Visto che di solito in quest’appuntamento periodico scopriamo nuove parole o curiosità sull’inglese (in genere quello parlato in America), oggi voglio segnalarti una manciata (a bunch, direbbero da queste parti) di siti dove allenare due aspetti della padronanza di una lingua straniera: reading and listening. Per il writing and speaking c’è sempre tempo
Per far contenti un po’ tutti, ne segnalo uno in inglese britannico, Listen to English, ed uno in americano, Voice of America. Il primo è gestito da un simpatico signore che, con un perfetto accento anglosassone, racconta curiosità ed eventi della vita quotidiana in pillole da 5 minuti. Il tutto condito con chiare spiegazioni sul perché e percome si usi una data espressione, e dall’immancabile umorismo inglese. Perfetto da ascoltare in auto mentre si raggiunge il luogo di lavoro. l’inglese è anche parlato: Leggi il resto »
Ho da poco completato l’ascolto di un nuovo audiolibro: Orgoglio e Pregiudizio. E visto che s’avvicina il tempo degli esami di maturità, magari a qualche studente potrà tornare utile un commento non copiato dal “solito” Wikipedia, chissà
Prima di andare avanti, t’avverto che nel seguito saranno svelati dettagli sulla trama dell’opera, se quindi non vuoi bruciarti la sorpresa, ti pregherei di fermare qui la tua lettura. Detto questo, partiamo dall’inizio: la storia si svolge in un’Inghilterra all’apice della sua crescita, prima delle guerre mondiali che ne avrebbero cambiato per sempre il modo di essere. La famiglia Bennet, pur non vantando un’importanza nobiliare, vive decorosamente grazie ad una piccola rendita di cui dispone il padre. L’ambizione della madre è comunque di accasare le quattro figlie, facendole sposare con i buoni partiti della città. orgoglio e pregiudizio per liz: Leggi il resto »
Ogni circa 45 giorni ho un appuntamento a cui non posso sottrarmi: quello con il mio barbiere. Sebbene il ragazzo del mio blog abbia il ciuffo sbarazzino, a me son sempre piaciuti i capelli corti. O meglio, da adolescente provai a farmeli crescere, ma il cespuglio che mi ritrovo sulla testa ha la tendenza a crescere alla Jackson Five, anche noto come stile afro. Allora ho due possibilità: farmi le treccioline alla Gullit oppure dare una bella sforbiciata di tanto in tanto. Qui ancora si trovano i barber shop come quello famoso del film Il principe cerca moglie, con Eddie Murphy. Entrando, probabilmente una signora alla cassa ti chiederà May I help you? e tu risponderai I would like to get my hair cut. un appuntamento con il barbiere: Leggi il resto »
Gli audiolibri, l’ho già detto un milione di volte, sono veramente comodi quando si vuole unire l’utile al dilettevole: riposare la vista, passare un po’ di tempo nel tragitto casa-lavoro (qui hanno un sostantivo così bello, commute, che manca in italiano), accrescere la propria cultura. Gli americani ovviamente hanno fatto un sito che vende praticamente solo quelli, mentre per il panorama italiano manca un analogo servizio (sarebbe da farci un pensierino). Solo la Rai, con la trasmissione Il terzo anello, copre (molto parzialmente) questa lacuna. L’ultima opera che ho ascoltato è Il circolo Pickwich, di Charles Dickens. il circolo pickwick: Leggi il resto »
L’universo dei modi di dire, in cui ho voluto curiosare durante questa serie di articoli sull’inglese (non mi piace chiamarle “lezioni”, lascio ad altri il compito di insegnare sul serio), è abbastanza vasto da poterci scrivere sopra almeno per un anno. Abbiamo visto ad esempio che “puoi farcela” si traduce con you can make it. Facciamo attenzione a non confonderlo con I could do with (oppure I could use a), che se letteralmente può essere tradotto con “potrei farlo con” (o potrei usare un…), in realtà significa ho bisogno di (vedi l’articolo in cui ne parlavo). Non te la sei bevuta? Peggio per te. non comprarti quello che ti dico: Leggi il resto »