L’appuntamento periodico con le lezioni d’inglese, qualche tempo fa, ha visto protagonista Dan Hasse, il capo della compagnia telefonica Sprint, che in una serie di commercial (qui non si chiamano “spot” come in Italia) si esponeva in prima persona per reclamizzare i suoi prodotti. Un po’ come il nostro Amadori con i suoi polli 10+. Bene, visto che l’esperimento è piaciuto, perché non continuare, dato che è uscito un nuovo episodio della serie? Grazie ai potenti mezzi offerti da YouTube, eccoti qui di seguito il video originale, seguito dalla trascrizione del testo, per una più facile comprensione. Come sempre, la traduzione in Italiano te la lascio come compito per casa. esercitare l’orecchio con dan: Leggi il resto »
Ci sono situazioni in cui sapere la traduzione esatta “parola per parola” non è abbastanza: i modi di dire. Ho già affrontato questo argomento in un articolo precedente, quando spiegavo che qui in America anziché toccare ferro, preferiscono bussare sul legno (knock on wood). Nelle ultime settimane ho avuto modo di raccoglierne altri: modi di dire che usiamo quotidianamente in Italiano, ma che ci lasciano assolutamente spiazzati, al momento di usarli con il nostro interlocutore anglofono. Ad esempio, se il tuo amico, uscendo dalla prova orale dell’esame per la patente, esclama I made it, intende dire “Ce l’ho fatta” (letteralmente, l’ho fatta, che potrebbe lasciar capire qualcosa di diverso, eh eh). Se invece esce tutto triste, dicendo con un filo di voce I cannot take this pain anymore, vuol dire che le cose non sono andate bene: non può resistere a questa sofferenza ancora per molto. quando la sintassi non basta: Leggi il resto »
Ultima lezione d’inglese prima delle feste natalizie, quella che ti propongo oggi. O meglio, che traggo dal blog dei miei insegnanti preferiti. La nostra professoressa ci parla della parola deal, che a seconda del contesto in cui viene collocata, assume diversi significati. Essa può avere il ruolo sia di nome sia di verbo ed in quest’ultimo caso può essere usato in forma sia transitiva che intransitiva. Ricordiamo che un verbo è transitivo quando regge un complemento oggetto, mentre è intransitivo nel caso contrario
Il mio maestro alle medie ci spiegò che “transitivo” vuol dire che transita, ovvero fa passare, l’azione dal soggetto al complemento oggetto. Il che rende più facile ricordarsene all’occorrenza: il verbo leggere in “io leggo un libro” è transitivo, mentre correre in “io corro” è intransitivo. accordarsi sulla distribuzione: Leggi il resto »
Di tanto in tanto mi piace riscoprire, non è un mistero, i “classici” della letteratura italiana ed internazionale: il tempo a disposizione sull’autobus per andare al lavoro è qualcosa di prezioso che non può mica (sempre) essere sprecato con un pisolino. E così dopo aver finito il libro di Severgnini, e dopo grandi titoli come Il fu Mattia Pascal, mi sto dedicando ad un audiolibro scaricato dal sito Rai: Blade Runner. Una decina d’anni fa (se non di più) ho visto l’epico film con Harrison Ford, ma ammetto di averci capito ben poco. Ora finalmente tutto mi è più chiaro. Certo, rileggerlo ai tempi dell’iPhone e di tutte le diavolerie di cui siamo circondati, fa sorridere: l’evidente “ingenuità” nell’inventarsi un futuro che nel 1982 era ancora tutto da scrivere, fatto di videotelefoni e grosse valigette che interpretano le emozioni. il cacciatore di androidi: Leggi il resto »
Continuo a riportare alcune delle lezioni dal sito Il mio Inglese, con cui ho avviato una collaborazione da qualche settimana. Grazie al supporto dei loro esperti della lingua britannica, potrai soddisfare in maniera ancora più dettagliata i tuoi dubbi e le tue perplessità. Un “servizio aggiunto” in linea con la filosofia che è alla base di questo blog: essere utile. Oggi la nostra professoressa ci spiega l’uso del verbo to look, che può assumere significati diversi a seconda del contesto in cui viene collocato. guardare e sembrare, in inglese: Leggi il resto »