Questa ricetta la cucinò per la prima volta il nostro amico Massimo qualche anno fa. Ricordo sempre quella serata d’estate, al fresco in veranda, a ridere e scherzare con gli amici. Il sapore non lo dimenticherò mai: morbido ma non asciutto, gustoso ma non pesante. I pomodori ripieni al forno sono un piatto ideale per questa stagione: facile da preparare (chi ha voglia di stare ai fornelli con la canicola d’agosto?) e piacevole da accompagnare ad una bella insalata di riso o qualche altra pietanza in tema con la stagione. Da poco me l’ha rifatta la moglie, di cui ti propongo la variante leggermente americanizzata. pomodori ripieni al forno: Leggi il resto »
Tempo d’estate, di fine settimana fuori porta, di spiagge, ombrelloni e gite in montagna. Anche le statistiche del mio blog lo confermano: la gente preferisce starsene all’aria aperta, piuttosto che davanti allo schermo di un computer. Allora non c’è nulla di meglio che portarsi dietro un dolce sano e pieno d’energia. L’energia che servirà per tirare quattro calci al pallone con gli amici, o per una bella nuotata al largo, lontano dal chiasso delle spiagge italiche. Ti propongo la torta ai mirtilli, che la moglie ed io abbiamo cucinato la scorsa settimana. torta ai mirtilli: Leggi il resto »
La cucina americana, non è una novità, è piena di influenze straniere: basta farsi un veloce giro per il centro di Manhattan per rendersene conto. Ma per ovvi motivi geografici, la parte del leone oramai la fanno gli ispanici, cioè quelli che abitano dall’altra parte del confine meridionale: messicani, cubani, venezuelani, argentini e via dicendo. Una nostra amica, la scorsa settimana, ci ha fatto assaggiare le empanadas, una specie di calzoni ripieni di carne speziata. La preparazione richiede un po’ di allenamento, ma il risultato poi è tutto un programma. Sicuramente un’idea sfiziosa con cui stupire gli amici a cena, in queste sere d’estate. La variante che ti propongo è più “leggera” e veloce dell’originale, che prevede di friggere le empanadas e di cuocere la carne (il bollito) per un paio d’ore a fuoco lento. empanadas, le invasioni ispaniche: Leggi il resto »
Riprendo un interessante articolo segnalato da BlueVolvox sul suo blog, che fa un elenco di cosa si può mangiare con… 300 calorie. Perché proprio 300? Riadattando quanto spiegato dall’autore, si può dire che questa è la quantità di energia che il tuo corpo spende stando due ore seduto davanti al computer e facendo poi almeno un quarto d’ora di passeggiata, ad esempio il “pezzo” a piedi del tragitto quotidiano per andare al lavoro e ritorno. L’elenco fotografico riassume visivamente costi e benefici di ogni possibile variante, lasciando poi al lettore la libertà di interpretarne il senso tra le righe: meglio una bella omelette oppure una manciata di caramelle?
L’altra settimana abbiamo fatto la pasta in casa, di cui ancora non pubblico la ricetta perché vorrei perfezionarla. Nelle prossime settimane ci cimenteremo invece con il pane: ma visto che comprare il lievito già pronto è fin troppo facile e “borghese” (ok, non sono uno con la puzza sotto il naso), ho pensato bene di produrmi il mio agente lievitante direttamente in casa. In rete esistono molte varianti, ognuna con un suggerimento diverso, su come ottenere il risultato migliore per la cosiddetta “pasta madre”, versione casalinga del lievito di birra. Tra l’altro qui in America è facilissimo trovare la farina di Manitoba, che in tanti suggeriscono di usare durante la lavorazione: nota con i nomi di bread flour, hard-wheat flour, strong flour, high-gluten flour, il suo alto contenuto in glutine la rende particolarmente adatta allo scopo. Una legenda metropolitana vuole che i panettieri italiani di New York da circa 100 anni usano la stessa pasta madre per fare quel pane buonissimo che si trova solo qui. il mio lievito fatto in casa: Leggi il resto »