1. un nuovo appuntamento con dan

    Per l’appuntamento di oggi con l’inglese americano, ti propongo una nuova lezione dello zio Dan Hesse. L’amministratore delegato (anche noto come chief executive officer qui negli Stati Uniti), come il nostro buon Giovanni Rana d’altri tempi, mette la sua faccia in prima linea per promuovere i prodotti della sua compagnia telefonica Sprint. E fa anche un po’ di sana pubblicità comparativa. In Italia mi pare c’abbia provato la Nestlè con il suo caffè, ma se non erro è finita a cause in tribunale :) Beh, basta con le chiacchiere… ti lascio a Dan. Sotto il video, trovi la trascrizione dell’audio, per aiutarti nella comprensione. Leggi il resto

  2. commutare e tirare in inglese

    Lo spunto per la puntata di oggi sulle “incursioni nell’inglese” mi viene da un podcast che ascolto di tanto in tanto sull’autobus mentre torno a casa. L’altro giorno si parlava del verbo to commute, e della sua origine. In Italiano, che non è una lingua basata sul lavoro, non esiste la traduzione tramite un verbo corrispondente. Si può usare l’espressione “recarsi al lavoro con un qualsiasi mezzo di locomozione”, per rendere l’idea. Originariamente il significato era equivalente a commutare, verbo che persino nella lingua del Belpaese è caduto oramai in disuso. E voleva intendere, appunto, tramutare o scambiare qualcosa con qualcos’altro. In particolare si usava per “commutare” una quota di denaro in un abbonamento mensile per l’autobus o il treno. Poco a poco, l’espressione è stata associata dunque al tragitto quotidiano casa-lavoro, the commute. Il verbo è diventato anche un sostantivo per indicare colui che compie l’azione, the commuter. Leggi il resto

  3. i meccanici non servono più…

    Ogni giovedì, nella zona dove abitiamo, distribuiscono un giornale gratuito che parla dei fatti locali. Anche in Italia, ricordo, era diffuso nella città dove abitavo. Qui lo consegnano ancora come si vede in certi film, con il ragazzo che passa la mattina e lo tira sul vialetto di casa. Non più in bici, ma ovviamente motorizzato in macchina, generalmente con un amico che guida. Io che esco di casa alle 7, trovo già il giornale per terra, e lo porto con me sull’autobus mentre mi reco al lavoro. Mi piace leggere l’articolo che ogni settimana l’opinionista quasi novantenne propone ai suoi lettori. Il simpatico Flynn a volte parla della sua famiglia, altre dei tempi in cui lui era giovane, altre ancora dell’attualità. Oggi ti propongo quello della settimana scorsa, non tradotto, per far allenare un po’ il tuo inglese. Sembra lungo, ma t’assicuro che dice cose che ti faranno riflettere! Se hai dubbi su specifiche espressioni o modi di dire, fai pure le tue domande nei commenti ;) Leggi il resto

  4. parla con la mia mano

    Solo chi ha superato la soglia degli –enta, mi rendo conto, ha potuto apprezzare all’epoca direttamente sullo schermo di un cinema, uno dei capolavori americani della fantascienza: Terminator. In cui il mitico governatore della California, all’epoca tutto muscoli e mascella, in  una scena diceva al nemico di turno talk to the hand.  Un modo di dire che non s’usa più, ma che all’epoca voleva intendere qualcosa tipo “non ho voglia di starti a sentire in questo momento, quindi se proprio vuoi continuare a parlare, dialoga con la mia mano” :) Ed oggi proprio dei modi di dire (sayings, appunto) voglio parlare nel mio appuntamento periodico con l’inglese. Rimanendo in tema di chiacchiere, se vuoi lasciar intendere al tuo interlocutore di togliersi dalle scatole, dopo avergli gentilmente detto di interloquire con la tua mano, gli dirai get lost, o se proprio l’irritazione ha raggiunto il limite, go to hell. L’inferno, specificatamente, è un intercalare rafforzativo che troviamo in altre espressioni: shut the hell up, what the hell are you doing (o la versione politically correct, what the heck are you doing). Leggi il resto

  5. fare il bagno dopo pranzo

    Lo so che la stagione non è quella giusta: a parte pochi matti scatenati al sud, nessuno si sognerebbe di indossare un costume e fare un tuffo nella località balneare più vicina. Ma l’altro giorno, non so come, non so perché, con la moglie siamo finiti a parlare della famosa "leggenda metropolitana" secondo cui sarebbe molto pericoloso fare il bagno dopo mangiato. I veri ortodossi (ed io ne conosco alcuni) non osano neppure farsi la doccia dopo pranzo o dopo cena, sempre per via di questa diceria molto diffusa in Italia (ma non qui in America). Allora mi sono messo alla ricerca di maggiori informazioni in rete, ed ho trovato un interessante articolo in inglese. Che quindi ti propongo come lezione di oggi per il mio corso d’inglese.

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  6. l’inglese per il natale

    Era un po’ che non scrivevo un articolo sulle curiosità della lingua inglese, vuoi per mancanza di spunti, vuoi perché ci sono sempre così tante altre cose da dire. Oggi voglio parlarti della “terminologia” natalizia, andando a scoprire insieme alcuni nomi di oggetti comuni in questo periodo di feste. A partire dall’albero di Natale, il mitico Christmas Tree pieno di ornaments (palline, stelline, lucine, e via dicendo). Albero che può essere anche fake, come quello di plastica che ho comprato al supermercato. Qui vanno molto di moda gli alberi veri, alcune statistiche parlano di qualcosa come 500 milioni (five hundred million) di alberi fatti crescere ogni anno per l’occasione, solo negli Stati Uniti. Ad essi è spesso associato quell’intreccio di ramoscelli e vischio (la ghirlanda?) che s’appende fuori dalla porta, il wreath.

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