Probabilmente nelle scorse settimane avrai notato un sibillino errore 500 apparire un po’ a casaccio navigando tra le pagine del blog. Bene, l’amministratore del condominio virtuale dove è situato il mio piccolo appartamento in rete, Tophost, mi fa sapere di aver trovare una soluzione al problema che si augurano essere definitiva. Il servizio d’assistenza è stato molto cordiale e disponibile, lasciando addirittura aperto il ticket che avevo inviato per segnalare il problema, in modo da avere un canale di comunicazione attivo per monitorare la situazione da entrambe le parti. Il che mi convince sempre di più che coloro che si lamentano della scarsa qualità del supporto Tophost sono probabilmente i soliti arroganti che pretendono di avere la Luna pagandola solo 10 euro all’anno. Gente che già parte con il tono sbruffone e noncurante di chi esige invece di chiedere, di chi presume di sapere tutto invece di ammettere umilmente la propria ignoranza. Polemica a parte, se dovessi notare l’errore in questione girando per le mie stanze, ti pregherei di segnalarmelo.
Mi facevano notare i miei lettori più attenti che con l’arrivo di Settembre si è concluso il ciclo dei 12 temi (uno al mese) che vanno in onda su questo blog. Il che vuol dire che è già passato un anno da quando annunciai di voler riscrivere da zero il mio template, e rimpiazzare quello che era diventato solo un’accozzaglia di soluzioni e toppe varie accumulatesi nel tempo. Così mi misi al lavoro ed in circa un paio di settimane fui pronto a rilasciare la terza generazione del tema. In questi dodici mesi ho cambiato alcune cose: ho rimosso le icone sociali dalla barra laterale (tanto io Facebook e soci non li uso mai), ho rivisitato le 12 tonalità cromatiche, ho spremuto tutte le ottimizzazioni possibili ed immaginabili, ho aggiunto un archivio completo del blog. Se c’è ancora qualcosa che non ti piace, scrivilo nei commenti, parliamone!
E così siamo riusciti a passare indenni la notte tra Sabato e Domenica, quando l’uragano Irene ha raggiunto la nostra zona, in perfetto orario sulla tabella di marcia. Per fortuna, come molti hanno capito, la forza del vento è stata ben inferiore di quanto pronosticato da televisioni e fabbricatori di notizie, ma ciò non toglie che si sia fatto più che be a prepararsi al peggio. Gli alberi hanno retto, la corrente non è andata via, il ruscello a 200 metri da casa nostra è rimasto nei limiti di guardia. Tutto sembrava volgere per il meglio Domenica mattina, s’era persino visto il sole affacciarsi tra le nuvole. Peccato che la coda di Irene sia stata quello che pochi si aspettavano: l’acqua che stava riversando al nord, sta scendendo verso di noi, ingolfando fiumi, buttando a terra alberi e lasciandoci al buio per 24 ore di fila alcuni giorni (qualcuno vuole un po’ di yogurt da mio frigo?). Beh, asciugare l’acqua infiltratasi nel seminterrato è un modo originale per passare il proprio compleanno, no? la coda di irene c’ha fregato: Leggi il resto »
E così stanotte (le 8 di domani mattina in Italia) Irene dovrebbe raggiungere la nostra zona, flagellare New York con venti intorno ai 100 chilometri orari e poi continuare la sua marcia verso il nord degli Stati Uniti. Al momento qui si respira una calma quasi artificiale, e fuori non si vede neppure il classico cane passare per strada: sarà per i messaggi inquietanti che arrivano da ogni canale su cui ci si sintonizza, sarà perché fuori ha già iniziato a piovere, sarà perché i supermercati ed i negozi per la casa sono stati praticamente svuotati di tutti i generi di prima necessità (dall’acqua alle batterie, dai generatori a benzina alle pompe dell’acqua). Avevo pensato di mettere la webcam in diretta, ma dato che il peggio arriverà di notte, non avrebbe avuto alcun senso. Ad ogni modo, noi siamo già pronti ad evacuare, se necessario, ma speriamo proprio non ce ne sia bisogno.
Piccola nota di servizio per tranquillizzare e soddisfare la curiosità di coloro che si stanno chiedendo che fine abbia fatto camu. Con l’imminente inizio del nuovo anno accademico, al lavoro si sono accumulati una serie di progetti che vanno completati entro metà della prossima settimana. Da qui la corsa febbrile per “spremere” ogni minuto delle otto ore lavorative quotidiane per cercare di fare il più possibile
Come dicono gli americani, siamo in crunch time e quindi non rimane tempo per altro. Arrivato a casa, poi, ho voglia di tutto tranne che sedermi di nuovo davanti ad un computer per curare il blog. E così mentre l’uragano Irene minaccia di portare un’apocalisse nella Grande Mela, ed i terremoti scuotono mezz’America, io non posso far altro che tenere per me tutti i post che ho nella testa. Se a tutto questo s’aggiunge che sto lavorando alla versione 2.5 del mio plugin per le statistiche, per includere il tracking di Google Plus One e di qualsiasi evento ti passi per la testa (heatmaps, anyone?), il quadro della situazione è completo.