. Vediamo cosa hanno risposto alle mie domande.
Parafrasando il famoso proverbio, potrei dire che tira più un blog a sfondo erotico, che un gruppo di buoi. E così ho voluto vedere quale sarebbe stata la reazione del pubblico se avessi invitato una delle maggiori esponenti di questo filone nel mio salotto virtuale. Lo dico subito: l’intervista di oggi è da bollino rosso, quindi se fai parte di una “fascia” protetta, ti prego di cambiar canale o comunque di non proseguire la lettura di quest’intervista. O per lo meno delle risposte di Sophieboop, che c’era d’aspettarselo, non s’è certo trattenuta. All’altra estremità del ring ho messo Mucio, il cui taglio editoriale non è poi così distante: come potevo non metterli accanto, nel mio salotto virtuale, e vedere… l’effetto che fa. Vengo anch’io (ehm), no tu no.
Era una notte buia e tempestosa quella del 4 gennaio 1967, quando all’improvviso uno squarcio di sereno si aprì nel cielo di Genova, la luna fece capolino e posò un suo pallido raggio sulla finestra di una casa dove vivevano due genitori in attesa della loro prima creatura. Quello era il segnale tanto atteso: i due giovani emozionati e, a dire il vero, un po’ spaventati da quello che li aspettava, salirono in macchina e si diressero verso il posto dove i bambini vengono alla luce. Da lì a poche ore la loro vita sarebbe completamente cambiata.
Così comincia l’autobiografia di Stefania, in arte Pibua, ospite oggi nel mio salotto virtuale per la consueta intervista doppia, insieme ad Andrea di Axellweb. Il quale risponde in tono più professionale raccontandoci quanto segue:
Andrea Toso nasce a Torino (da genitori veneti) nel mese di giugno di un bel po’ di anni fa, laureato in Scienze della Comunicazione e masterizzato allo IED in Web Marketing. Attualmente è project manager in WEDOO (agenzia di comunicazione torinese). In precedenza ha coordinato attività e progetti per CSP innovazione nelle ICT (in ambito di nuovi media e media sociali).
Beh, vediamo cosa hanno risposto alle mie domande di oggi. axellweb incontra pibua: Leggi il resto »
Dopo la “pausa” della scorsa settimana, in cui l’intervista da doppia si è trasformata eccezionalmente in singola, riprende il consueto appuntamento per (ri)scoprire gli abitanti del pazzo mondo chiamato blogosfera. Oggi ho invitato Lorenza ed Adamo. Lei racconta “Io mi sono fatta il blog, a suo tempo, con l’idea che, a prescindere dal numero dei lettori eventualmente conquistati, almeno avrei avuto la possibilità di descrivere quello che nessuno (giornalisti, intellettuali, politici, supposti esperti) si prende la briga non solo di raccontare ma, almeno, di vedere: la vita di una persona comune che, incidentalmente, di mestiere fa l’insegnante”. Di lui mi ha colpito questo divertente passaggio “Dopo 35 esami per 7 voti sul libretto, prenderò l’abilitazione per la disoccupazione eterna. Il giorno dopo (vabbè 2 giorni dopo), il governo con la g più minuscola mai inventata dai tipografi lancerà un concorso a cattedre che di fatto renderà la mia ssis vana come un Air Fresh in una torrefazione”.