Strano, ma nella blogosfera italiana che leggo ho visto pochi interventi che in qualche modo parlassero del cataclisma abbattutosi in Giappone in questi giorni. Personalmente stavo meditando sul da farsi, ed alla fine ho deciso che donerò i proventi della pubblicità su questo blog dall’inizio dell’anno ad oggi, raddoppiati. Si tratta solo di una trentina di dollari (già, i tempi in cui facevo guadagni a tre cifre sono finiti, maledetto Facebook), ma se ognuno di noi donasse anche soltanto 10 euro alle organizzazioni umanitarie per acquistare qualcosa e soccorrere questo popolo disperato, si potrebbero raggranellare cifre considerevoli. Nel mio caso donerò (come la scorsa volta per l’Abruzzo) alla Croce Rossa, che ha istituito qui un fondo apposito per quest’emergenza. Il Giappone, dove la moglie ed io siamo stati in viaggio di nozze, è sempre stato nel nostro cuore, e questa tragedia c’ha molto colpito. E tu, di cosa sei disposto a privarti in questa Quaresima per aiutare il popolo del Sol Levante?
Ogni tanto, forse lo sai, mi piace curiosare tra le statistiche del mio blog per capire come la gente approdi sull’uscio di questa casetta virtuale. A parte le solite ricerche sul sesso (e t’assicuro che ce n’è davvero per tutti, ma proprio tutti, i gusti), sulle ricette di cucina (le chiacchiere di carnevale ed i canederli stanno andando forte in questo periodo) e su Tophost, ho notato una tendenza ad usare Google e gli altri motori di ricerca come una specie di oracolo da cui ottenere la risposta giusta a qualsiasi tipo di problema, coniugale o scolastico, di salute o politico. Il filo conduttore è l’ingenuità di queste domande ed il fascino che provocano in me coloro che le hanno generate. l’ingenuità disarmante delle parole chiave: Leggi il resto »
Consueta nota di servizio per te che leggi questo sito principalmente tramite RSS: ho aggiornato le tonalità dei colori per il mese di marzo. Se vedi ancora quelli “vecchi”, ti basta ricaricare la pagina per svuotare la cache del tuo browser. Visto che questo sfondo l’anno scorso aveva riscosso un discreto successo di pubblico, ho deciso di non cambiarlo, trasportandolo sul nuovo vestito praticamente pari pari. Questo mese vuole iniziare a celebrare la primavera, che a poco a poco inizia a sentirsi nell’aria. Già ai bordi del prato davanti casa mia ho notato i primi timidissimi germogli d’erba nuova, segno che anche le piante credono che il rigido inverno sia ormai alle spalle! Come sempre, critiche e suggerimenti sono bene accetti!
il mio sbarco americano segna già il terzo anniversario
Ricordo l’ultimo giorno in Italia come se fosse ieri. La moglie era già partita da alcune settimane, per iniziare la caccia al lavoro nel nuovo Continente in modo che almeno uno dei due potesse portare la pagnotta a casa, in questa fase di transizione. Io avevo già fissato 5 colloqui per le prime due settimane, tutto tramite Internet (benedetto sia chi l’ha inventata). La casa in Italia era oramai completamente svuotata, la macchina venduta, gli amici salutati. Tutto era pronto per questo salto nel buio. In realtà tanto buio non era: qui avevo già mia moglie che, essendo nata in questi luoghi, non era certo sprovveduta. Il mio datore di lavoro mi concedeva un’aspettativa non retribuita di 1 anno per motivi personali: una rete di protezione non indifferente, a ben pensarci. Ed infine il cambio favorevole (per me) tra euro e dollaro, che gonfiò “magicamente” i risparmi che avevamo da parte. Insomma, non ero certo l’immigrato con la valigia di cartone che s’imbarcava alla ricerca di miglior fortuna. e così sono già tre anni: Leggi il resto »
Leggo su Wikipedia che esiste una scala ben precisa per catalogare gli incontri ravvicinati tra esseri di due mondi diversi. Stamattina credo di essere stato protagonista di un incontro del quinto tipo, definito come “incontro bilaterale posto in essere tramite iniziative umane coscienti, volontarie ed attive, o tramite la comunicazione cooperativa con intelligenze extraterrestri”
Oddio, non era proprio un’extraterrestre quella che s’è materializzata qui oggi, ma comunque proveniente da un posto lontano. Quell’oretta e mezza a chiacchierare è passata davvero in fretta, complice anche il breve giro turistico del college che le ho fatto fare, con la collaborazione del nostro direttore del centro multimediale che tutta Manhattan ci invidia (ok, ora forse sto esagerando). E così finalmente un’altra blogger ha visto dove nascono i miei post (il mio ufficio) e soprattutto la facciaccia brutta che si nasconde dietro l’omino dal ciuffo sbarazzino. Io ovviamente continuo a tifare affinché Federica scelga New York come posto dove vivere!