La mia ricetta delle tartine alla nutella ha involontariamente alimentato un acceso dibattito sulla percezione degli italiani all’estero (mai sentito parlare di Jersey Shore?) e di certi stereotipi. Così mi è venuto in mente un modo di dire che imparai appena arrivato sul suolo americano. Se ti capitasse un giorno di fare un salto oltreoceano, e sei un maschietto, attenzione quando conoscerai una ragazza: se ti dice che ti sei fatto un puertorican/italian shower, non è un buon segno. Potrebbe sembrare un insulto razzista, ma è semplicemente un modo di dire: la doccia italiana consiste, di fatto, nel non farsi la doccia dopo una giornata di sudore e fatica, ma spruzzarsi giusto un po’ di profumo per coprire gli odori del proprio corpo. Non è dato sapere se i portoricani lo facciano veramente, certo conosco alcuni italiani che applicano questo metodo.
ripropongo un video molto popolare nel 2007
Sembra ieri, eppure sono già trascorsi cinque anni da quando scovai questo video in rete e lo proposi sul mio blog. Ti avverto subito che, seppur non sfociando nel porno o nella volgarità, contiene delle scene di nudo integrale femminile, quindi se pensi che questo possa turbare la tua sensibilità, ti prego sin da ora di non proseguire con la visione (sembro proprio una di quelle voci fuori campo che raccomandano di leggere attentamente il foglietto illustrativo, eh eh). Non sono mai riuscito a capire come faccia la protagonista a nascondere il fazzoletto, se qualche anima pia conosce il trucco e volesse spiegarmelo, si faccia pure avanti. ursula martinez nasconde il fazzoletto: Leggi il resto »
ripropongo un esercizio curioso a cui fui sottoposto nel 2008
Sei ancora sonnecchiante per le ore piccole dello scorso fine settimana? Per aiutarti a risvegliare ogni neurone del tuo cervello, non c’è nulla di meglio che un bel rompicapo su cui ragionare qualche minuto. Ovviamente andare su Google a cercare la soluzione (ammesso che tu riesca a trovarla) non vale.
In una stanza, su di una parete, sono montate tre lampadine ad incandescenza. Fuori dalla stanza ci sono tre interruttori, ognuno collegato ad una lampadina. Supponiamo che tutte e tre le lampadine funzionino correttamente, ed analogamente gli interruttori: attivandone uno, si accende esattamente una ed una sola lampadina. Ti trovi davanti ai tre interruttori, e ti viene concesso di entrare in stanza una sola volta. Come fai a determinare a quale interruttore è collegata ogni lampadina?
Nel mio tragitto quotidiano tra casa e lavoro, per ingannare il tempo ascolto spesso uno dei podcast a cui sono abbonato: vari generi musicali, le lezioni d’inglese di English 24 e Listen to English (non più aggiornato regolarmente) e Focus Economia (Radio 24). Quest’ultima trasmissione, in particolare, da qualche settimana usa un pezzo musicale di Rodolfo De Angelis. Una canzone sulla “crisi” di quasi cent’anni fa, che però sembra straordinariamente attuale. Dato che a me son sempre piaciuti questi stornelli d’un tempo (come dimenticare Ferruccio Tavaglini o, in epoca più recente, Renato Rascel?), la ripropongo qui sul blog per condividerla anche con te. ma cos’è questa crisi?: Leggi il resto »
Tempo di raffreddori, con conseguenti nasi che colano, gole che bruciano ed occhi che si gonfiano. A parte andare dal dottore a farsi dare qualcosa nei casi più disperati, in genere basta comprare in farmacia uno dei tanti rimedi contro gli ospiti indesiderati del nostro corpo. In America, però, nell’epoca del risparmio a tutti i costi, sto notando un crescente interesse verso i rimedi casalinghi, ovvero per le cure omeopatiche a base di ingredienti naturali che tutti teniamo nella credenza in cucina. Il mio capoufficio è sempre stato, da quando lo conosco, un appassionato di medicina alternativa. Viste le condizioni “pietose” in cui sono arrivato al lavoro l’altro giorno (il mio naso era così tappato che neppure lo Sgorgante Idraulico avrebbe funzionato), mi ha suggerito la sua ricetta speciale antiraffreddore. La proverò alla prima occasione
i rimedi omeopatici del mio capo: Leggi il resto »