Guardo il sito e vedo pochi commenti ai miei articoli, poi guardo le statistiche d’accesso, e mi consola sapere che ogni giorno passano da qui circa 500 visitatori unici. Non un’enormità, ma pur sempre un bel po’ di gente, stando alle analisi fatte attraverso il sistema di Google Analytics. Tutto questo escludendo i lettori del mio feed, circa un centinaio stando a Feedburner. E mi chiedo: ma davvero sei così pigro da non voler lasciar traccia del tuo passaggio? Oppure hai ancora qualche problema tecnico ad inserire il tuo pensiero? No, mi sa che la spiegazione migliore è che non dico cose abbastanza interessanti e degne di essere commentate, sob. Dimmelo, altrimenti finirà che mi preoccupo…
Gli esperti di posizionamento all’interno dei motori di ricerca la conoscono fin troppo bene: è la danza di Google, uno strano algoritmo eseguito di tanto in tanto per ricalcolare l’indice di “popolarità” di un sito, meglio noto come Page Rank. Il popolo degli scrittori del web si è recentemente scatenato, dopo i risultati prodotti dall’ultimo giro di ballo: siti molto popolari si sono visti assegnare una valutazione inferiore a quella di sconosciuti scrittori della domenica, e viceversa gente che non ha mai mosso un dito per fare “buon web” è stata premiata da voti sopra le aspettative. Il tenutario qui si dichiara al momento soddisfatto: sono passato dal mio storico PR 5 ad un invidiabile PR 6. Secondo me è tutto merito dell’accessibilità… e delle polpette di patate di mia nonna.
Dopo l’inserimento degli “scorci” delle stanze della mia casetta virtuale, ho ricevuto molti apprezzamenti, e di questo ringrazio un po’ tutti e soprattutto l’artefice di questo miracolo. Ma mi era stato anche fatto notare che la pagina principale sembrava particolarmente brutta, non riportando nulla nell’intestazione. Così mi sono messo a cercare un’immagine per conto mio, ed ho trovato quella che adesso vedi entrando nella pagina principale del blog. Sai quale critica mi hanno fatto sin dall’inizio? Che sembra la casetta di Psycho, il film di Alfred Hitchcock. Vuol dire che dietro quest’apparente normalità, il tenutario nasconde una personalità alla Norman Bates? A giudicare dalla zucca apparsa al posto del ragazzo, tutto è possibile (risata lugubre in sottofondo).
Plin plon. Breve nota di servizio. Mi hanno segnalato difficoltà a lasciare commenti su questo blog. Il problema, dalle prime indagini, sembra legato ad un dispositivo antispam che ho installato da qualche tempo. Senza starti a spiegare troppi dettagli, eccoti la soluzione: elimina i cookie associati a questo sito, e tutto tornerà a funzionare come prima. Sto comunque tentando di porre rimedio in maniera più stabile al difetto, quindi ti prego di avere un po’ di pazienza. Puoi provare a lasciare un commento qui di seguito, per sapere se a te funziona oppure no.
Sin dall’inizio questo spazio è nato come espressione della voglia di rendere un servizio “utile” alla collettività. Un flusso informativo che, partendo da me, ti sarebbe arrivato attraverso il veicolo informatico. Non potevo immaginare che i ruoli si sarebbero presto invertiti: ho scoperto con piacere che alla fine imparo più di quanto “insegno”, e che il dialogo avviene in entrambe le direzioni. Il mio guadagno è la possibilità di confrontarmi e riflettere sui temi affrontati su queste pagine, e di ricevere un accrescimento che prima neppure sospettavo. Persino l’aspetto grafico, a poco a poco, ne ha beneficiato. una personalità in evoluzione: Leggi il resto »