Ma davvero gli italiani non capiscono nulla, oppure è la programmazione dei palinsesti che lascia molto a desiderare? Apprendo con un pizzico di tristezza che Italia 1 ha deciso di sospendere la programmazione di Heroes, il telefilm che dall’altra parte dell’oceano ha battuto ogni record di ascolti, a tempo indeterminato. Ecco cosa ci distingue dai cugini americani: loro guardano questi telefilm, noi preferiamo l’Isola dei Famosi oppure Uomini e donne. Per fortuna che in rete si trovano gli episodi originali, con tanto di sottotitoli in italiano. A questo punto sarei quasi tentato di dirti come va a finire, o meglio, cosa accade nella seconda stagione. La puntata numero 4 della scorsa settimana è davvero una delle migliori dell’intera serie, secondo me.
Ieri sera in “quarta” serata, ovvero praticamente dopo mezzanotte, hanno trasmesso un bel film di Antonio Albanese, È già ieri: la storia di un uomo che rivive all’infinito lo stesso giorno ogni mattina. Ho scoperto, grazie ai miei colleghi al lavoro, che in realtà si tratta di una rivisitazione di un film americano con Bill Murray, Ricomincio da capo. Del quale la versione italiana non sarebbe altro che una brutta copia storpiata. Sarà che non ho visto l’altro, sarà che dopo gli ultimi film in cui Murray dice solo tre parole in croce, l’ho un po’ rivalutato in negativo, sarà che alle Canarie (dove si svolge la trama) ci sono stato da poco, ma a me l’interpretazione di Albanese è piaciuta molto. è già ieri, con albanese: Leggi il resto »
La puntata della scorsa settimana di Zelig Circus mi ha fatto tornare alla memoria i pomeriggi passati a guardare l’antesignana trasmissione Fiori di zucca su Odeon: Stefano Nosei, Gioele Dix, e tanti altri comici che già all’epoca si mettevano in luce per il loro modo “nuovo” di essere divertenti. Ricordo sempre che aspettavo la sera, il Maurizio Costanzo show, per vedere se tra gli invitati c’era proprio Stefano Nosei. Con la sua “Mi ricordo lasagne verdi, e la muffa di margarina…” di cui però non si trova neppure il testo in giro: erano tempi in cui ancora il computer era un Commodore 64, e la rete era soltanto quella dei pescatori. E si leggevano i libri di Riccardo Cassini! Tu hai un tuo comico preferito?
Non so a te, ma a me quest’ultima pubblicità dell’auto che si parcheggia da sola ha fatto subito ricordare la mia adolescenza: con la colonna sonora della mitica Supercar in sottofondo, ci mancava poco che mi venisse la lacrimuccia per la nostalgia. Erano proprio altri tempi, gli anni ottanta: altro che Lost ed Heroes, si andava avanti seguendo le avventure di un’auto che parla (e della quale molti tamarri locali imitarono la luce frontale a led), di un genio in grado di costruire qualsiasi cosa partendo da pochi pezzetti di lamiera e di legno, di un gruppo di evasi dalla prigione che compiono buone azioni in giro per il mondo. Sarò pazzo, ma mi mancano un po’ quei telefilm. Devo fare i miei complimenti allo staff marketing della Volkswagen, hanno saputo mirare al giusto target di pubblico: i trentacinquenni di oggi, gli adolescenti degli anni ottanta.
A guardare il film Sicko di Michael Moore passa la voglia di andare negli Stati Uniti, e quasi quasi anche il sistema sanitario italiano sembra migliore. Sicuramente viene da chiedersi: ma com’è possibile che una nazione così potente, esportatrice di democrazia (almeno così si definiscono), in cui la crescita interna è mediamente superiore a quella europea, soffra poi di contraddizioni così evidenti. Sul suolo americano sono nate molte delle cose che utilizziamo oggi, dagli ipod ad internet, dai codici a barre del supermercato ai sensori delle macchine fotografiche digitali. Eppure questa fucina d’idee non è in grado di curare in maniera soddisfacente i propri malati. Neppure quelli che hanno dato una mano per il prossimo. una democrazia malata: Leggi il resto »