Il mio articolo su come e perché WordPress abbia superato Joomla in questi ultimi anni, era anche un esperimento volto a capire se interventi più lunghi del solito sono un deterrente per i lettori (anche occasionali) di questo blog. Il fatto di aver avuto un picco d’accessi dopo la sua pubblicazione, m’aveva già rincuorato. Quando poi ho scoperto che persino l’autorevole Apogeonline abbia voluto segnalarlo sulla propria homepage, sono rimasto positivamente stupito dall’inatteso successo
Aveva proprio ragione chi diceva che non è la lunghezza di un post a spaventare i visitatori, quanto la sua qualità. Ne prendo atto.

Uno screenshot della homepage di Apogeonline
Classico appuntamento periodico con la lista delle ricerche più strampalate che hanno portato i visitatori da Google e soci fin su queste pagine. Sarà che oramai Facebook sta fagocitando molta della popolazione blogosferica di un tempo, sarà che giocare a Farmville è più facile che visitare un blog e mettere in funzione il proprio cervello, ma il calo si inizia a sentire in maniera sempre più evidente, ed è sempre più difficile scovare delle vere perle nella marea di ricerche comuni (tipicamente ricette di stagione) che trovo nelle mie statistiche. Ho cercato di fare il possibile per cernere quelle più valide. Tra parentesi quello che ho pensato dopo aver letto la frase. le parole chiave dell’estate 2011: Leggi il resto »
Quando ieri, dall’ufficio, mi sono collegato al sito della compagnia elettrica per avere notizie su quando avrebbero ripristinato la corrente nella zona nord del paesino dove abitiamo, la data che ho letto in principio m’ha fatto pensare “no, deve esserci un errore, non può essere”. Ed invece no, nessun equivoco, pare proprio che staremo al buio per otto giorni di fila. Stamattina, mentre camminavo verso la fermata dell’autobus, mi sembrava quasi di essere finito all’interno del libro di Saramago, Cecità: il piccolo negozio di alimentari solitamente pieno di gente che fa colazione era chiuso, ed il parcheggio antistante completamente deserto; i semafori spenti facevano formare file insolite all’incrocio principale, mentre in sottofondo alcuni generatori a benzina sostituivano le voci di grilli e scoiattoli che solitamente mi accompagnano durante il breve tragitto. La cosa più sorprendente è comunque il modo in cui il vicinato sta affrontando questa nuova sfida: non con la rabbia e le invettive contro la compagnia elettrica che probabilmente questa situazione avrebbe scatenato in Italia, ma con quello spirito positivo ed atteggiamento ottimista che contraddistingue gli americani. Che rende la mancanza di frigo e tv molto più sopportabile.
Se leggendo il titolo hai pensato che con il caldo mi ha dato di volta il cervello, hai completamente sbagliato strada. Già, perché non è assolutamente di argomenti scurrili che voglio parlare in questo ferragosto uggioso americano. La curiosità di oggi arriva proprio dall’America. Alcune settimane fa davo un’occhiata alla mia busta paga, per vedere se Obama mi stava togliendo più tasse del solito, ed ho scoperto di star pagando i contributi per la FICA, Federal Insurance Contributions Act. Lo dice anche Wikipedia, non me lo sono inventato io. Vuoi mettere? Voi italiani pagate le tasse per l’INPS, ma io sono ben più contento di pagare quelle per la FICA! Suvvia, non c’è proprio paragone. Mi sarei trasferito qui solo solo per questa cosa!
ripropongo una barzelletta pubblicata nel 2009
Quando qualche anno fa è “scoppiata” la crisi economica nella quale siamo ancora impantanati (e dalla quale, al momento, non ci libereremo facilmente, stando a quello che si sente e si legge), e per rendere il tutto un po’ più sopportabile, iniziarono a circolare le prime barzellette su di essa. Io ne trovai una sul blog di Federico Neri (il link non posso metterlo perché nel frattempo il proprietario ha chiuso bottega), che ancora oggi mi sembra di grande attualità. Un modo per risolvere i problemi economici con gran facilità! il ricco turista fa girare l’economia: Leggi il resto »