1. cosa c’è nel tuo collutorio

    Ho appena scoperto che collutorio si scrive con una sola t, grazie al correttore ortografico :) Ma curiosità lessicali a parte, oggi prendo spunto da un articolo apparso su Wired di qualche mese fa per raccontarti com’è fatto il liquido che usi tutti i giorni per sciacquarti la bocca, il Listerine. Un mix di ingredienti che uccidono germi, proteggono i tuoi denti e ti lasciano un alito fresco per diverse ore. Quand’ero in Italia, ricordo che molti miei amici trovavano il Listerine un po’ troppo forte per i loro gusti, ma qui in America  se vuoi qualcosa che davvero funzioni contro placca ed altre insidie ortodontiche, questo è l’unico collutorio che funziona davvero. Leggi il resto

  2. noi siamo a destra?

    Per l’angolo dell’umorismo (involontario), ho appena ricevuto quest’email che stranamente non è stata filtrata dall’antispam. Recita esattamente così: “Trova la migliore offerta in materia di droga a garanzia di qualita? Qui si sta a destra, si ottiene subito il tuo pillole. Venite a noi e per i nostri mdeicinali. Per una vasta gamma di farmaci, di facile ordinare e ricevere!” Ora, non capisco cosa c’entra la politica con il Viagra. O forse si… con tutte le donne che Berlusconi deve corteggiare alla sua veneranda età, all’estero si sono convinti che noi italiani, se “di destra”, abbiamo bisogno del Viagra o della droga :)

  3. il pranzo di pasqua

    Dopo la ricetta delle focacce, non poteva mancare una foto ricordo della tavola imbandita di Pasqua. Pronta ad accogliere i commensali con una certa varietà di pietanze: abbiamo iniziato con una bella fetta di lasagne al ragù, per poi passare all’insalata (qui in America si usa così) ed alle focacce ripiene di agnello e piselli, e salsiccia e carciofi. Sembra che questa “novità” abbia avuto un discreto successo, e già mi è stato chiesto di prepararle di nuovo, variando i condimenti, magari con qualcosa di più “americano” :) Ad annaffiare il tutto un buon vinello rosso californiano. E per concludere limoncello e pastiera napoletana (fatta col riso anziché col grano, che qui è praticamente introvabile). Leggi il resto

  4. due anni sul suolo americano

    Anzi, praticamente 25 mesi, per essere  precisi. Eh già, era il 26 Febbraio 2008, io non dormii per tutta la notta, la mattina alle 11 avevo l’aereo della Lufthansa che mi avrebbe portato nel Paese a stelle e strisce, via Francoforte. Il taxi arrivò in ritardo, e quando all’autista, giusto per scambiare due parole, dissi che me ne andavo dall’Italia, lui mi fece tutta una ramanzina sull’orgoglio nazionale, e sul fatto che lui non se ne sarebbe andato per nulla al mondo. Insomma, un modo “piacevole” per scrivere le ultime parole di quel capitolo della mia vita. All’aeroporto arrivai carico come un mulo (non puoi immaginare cosa voglia dire fare un trasloco transoceanico eheh) e mi fecero pagare 90 euro di sovrapprezzo per una valigia che superava i 25 chili consentiti. Leggi il resto

  5. google maps… piccante

    L’angolo dell’umorismo di oggi lo prendo in prestito dal blog di Pausa Perenne, che qualche mese fa ha segnalato l’ennesima curiosità su Google Maps. Che le telecamere impiccione di Google abbiano ripreso ladri che fuggivano, gente nei giardini che faceva cose strane, e via dicendo, non è più una novità. D’altro canto, Paese che vai, usanze che trovi… e così non mancano neanche i clienti che contrattano con le donne di strada, nel bel mezzo di una giornata romana qualsiasi. Complimenti, per il turismo italiano che langue, un’ottima pubblicità!


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  6. le brutte macchine americane

    Una cosa nella quale ancora oggi l’Europa ha un indiscusso primato sull’America, almeno  ai miei occhi, è di certo lo stile del proprio parco automobilistico. Questione di gusti, è vero, ma come si fa a comprare uno di questi SUV squadrati e spigolosi, delle vere scatolette per sardine senza grazia e senza carattere. Per me è sempre stato così con le automobili: anche il mio occhio vuole la sua parte. Non mi basta che l’auto consumi poco o abbia il lettore di MP3, deve essere per lo meno guardabile. Come si dice in inglese, sono attualmente “sul mercato” per acquistare un SUV. In Italia avrei avuto l’imbarazzo della scelta, a prezzi contenuti ed accessibili alla gente comune. Qui se voglio un macchina bella, dovrei per forza prendere un BMW, una Lexus o una Mercedes: tutte straniere e tutte sopra il mio tetto di spesa. Poi si chiedono come mai le case nazionali (General Motors, Chrysler, Ford) non abbiano successo. Beh, basta dare un’occhiata ai modelli a disposizione. Persino gli americani, che a queste cose non ci tengono, se ne stanno accorgendo. Leggi il resto

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