Una mia amica di stanza a Parigi m’aveva mandato tempo fa una ricetta francese tipica dell’epifania: la galette des rois. Il dolce pare sia usato per celebrare l’arrivo dei Re Magi, che noi Italiani invece da sempre identifichiamo come semplici “ladri di festività”, stando al noto proverbio. Pare inoltre che questo dolce, che conosce molte varianti dal nord al sud della Francia, sia legato ad un gioco che coinvolge i bambini. Nella galette infatti è nascosto un piccolo oggetto, chiamato “fava”, proprio perché originariamente si utilizzava questo legume; chi trova nella propria fetta il piccolo oggetto, spesso una figurina santa d’argento, è eletto re o regina della festa. Questa tradizione è così radicata che molti bambini fanno collezione di queste fèves ed esiste una commercializzazione dedicata alla loro creazione. Con un leggero ritardo sulla tabella di marcia, eccoti dunque la ricetta della mia amica. la galette des rois da parigi: Leggi il resto »
La ricetta di oggi mi è stata ricordata da un recente post di Larvotto, che ha preparato una magnifica cenetta con amici e colleghi di lavoro. Una delle pietanze sul piatto era molto simile a quella che un nostro amico di famiglia ci ha preparato a cena qualche settimana fa. Todd, questo il nome dell’insegnante del New Jersey di cui eravamo ospiti, ha effettivamente una passione nata per la cucina: sarà per il suo passato come aiuto cuoco dietro i fornelli di un ristorante locale, prima di diventare un professore di educazione civica e storia, ma già dall’attenzione ai piccoli dettagli (anche nel modo di sbucciare l’aglio, schiacciandolo con la lama del coltello) si vede nei suoi occhi e nelle sue mani il gusto di destreggiarsi tra padelle e cucchiai di legno. Così, per ringraziarlo della bella cena, ho deciso di pubblicare la sua ricetta. i rotolini di pollo di todd: Leggi il resto »
Ieri è stata una giornata abbastanza convulsa, non solo perché era Lunedì e quindi al lavoro c’era la solita sfilza di riunioni sullo stato dei vari progetti (un’autentica perdita di tempo), ma perché avevo appuntamento dal dentista per valutare la necessità di una cosiddetta “pulizia profonda” delle tasche che affliggono le mie gengive. Una procedura da effettuarsi sotto anestesia, dove il dentista dovrà “scavare” per andare a togliere i batteri negli angoli più remoti e nascosti della mia cavità orale. La copertura dentistica, nel mio caso, mi è offerta dal sindacato, ed è alquanto scarsa, se non altro perché mi tocca farmi quasi un’ora in macchina per raggiungere il più vicino dentista convenzionato. Alla fine di una giornataccia come questa, torno a casa e sul tavolo trovo un vassoio pieno di biscotti a forma di cuoricini. La moglie, dall’altra stanza dove sta sistemando i panni appena “sfornati” dall’asciugatrice, mi urla “buon san valentino!” e viene in cucina con il più bel sorriso del mondo. E come per magia, tutto lo stress s’è sciolto in un bacio. Cosa potrei volere di più dalla vita, un Lucano? i biscotti di san valentino: Leggi il resto »
Era più di un anno che la moglie ed io non uscivamo a cena, vuoi per la perenne scarsità di fondi, vuoi per la poca fiducia nell’industria della ristorazione americana dopo quello che c’ha raccontato mio cognato da “dietro le quinte”, vuoi per mille altri motivi. L’altra settimana il mio capo c’aveva invitato a cena a casa sua, ma dato il meteo poco clemente ha dovuto disdire. Dato che noi comunque eravamo dell’umore di uscire, abbiamo deciso di provare il ristorante tailandese a cinque minuti da casa nostra. Anche sotto consiglio del capo sopra citato
Lui, incredibile ma vero, mangia questa roba praticamente ogni giorno a pranzo: è proprio un amante di tutto ciò che abbia una qualche affinità con il mondo asiatico, fidanzate comprese. niente male il tailandese: Leggi il resto »
L’ho già detto in altre occasioni, una delle cose che mi mancano dell’Italia è la varietà di biscotti per la colazione. In una Nazione dove hanno almeno 40 tipi diversi di cereali e risi soffiati, la scelta sullo scaffale dei cookies è alquanto limitata. Niente tarallucci del Mulino Bianco, niente pan di stelle, niente Grancereale. Ogni tanto andiamo al mercatino italiano vicino a dove abita il suocero, ma è un lusso che non possiamo permetterci spesso. Così la cosa migliore è rispolverare qualche ricetta classica e mettersi ai fornelli preparando una scorta di biscotti da inzuppare la mattina nel caffelatte. Tecnicamente non sono “bis” cotti, ma noi mica stiamo a guardare il pelo nell’uovo, no? i biscotti a forma di S per il caffé: Leggi il resto »