1. gli specchi ed i riflessi di jgor

    Già la seconda persona nel giro di pochi mesi mi chiede di recensire una sua opera, di esprimere un parere e condividerlo con i miei lettori. Questa cosa mi rende molto onorato: non credo di meritare tanta stima, ma sono contento di questi legami che si creano. Oggi, come avrai intuito dal titolo, è il turno di Jgor Buzziol, un lettore di questo blog di “vecchia data” che, se la memoria non m’inganna, scoprì il mio sito in un podcast. Affermato scrittore, la sua ultima opera è stata premiata al Premio Internazionale di Poesia “Trabia Giuseppe Sunseri”, e così ha deciso di renderla scaricabile ai miei e suoi lettori per un po’ di tempo. Un gentile omaggio (disponibile solo in tiratura limitata!) che, visto che l’approssimarsi delle festività natalizie, non può che far piacere ricevere. Leggi il resto

  2. ancora sui falsi amici in inglese

    Accipicchia come vola il tempo, l’ultima volta che ho parlato delle parole inglesi che possono indurci in errore, è stato nel Giugno del 2008. Beh, vorrei tornare sull’argomento per elencarne alcuni nuovi. Ma prima rispondo alla domanda che forse ti starai ponendo: cosa vuol dire che una parola inglese è un false friend? Semplicemente che assomiglia ad una parola italiana, da cui si  sarebbe tentati di tradurla in quel modo, ma il suo vero significato è completamente diverso. Un esempio al volo: truck. Che ovviamente non significa trucco, ma camion o, più in generale, auto di grandi dimensioni (fuoristrada, pick-up e simili ricadono tutti in questo gruppo). Ecco una lista degli amici più pericolosi che ho incontrato di recente. Leggi il resto

  3. impara a conoscere il tuo corpo

    L’altro giorno sono andato dal dottore per la visita annuale di controllo (dato che l’assicurazione la richiede e la copre al 100% come medicina preventiva, perché non farla?) ed una cosa che ho realizzato dopo pochi minuti è una certa ignoranza nel conoscere i nomi delle parti del mio corpo. Tutti sanno cosa siano mouth, eyes, nose and feet. Ma come spiegare il prurito alla narice destra o quell’arrossamento vicino all’ombelico? Oppure quello strano foruncolo sul dorso del dito medio? O ancora il fungo sull’unghia del pollicione? Per fortuna il mio medico parla un po’ d’italiano ed alla fine m’ha insegnato un sacco di parole nuove. Leggi il resto

  4. i precursori di facebook

    la copertina del libro con un uomo che guarda col cannocchialeUna quindicina d’anni fa, quando ancora non esisteva la rete così come la conosciamo oggi, faceva notizia il fatto che due persone, separate da migliaia di chilometri di distanza, riuscissero a diventare amici soltanto dialogando tramite uno schermettino (possibilmente verde o al massimo con quattro colori) o collegandosi con il portatile tramite scomodi cavi e connessioni a servizi via modem tutt’altro che veloci. L’epoca attuale, quella dei blog e dei forum, delle chat e degli instant messaging, non era neppure immaginabile a quel tempo. E così due persone ci hanno scritto un libro: Norman e Monique. Da protagonisti. Leggi il resto

  5. ma tu sei ancora all’iphone?

    Per l’appuntamento di oggi con le incursioni nella lingua inglese, ti propongo qualcosa di leggero e rilassante: il video della pubblicità del telefonino che molti dicono distruggerà lo strapotere dell’iPhone (ed era pure ora). Mi spiace per te che hai comprato quel gioiello di casa Apple, ma fra poco arriverà sul mercato qualcosa di veramente serio, in grado di fare tutto quello che il telefonino della mela non sa fare (e nessuno ne parla). Questo il senso della pubblicità aggressiva mandata in onda dalla compagnia telefonica Verizon. Per la serie, in America la pubblicità comparativa non è reato. Leggi il resto

  6. radiografie all’anima

    Caro Dio, [..] ti penso spesso e sono sincero lo faccio di più quando son giù di morale rispetto a quando gli ingranaggi ruotano gioiosi. [..] Dio volevo dirti che nel complesso hai fallito. Sei stato un padre/madre che ci ha abbandonato senza un buon motivo, solo troppe scuse e giustificazioni. Ma una cosa di buono secondo me l’hai fatta [..] hai creato l’amore. Non è perfetto ma giustifica qualcosa, vale la pena pretenderlo, cercarlo e starci male quando è troppo dentro.

    Comincia così la tredicesima lastra del libro Radiografie all’anima di Hermansji .:., nome d’arte dell’avvocato Hermans Joseph Iezzoni. La scorsa estate me ne ha mandato una copia cartacea fin qui in America, con tanto di dedica ed autografo (mica noccioline!). Da mesi mi ripromettevo di scriverne una recensione, ma neppure il Cinar che bevo tutte le sere, aiuta contro il logorio della vita moderna. E così non riuscivo a trovare un attimo di tempo per trasformare in bit le mie impressioni su questa piccola scatola piena di perle preziose. Se non altro per ringraziare Hermans che mi ha virtualmente accompagnato per un paio di settimane nel mio viaggio quotidiano per andare al lavoro. Leggi il resto

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