Ho sempre amato il gusto tutto americano per le cose “di una volta”, come ad esempio il buon vecchio parchimetro a monetine, totalmente scomparso in Italia e così diffuso negli Stati Uniti. Mentre noi siamo passati alle più evolute macchinette che sputano bigliettini di carta (che inquinano), qui sono rimasti fedeli alla tradizione meccanica. Pare infatti che non vi sia traccia di elettronica in molte di queste macchinette, tutto è ancora incredibilmente affidato ad ingranaggi e rotelle.

Quando arrivi negli Stati Uniti, la prima cosa che ti preoccupa è ovviamente la lingua: farsi capire è fondamentale per compiere qualsiasi azione, dal comprare un pezzo di pane fino ad ottenere la patente di guida. In genere chi ha studiato inglese alle scuole superiori, pensa di affrontare, sprezzante del pericolo, ogni interlocutore senza timore. Questa falsa certezza crolla al primo scambio di battute, quando la persona con cui vuoi parlare ti chiede “How are you doing?” (o peggio nella forma abbreviata “How doing“). Ma come? Non avrebbe dovuto dire, che so, Good morning oppure Hello? Il panico ti fa diventare paonazzo: cosa si risponde in questo caso? Ma soprattutto, che diamine ti hanno appena chiesto? l’inglese s’impara sul campo: Leggi il resto »
Per chi è innamorato del mare come me, in tutte le sue declinazioni, San Francisco offre infinite possibilità di saziare la propria sete di salsedine. Uno dei posti più caratteristici è sicuramente il Molo del Pescatore (che se detto all’inglese, Fisherman’s Wharf, fa molto più effetto), in cui l’odore dei granchi giganti bolliti si mescola con il suono dei gabbiani appollaiati sulle barche, e quello di un trombettista di strada che allieta i passanti con qualche nota di jazz. A pochi passi le bancarelle vendono di tutto, dalle macchine fotografiche digitali a prezzi stracciati, alle magliette, fino al tipico pane scavato e riempito di polpa di granchio. Un posto unico al mondo, il Wharf.

l'insegna al centro della piazza, con il nome della zona
Continuo con la rassegna fotografica che riassume il breve viaggio a San Francisco di qualche settimana fa. Una delle cose che non puoi assolutamente mancare di visitare, è il Golden Gate: non certo uno dei ponti più imponenti realizzati dall’ingegno umano, ma sicuramente uno dei più conosciuti ed affascinanti. A due passi dall’isola di Alcatraz, famoso penitenziario di massima sicurezza degli anni Cinquanta, la vista che si può ammirare stando sull’altra sponda è veramente unica: il ponte in primo piano e la città come sfondo. Nota pratica: prepara otto dollari per attraversare questo prodigio della tecnica.

Visto che il giochino precedente, quello delle tre lampadine, è stato risolto in tempi rapidissimi, ho deciso di alzare la posta, proponendoti stavolta un rompicapo “animato”, variante del classico gioco in cui ci sono il lupo, la pecora ed il cavolo che devono attraversare il fiume. I giapponesi hanno previsto un’intera famiglia stavolta: mamma, papà, due figli maschi e due figlie femmine. Giusto per complicare le cose, c’hanno messo anche un poliziotto ed una ladra. Le regole sono le seguenti:
L’obiettivo del gioco è presto detto: trasportare tutti sull’altra sponda. Basta cliccare sul cerchio blu per cominciare, poi cliccare sulle persone che vuoi far salire sulla barca, ed infine sulla leva per azionare il trasporto. Il gioco ti avvertirà in caso di non rispetto di una delle regole. Io non ci sono ancora riuscito. Grazie a BlueVolvox per la segnalazione.